Carcere di Reggio Calabria, due giornate di follia. Otto agenti in ospedale con ferite gravissime
E’ quanto sostengono Giovanni Battista Durante, Segretario Generale Aggiunto del Sappe e francesco Ciccone, Segretario Nazionale
REGGIO CALABRIA «Abbiamo sentito alcuni colleghi in servizio ad Arghillà e il racconto è a dir poco raccapricciante. Un detenuto voleva fare una videochiamata, ma in quel momento non era possibile per problemi burocratici. L’agente ha cercato di spiegarglielo, ma l’uomo ha reagito con violenza: gli ha dato due pugni e sputato in faccia. Ciò ha provocato la reazione degli altri detenuti, per cui ne è scaturita una violenta lite tra di loro. Alla fine il detenuto autore della violenza è stato spostato in un’altra sezione detentiva, dove ha avuto una colluttazione con gli altri reclusi. Un agente è stato colpito con un bastone in testa. I detenuti si sono picchiati violentemente tra di loro, a colpi di bastone, tant’è che c’era sangue dappertutto». E’ quanto denuncia Giovanni Battista Durante del Sappe. «”I detenuti scivolavano nel loro stesso sangue”, racconta un agente presente. “Cosa da film horror”. Altri due agenti sono stati feriti e un terzo è stato colpito alla nuca.
Un detenuto è riuscito a rubare le chiavi all’agente della sezione che, come si sa, è da solo. I detenuti volevano andare a picchiare quello che il giorno prima aveva causato la rissa. Gli agenti sono riusciti a riprendere le chiavi, cosa che ha fatto scattare l’ira dei detenuti del reparto, tant’ è che un poliziotto è stato preso dal collo e sollevato da terra, un altro è stato colpito violentemente. Sopraggiunti altri due agenti, uno è stato colpito alla schiena e l’altro con violenti pugni in faccia». «Aveva la faccia gonfia e tumefatta» raccontano i colleghi che lo hanno visto. «E’ stato colpito con tanti pugni in faccia e in testa, al punto che non sentiva più da un orecchio». E’ quanto fanno sapere Franco Denisi e Giusy Scordo, rispettivamente segretario provinciale di Reggio Calabria e delegata di Arghillà.
«Il fatto che questi episodi siano avvenuti a distanza di due giorni – affermano Giovanni Battista Durante, Segretario Generale Aggiunto del Sappe e francesco Ciccone, Segretario Nazionale – è il segno evidente di una pessima gestione e di una assoluta disattenzione dell’amministrazione che non ha messo in atto iniziativa concrete, per scongiurare il ripetersi degli episodi di violenza che, ormai, nel carcere di Arghillà sono quotidiani. Perché il detenuto responsabile del primo episodio di violenza non è stato immediatamente trasferito? Forse poteva essere spostato a San Pietro, considerato che la direzione è unica?
Chiediamo che ad Arghillà venga inviato il GIO, Gruppo di Intervento Operativo, al fine di ripristinare le ordinarie regole di legalità e sicurezza. Auspichiamo che il Dipartimento decida al più presto di istituire sezioni dedicate ai detenuti violenti». (redazione@corrierecal.it)
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