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VERSO IL CONGRESSO

Lega, Salvini si dimette da segretario. Azzerati i vertici del partito

Il passo indietro in vista del congresso straordinario del 24 e 25 ottobre

Pubblicato il: 12/10/2026 – 22:59
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Matteo Salvini si è dimesso da segretario federale della Lega. La decisione è arrivata nel corso del Consiglio federale del partito, riunito nella sede di via Bellerio a Milano, in vista del congresso straordinario in programma il 24 e 25 ottobre. Un passo indietro che rappresenta un passaggio formale, previsto dalle regole interne del Carroccio, necessario per consentire al vicepremier di ricandidarsi alla guida del partito. Insieme a Salvini hanno rassegnato le dimissioni anche i tre vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani, determinando l’azzeramento degli incarichi ai vertici della Lega.

Di Rubba reggente fino al congresso

A chiarire il significato della decisione è stato lo stesso partito, spiegando che si tratta di un passaggio già concordato e previsto per consentire lo svolgimento di un congresso elettivo. La gestione temporanea della Lega è stata affidata al tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario e incaricato di amministrare il partito fino all’appuntamento congressuale. A presiedere i lavori sarà invece Lorenzo Fontana, presidente della Camera. Le dimissioni dalla segreteria non incidono sugli incarichi istituzionali di Salvini, che resta vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Nuova segreteria politica e simbolo da aggiornare

Ma il congresso non servirà soltanto a rieleggere i vertici. Salvini ha annunciato anche alcune novità nell’organizzazione del Carroccio, a partire dalla costituzione di una segreteria politica e dalla modifica del simbolo. «Ho scelto di dotare la Lega di una segreteria politica per condividere onori e oneri», ha spiegato il vicepremier, annunciando anche un aggiornamento del logo del partito. «Siamo orgogliosi delle nostre radici, del nostro passato ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro», ha aggiunto. Tra le ipotesi sul tavolo anche la possibile eliminazione dal simbolo del riferimento a «Salvini premier», ma una decisione definitiva sarà discussa soltanto durante il congresso.

Il confronto interno e le sfide del Carroccio

L’appuntamento congressuale arriva dopo mesi di tensioni e confronti interni alla Lega, soprattutto sul rapporto tra la tradizionale identità autonomista del Nord e la dimensione nazionale assunta dal partito sotto la guida di Salvini. Il vicepremier ha tuttavia respinto l’idea di una frattura interna. «Non ci sono dissidenti», ha sostenuto, invitando tutte le componenti del movimento a presentare documenti, idee e proposte durante le assise. Sul tavolo anche le priorità politiche in vista della manovra economica: dalla revisione dell’età pensionabile all’estensione delle Zone economiche speciali, fino alla proposta di abolizione del canone Rai e all’ampliamento della flat tax per le partite Iva. Il congresso del 24 e 25 ottobre sarà dunque chiamato a definire la nuova struttura dirigente e il futuro assetto politico della Lega, con Salvini pronto a ripresentare la propria candidatura alla segreteria federale.

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