Caro-benzina, Irto in Senato: «Il Governo ascolti la Calabria»
Il senatore dem porta in Aula la protesta di agricoltori e lavoratori: «Sono 3mila le persone in strada da settimane. Servono interventi»
ROMA «Pur essendo questa una protesta di grandi dimensioni, non ha avuto alcuna attenzione da parte dei media nazionali». È partito da qui, oggi in Senato, l’intervento del senatore calabrese Nicola Irto, che ha portato in Aula la protesta degli agricoltori e dei lavoratori calabresi, da settimane mobilitati contro il caro-carburante, l’aumento dei costi energetici e l’impennata delle spese di produzione. Irto ha puntato il dito anche contro il silenzio dell’informazione nazionale. «A partire dal servizio radiotelevisivo pubblico, mi chiedo e chiedo a tutta l’Aula: ma la sofferenza che viene da quella regione è meno grave e meno dolorosa di quella che viene da altre parti?». Una domanda che il senatore ha legato ai numeri della mobilitazione: «Quel dolore delle 3.000 persone che stanno continuando a stare nelle strade anche mentre noi parliamo non è un dolore che attraversa comunque tutto il Paese? Perché questi problemi, a scale ridotte o a scale variabili, ci sono in tutto il Paese».
«Da settimane sono nelle strade»
La protesta, ha ricordato Irto, è iniziata il 28 settembre e ha attraversato gran parte della Calabria. «Circa 3.000 persone hanno partecipato ai presidi organizzati in Calabria, sono stati a Crotone, sono stati nella Sibaritide, a Pizzo, a Davoli, a Spezzano Albanese, a Vibo Valentia, sostanzialmente in tutta la regione». Al centro della mobilitazione c’è soprattutto la condizione degli agricoltori, stretti tra costi crescenti e ricavi sempre più insufficienti. «Lavorano per mesi, affrontano il rischio del clima, investono risorse, si assumono le responsabilità e alla fine vendono il proprio prodotto in perdita, sostanzialmente in perdita», ha sottolineato il senatore. Per Irto non si tratta più soltanto di una difficoltà congiunturale. «Non siamo più davanti a una semplice difficoltà economica, siamo davanti a una vera e propria crisi del nostro sistema produttivo».
«Il Governo ascolti chi protesta»
L’attacco è quindi rivolto al Governo, accusato di non aver dato risposte sufficienti sull’aumento dei costi. «Il Governo continua a tacere sul costo del carburante, sull’aumento delle spese di produzione, sull’impennata dei prezzi». Da qui la richiesta di interventi immediati: «La Calabria non può essere lasciata sola e c’è bisogno innanzitutto di risposte immediate, di interventi sui costi del carburante, di ristori per le aziende maggiormente colpite, di sostegno alla liquidità e di misure che permettano di poter continuare a lavorare». Irto ha chiesto al Governo di interrompere l’attesa e di confrontarsi direttamente con i manifestanti. «Il Governo si prenda la responsabilità di ascoltare chi sta manifestando e si confronti con queste persone, perché sono persone, sono vite, sono storie, sono famiglie». In chiusura, il senatore ha richiamato il rischio che la crisi possa trasformarsi nella perdita definitiva di attività e posti di lavoro. «Leggevo un articolo proprio qualche ora fa dove si diceva che c’è il rischio che molte persone perdano tutto nell’indifferenza generale. Penso che il Parlamento e il Governo non possono rimanere indifferenti».
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