Sequestrati 420 chili di hashish, in manette anche due 70enni
La scoperta dopo il fermo di un furgone con un doppiofondo
BOLOGNA Due ultrasettantenni incensurati, una cantina trasformata in deposito della droga e un furgone con un doppiofondo artigianale utilizzato per trasportare decine di chili di hashish. È lo scenario emerso da un’operazione della Polizia di Stato condotta tra Bologna e Sirmione, nel Bresciano, che ha portato al sequestro di circa 420 chili di hashish, per un valore stimato dagli investigatori in oltre cinque milioni di euro sul mercato dello spaccio. Sei le persone arrestate per detenzione ai fini di spaccio in concorso: due fratelli italiani, la madre, un giovane corriere moldavo e una coppia di settantenni, fino a quel momento sconosciuti alle forze dell’ordine. L’operazione, conclusa martedì dalla Squadra mobile bolognese con la collaborazione dei colleghi di Brescia, è partita da alcune informazioni investigative su due fratelli residenti ad Anzola dell’Emilia, sospettati di essere coinvolti nello spaccio di hashish. Gli agenti hanno quindi predisposto un servizio di osservazione nei pressi della loro abitazione, individuando i movimenti che avrebbero consentito di ricostruire una parte della filiera di distribuzione dello stupefacente.
Il furgone con il doppiofondo e la droga nel frigorifero
La svolta è arrivata intorno alle 10.30, quando gli investigatori hanno notato un furgone Fiat bianco, guidato da un cittadino moldavo nato nel 2005, raggiungere uno dei due fratelli, classe 2001, e farlo salire a bordo. Dopo alcuni spostamenti, il mezzo si è fermato in un parcheggio di via XXV Aprile, ad Anzola dell’Emilia. A quel punto gli agenti sono intervenuti, sospettando che fosse in corso una cessione di stupefacenti. Il giovane moldavo ha tentato di fuggire, arrivando a speronare le automobili della Polizia, ma è stato bloccato. Nel furgone, nascosti all’interno di un doppiofondo realizzato sotto un finto scaffale di legno, sono stati scoperti oltre 101 chili di hashish, confezionati in panetti termosaldati e custoditi in buste termiche. Il fratello italiano aveva con sé uno zaino contenente mazzette di banconote confezionate sottovuoto, con l’indicazione di 63mila euro, mentre il conducente del furgone possedeva 420 euro in contanti. La successiva perquisizione dell’abitazione dei due fratelli ha riservato un’altra sorpresa. Nel frigorifero, all’interno di un cassetto tra gli alimenti, erano nascosti quasi sei chili di hashish, tra panetti e frammenti. Nelle camere da letto sono stati inoltre recuperati 5.760 euro. Nell’immobile si trovavano anche la madre dei due giovani, nata nel 1978 e incensurata, e il fratello minore, classe 2003, con precedenti di polizia.
La cantina dei settantenni e i tre quintali di hashish
Ma l’elemento decisivo è arrivato da un mazzo di chiavi con telecomando trovato nella disponibilità del giovane moldavo. Il ragazzo, secondo quanto riferito dalla Questura, non avrebbe fornito spiegazioni convincenti sulla sua provenienza. Analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza, gli investigatori hanno scoperto che il furgone, prima di raggiungere Bologna, era transitato da Sirmione, in provincia di Brescia. Proprio lì, grazie al telecomando sequestrato, i poliziotti sono riusciti a individuare il cancello automatico di uno stabile. All’interno dell’immobile e delle sue pertinenze è stato scoperto il deposito principale: 305,67 chili di hashish, custoditi tra una cantina e un appartamento. Per i proprietari, un uomo nato nel 1953 e una donna del 1956, entrambi incensurati e senza impiego, sono scattate le manette. La coppia si occupava anche di assistere la madre 95enne di uno dei due. Secondo quanto riferito dal commissario capo Michele D’Alonzo durante la conferenza stampa, i due anziani, dopo un’iniziale reticenza, avrebbero ammesso di aver messo la cantina a disposizione del giovane moldavo. Quest’ultimo avrebbe invece dichiarato di svolgere l’attività di corriere della droga da circa due mesi, senza però indicare per conto di chi operasse. Lo stupefacente sequestrato sarebbe hashish di tipo «frozen», caratterizzato, secondo gli investigatori, da una concentrazione di principio attivo intorno al 40%. Tutti e sei gli arrestati sono stati trasferiti in carcere in attesa dell’udienza di convalida. Il questore di Bologna, Gaetano Bonaccorso, ha sottolineato come nel giro di pochi giorni siano state portate a termine due importanti operazioni antidroga, con un bilancio complessivo di nove arresti e il sequestro di diversi quintali di cocaina e hashish. Resta da chiarire, soprattutto, chi gestisse i rifornimenti e a chi fosse destinato l’ingente quantitativo di stupefacente. Interrogativi sui quali proseguono gli approfondimenti degli investigatori. (redazione@corrierecal.it)
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