Leucemia Ph-positiva, la cura senza chemio finisce sul NEJM. L’Ematologia di Reggio Calabria tra i protagonisti
Il New England Journal of Medicine pubblica oggi lo studio di fase 3 GIMEMA ALL2820, interamente italiano
REGGIO CALABRIA Il New England Journal of Medicine pubblica oggi lo studio di fase 3 GIMEMA ALL2820, interamente italiano, che segna una svolta nella cura della leucemia linfoblastica acuta Philadelphia-positiva dell’adulto. Su 236 pazienti, la terapia mirata e immunoterapica senza chemioterapia (ponatinib seguito da blinatumomab) ha raggiunto una sopravvivenza libera da eventi a 24 mesi dell’86%, contro il 67% del trattamento standard con imatinib e chemioterapia. Le recidive sono scese dal 13% al 5% e gli eventi avversi gravi sono stati meno frequenti (34% contro 47%).
Lo studio

Lo studio è stato promosso dal Gimema e coordinato dalla professaoressa Sabina Chiaretti e dal prof. Robin Foà della Sapienza Università di Roma. Un contributo importante è venuto dall’Ematologia del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, grazie all’intera équipe diretta dal prof. Massimo Martino e, in particolare, alla dottoressa Caterina Alati, esperta di leucemie. «Vedere Reggio Calabria tra gli autori di un lavoro sul NEJM è un grande orgoglio: dimostra che anche al Sud si fa ricerca d’eccellenza», dichiara il professor Martino.
