Big, catapultati, signori delle preferenze, uscenti e “rientranti”. In Calabria i partiti preparano le candidature al Parlamento – NOMI
Dopo l’approvazione della legge elettorale negli schieramenti iniziano i ragionamenti. Ecco chi potrebbe correre nella regione nel 2027
LAMEZIA TERME Big di partito come capolista, “catapultati”, “signori delle preferenze”, parlamentari in carica ex ex, consiglieri regionali in carica ed ex, amministratori con un consenso elettorale collaudato. Non è ancora corsa sfrenata a una candidatura alle Politiche ma negli schieramenti e nei partiti i ragionamenti sono già partiti, a maggior ragione dopo l’approvazione della legge elettorale e nel dubbio di un voto anticipato (maggio-giugno 2027 più che la fine “naturale” della legislatura nell’autunno 2027) che è una ipotesi realistica. La riforma della modalità di voto chiaramente cambia di parecchio le prospettive e le dinamiche anche in Calabria, forse già sul piano numerico perché secondo alcuni studi la regione perderebbe un seggio rispetto ai 19 di quota finora fissa. Non ci sono più i collegi uninominali ma un collegio plurinominale per Camera e Senato con capolista “bloccati”- quindi scelto dalle segreterie di partito – e poi tutti gli altri in lista a contendersi un seggio con le preferenze. E’ evidente che le speranze di elezione per tanti che concorreranno saranno molto basse. Ma tant’è.
I “Papi neri”
Anche perché, inevitabilmente, alla luce dell’endemica debolezza della classe politica regionale, la Calabria rischia di essere una regione “laboratorio” per quanto riguarda proprio la casella del capolista. La storia insegna che spesso alla testa delle liste si sono piazzati i leader del partiti – discorso che potrebbe riguardare stavolta i vari Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Elly Schlein e Giuseppe Conte – e questa dinamica potrebbe manifestarsi anche stavolta, con l’ulteriore aggiunta dei “paracadutati”, e potrebbe manifestarsi in termini forse persino più pesanti rispetto al passato. Insomma, sulla Calabria il peso delle segreterie politiche nazionali – forse a parte Forza Italia – potrebbe comunque essere fortissimo. Si vedrà.
Centrodestra
Per il resto, un quadro ancora ovviamente parziale e solo embrionale di “papabili” candidati già è delineabile. Ci saranno ovviamente delle riconferme. Appaiono “blindate” e sicure le ricandidature – anche come capilista – di Wanda Ferro per Fratelli d’Italia e Nicola Irto per il Pd. Nel campo del centrodestra una particolare attenzione gli addetti ai lavori la riservano a Forza Italia, considerando il “braccio di ferro” su scala nazionale tra il governatore Roberto Occhiuto e Antonio Tajani: la Calabria è una storica “roccaforte” e “cassaforte” azzurra e secondo gli analisti Occhiuto, in asse con il coordinatore regionale del partito, Francesco Cannizzaro, non lascerà spazio a interferenze “esterne”. Secondo diversi osservatori non va esclusa in linea teorica una candidatura “di servizio” dello stesso Occhiuto, che comunque sulle candidature avrà una parola decisiva e definitiva. In tanti sostengono che in Calabria potrebbero trovare collocazione uscenti che con la regione hanno addentellati forti, recenti e meno, e ottimi “uffici” con Occhiuto-Cannizzaro, come il senatore Claudio Lotito nuovo patron della Reggina e lo stesso Fabio Roscioli, il tesoriere berlusconiano che ha vinto le Suppletive in riva allo Stretto. Verso le ricandidature poi il deputato Giuseppe Mangialavori e il senatore Mario Occhiuto, senza dimenticare Giovanni Arruzzolo, e in lizza per gli azzurri potrebbe esserci anche Gianluca Gallo, assessore regionale e “macchina elettorale” come nessuno in Calabria. Quanto a Fratelli d’Italia, nella “partita” vengono considerati i senatori uscenti Fausto Orsomarso ed Ernesto Rapani, tra i “papabili” poi l’assessore regionale Giovanni Calabrese. Nella Lega appaiono scontate le ricandidature della deputata Simona Loizzo e della senatrice Tilde Minasi, molto vicine a Salvini, mentre per alcuni analisti potrebbe avere delle chance anche il vicepresidente della Regione Filippo Mancuso. Infine, giochi praticamente chiusi in Noi Moderati: la ricandidatura di Pino Galati, uno dei leader nazionali di Nm e già parlamentare e uomo di governo, è quasi un “atto dovuto”.
Centrosinistra
Nel campo del centrosinistra, fari puntati sul Pd. Detto di Irto, spazio a Nico Stumpo, deputato uscente e voce molto ascoltata al Nazareno, così come alte sarebbero le quotazioni di Jasmine Cristallo, molto vicina alla leader dem Schlein. Possibile una candidatura di un “signore delle preferenze” come il capogruppo regionale Ernesto Alecci, e una ricandidatura della ex parlamentare Enza Bruno Bossio oltre che del dirigente nazionale Carlo Guccione. Capitolo M5S, nel quale è ormai caduto il tabù del doppio mandato: in Calabria i pentastellati di Conte – si dice da fonti del partito – dovrebbero schierare la vicecapogruppo alla Camera Vittoria Baldino e la coordinatrice regionale Anna Laura Orrico, chance anche per Riccardo Tucci. Da capire se il Movimento 5 Stelle, che alle Politiche in genere intercetta parecchio voto di opinine, userà la Calabria come “piattaforma” per candidature esterne come fece nel 2022, quando a esempio candidò qui il magistrato Cafiero De Raho. Il segretario regionale di Sinistra Italiana Fernando Pignataro, invece, dovrebbe correre con Avs. Abbondano le incognite invece con riferimento ai renziani di Casa Riformista, Psi, + Europa di Magi, Progetto Democratico di Onorato e Più Uno di Ruffini.
Fuori dai poli
Ci sono poi i partiti che – al momento – sono fuori dai due poli principali. Tipo Azione di Calenda: la candidatura al Parlamento di Francesco De Nisi, segretario regionale dei calendiani, viene dato dai “bene informati” quasi scontata, in lizza poi potrebbe esserci anche Giuseppe Graziano. Infine, Futuro nazionale di Roberto Vannacci, che in Calabria alle Suppletive ha tenuto il “battesimo del fuoco” riportando un 11% di non facile lettura: l’uomo di punta del generale sarà l’uscente deputato Domenico Furgiuele, ma anche Domenico Giannetta potrebbe trovare una seconda opportunità, anche a mo’ di premio per il “sacrificio” nel voto reggino. (a. cant.)
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