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VERSO LE ELEZIONI

Auto-candidature, fughe in avanti, primarie, “veline e veleni”. Nel centrodestra di Catanzaro finora è solo caos

Ad agitare le acque anche il forzista Costanzo: «Wanda Ferro unica candidata unitaria e autorevole, se è indisponibile facciamo le consultazioni di coalizione»

Pubblicato il: 18/10/2026 – 11:29
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CATANZARO Acque “agitate” nel centrodestra in vista delle elezioni amministrative del 2027 a Catanzaro. In un contesto ancora molto confuso, fioccano le “fughe in avanti”, le “forzature” e persino le provocazioni. Messaggi incrociati e “veline” abbinate a qualche veleno agitano uno schieramento che ancora non è entrato nel vivo delle trattative e aspetta ovviamente segnali da Roma ma già si sta accapigliando sul territorio rivelando la difficoltà dei partiti nel gestire il caos. Secondo gli analisti il campo dei “papabili” è già molto affollato: c’è Fratelli d’Italia della leader Wanda Ferro che rivendica con una certa decisione la candidatura a sindaco, mentre “in pista” vengono considerati anche il vicepresidente della Regione, Filippo Mancuso, “uomo forte” della Lega, il forzista Sergio Abramo – che non fa mistero di volerci riprovare per la quinta volta – e anche opzioni di stampo più civico come il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, fortemente sponsorizzato – dicono i “bene informati” – proprio da Fratelli d’Italia. In più, seminano inquietudine nel centrodestra le probabili mosse di Futuro Nazionale e di un big irriducibile come Mimmo Tallini, che soprattutto con Forza Italia ha più di un conto aperto.

I “messaggi” di Costanzo

In sintesi dunque acque agitate nel centrodestra catanzarese. E ad agitarle ancora di più Sergio Costanzo, consigliere comunale di Forza Italia, “signore delle preferenze” nel capoluogo, che da alcuni giorni occupa la scena politica lanciando messaggi al suo partito e all’intera coalizione e quasi chiamandoli a uscire allo scoperto. «Il centrodestra – dice Costanzo – rischia di arrivare alle elezioni della prossima primavera in uno stato confusionale addirittura superiore a quello di cinque anni fa e favorire così un’immeritata riconferma del peggiore governo cittadino che la storia ricordi. La notizia “ufficiosa” della possibile investitura a candidato sindaco del dottor Aldo Ferrara, presidente di Confindustria e persona indubbiamente preparata, sembra non avere scaldato i cuori, a conferma che il metodo della scelta verticistica e staccata dal territorio non funziona. C’è una sola personalità a Catanzaro che, per autorevolezza ed esperienza, metterebbe tutti d’accordo e si tratta dell’onorevole Wanda Ferro, attuale sottosegretario di Stato, di fronte alla quale ci toglieremmo il cappello. Per il resto, assistiamo al solito “carosello” di autocandidature e di finte o strategiche “disponibilità”. Se l’onorevole Ferro non fosse disponibile per sue autonome valutazioni – spiega Costanzo – ci resterebbe una sola strada per mettere in campo la candidatura più in sintonia con la città e i cittadini: le primarie di coalizione. Mettendosi in discussione, senza paracadute e investiture dall’alto, ogni potenziale candidato potrà sottoporsi al giudizio degli elettori. Parlo di primarie aperte, senza limitazione di candidature, in modo che tutti coloro che hanno l’aspirazione di guidare la città possano farsi conoscere e proporre le loro soluzioni per la città. E’ un modo per verificare il grado di consenso di ciascuno».

«Pronto a scendere in campo»

Costanzo poi dice di essere pronto a mettersi in gioco anche in modo diretto: «In questo quadro – afferma ancora – non avrei esitazioni a proporre la mia candidatura, sottoponendomi al giudizio popolare, certo di potere rappresentare le istanze di centinaia di cittadini che in questi giorni mi stanno invitando a rompere gli indugi. Sono certo che anche tutti gli altri aspiranti candidati sindaci del centrodestra non avranno alcuna difficoltà nel misurarsi in una competizione democratica in cui la volontà dei cittadini sarà più forte degli accordi nei salotti romani. Resta inteso che i candidati perdenti dovranno mettersi al servizio del progetto politico del vincente. Non ci vuole molto per stabilire le regole e per allestire i seggi. Con questo metodo, già a gennaio potremmo avere un candidato condiviso e radicato, pronto ad assumere la guida della città dopo il buio quinquennio di Fiorita. Se anche questa occasione sarà persa, non ci si lamenti se ci sarà un “tana, liberi tutti”». (c. a.)

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