Una liquidazione infinita e il “valzer” dei commissari. L’Ente Fiera di Reggio ancora “zavorra” per la Regione
La Giunta dispone la misura più “severa” della Lca dell’ente nato addirittura nel 1986 e individua un nuovo commissario liquidatore
CATANZARO Quando nacque, nell’ormai lontanissimo 1986, c’era ancora la lira, e infatti la legge regionale che lo creò disponeva una partecipazione al capitale sociale di 100 milioni di lire e un contributo annuo di 300 milioni di lire. Poi nel 2008 un’altra legge regionale ne ha disposto lo scioglimento e la messa in liquidazione. Nonostante sia passato tanto tempo, però, l’Ente Fiera di Reggio Calabria è ancora una zavorra per la Regione, piccola ma sempre zavorra, con una procedura di liquidazione che non è ancora finita tanto da richiedere alla Giunta la nomina di un nuovo commissario liquidatore, l’ennesimo, ora individuato in Giuseppe Iurato, e da porre questo ente in liquidazione coatta amministrativa, perché quella ordinaria ormai non basta più. La nomina di Iurato è stata effettuata dalla Giunta regionale alcune settimane fa: Iurato subentra al precedente commissario liquidatore dell’Ente Fiera di Reggio Calabria, Vittoria Mastromarco, che a gennaio a sua volta era subentrata al dimissionario Paolo Praticò. Praticò che a sua volta nel 2025 era subentrato al dimissionario, Rodolfo Elia. Elia che a sua volta nel 2022 era subentrato a un altro dirigente regionale, Felice Iracà…
Il “valzer” dei commissari
Insomma, il “valzer” del commissari, continui avvicendamenti per una procedura di liquidazione dell’Ente Fiera di Reggio Calabria che evidentemente presenta ancora una certa complessità, con un piano di liquidazione che risale addirittura al 2012, disposto dal commissario pro tempore «previa espunzione di ogni previsione afferente alla partecipazione finanziaria della Regione Calabria nella formazione dell’attivo», si leggeva in una delibera regionale. Solo che la situazione sembra essersi addirittura aggravata, se è vero che ora la Giunta regionale ha disposto la misura ancora più severa della liquidazione coatta amministrativa. A fondamento della decisione, la relazione finale dell’ormai ex commissario liquidatore Mastromarco. Il report – riferisce l’ultima delibera della Regione – dice: «…Considerato che dalla documentazione consegnata, in particolare dal piano di liquidazione approvato con delibera 5 del 12 gennaio 2023, emerge una notevole massa debitoria a fronte di un attivo pari ad euro 63.107,83 ( come meglio dettagliato nella suddetta relazione) e quindi insufficiente a soddisfare anche i crediti supportati da idonea documentazione, poiché la situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell’ente non è tale da consentire di far fronte ai debiti liquidi ed esigibili nei confronti dei terzi, si propone di valutare l’assoggettamento dell’ente liquidazione coatta amministrativa ai sensi dell’articolo 15 dlgs 98/2011, comma 5 bis, con il divieto di azioni esecutive e cautelari individuali e la conseguente apertura presso il Tribunale competente della fase afferente la verifica dei crediti e la disciplina delle eventuali opposizioni allo stato passivo. Stante l’ormai acclarato stato di insolvenza dell’ente, risultante dalla relazione acquisita, l’ordinaria procedura di liquidazione non è idonea a garantire la prosecuzione delle attività liquidatorie e la par condicio creditorum». Da qui infine la nomina del nuovo commissario liquidatore, Giuseppe Iurato, in carica per un anno, prorogabile secondo i termini di legge. (a. c.)
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