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l’appello

Confagricoltura, allarme per il blocco dei trasporti. Agricoltura calabrese in affanno

A rischio vendite, redditività e occupazione. Appello al Prefetto per un intervento del Governo

Pubblicato il: 20/10/2026 – 18:56
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Dopo l’iniziativa assunta in provincia di Reggio Calabria riferita, nello specifico, ai rischi derivanti per la produzione di Kiwi in conseguenza del blocco attuato dagli autotrasportatori Confagricoltura torna ad evidenziare le possibili ripercussioni economiche, commerciali e occupazionali per il comparto agricolo. A rivolgersi al Prefetto è la presidente di Confagricoltura Cosenza  Maria Grazia Minisci che in una nota evidenzia il profilo del sistema agricolo provinciale «10.746 imprese agricole iscritte alla Camera di Commercio, un sistema produttivo di particolare rilevanza, soprattutto nelle filiere olivicole, ortofrutticole, agrumicole e lattiero-casearie. 12.139 ettari coltivati a clementine, 6.445 ettari ad arance e limoni e 12.194 ettari destinati all’ortofrutta. A questi si aggiunge il comparto zootecnico, con 53.866 capi bovini e bufalini, di cui 14.121 indicati come capi da latte. Si tratta di filiere che, per la deperibilità dei prodotti e la necessità di assicurare continuità nelle consegne, dipendono strettamente dalla regolarità dei collegamenti logistici».
Da qui le preoccupazioni che «riguardano le conseguenze commerciali che il prolungato rallentamento dei trasporti potrebbe determinare, in particolare per le clementine e le altre produzioni ortofrutticole destinate ai mercati del Centro-Nord Italia e dell’Europa. La mancata presenza dei nostri prodotti sui banchi e sugli scaffali della distribuzione – scrive Confagricoltura – potrebbe favorirne la sostituzione con produzioni di altre provenienze, compromettendo rapporti commerciali consolidati e quote di mercato costruite nel tempo».
C’è poi un ulteriore elemento che riguarda la prospettiva delle aziende «la mancata vendita nel periodo di commercializzazione delle varietà precoci dal più alto valore aggiunto rappresenterà sicuramente una contrazione dei ricavi ed un abbassamento dei prezzi medi di liquidazione delle O.P., delle cooperative e degli operatori economici del settore verso i produttori agricoli. Il rischio è che  – sottolinea ancora Confagricoltura –  le conseguenze economiche possano protrarsi ben oltre la durata della protesta, con difficoltà nel recupero degli ordinativi e delle posizioni commerciali eventualmente perdute».
Un appello, quello dell’organizzazione di rappresentanza, nel quale Confagricoltura Cosenza chiede al Prefetto un autorevole intervento nei confronti del Governo per tutelare la continuità delle attività produttive e i livelli occupazionali.
Secondo Maria Grazia Minisci, Presidente di Confagricoltura Cosenza, «le difficoltà della logistica si inseriscono in un contesto già caratterizzato dal significativo aumento dei costi dei fattori produttivi, dall’energia ai carburanti, dai fertilizzanti ai servizi necessari alle attività aziendali. Il costo di produzione degli agrumi – evidenzia Minisci – è cresciuto del 10.3% mentre quello dei prodotti ortofrutticoli ha subito un incremento in un anno del 9.1%. Oggi – dice  Minisci – siamo fortemente preoccupati per un combinato disposto che rischia di essere devastante per moltissime imprese, da un lato ci sono i maggiori costi necessari alla produzione e dall’altro è concreto il rischio di non riuscire a commercializzare regolarmente i prodotti, con ulteriori, pesanti conseguenze sulla redditività aziendale. Gli effetti di questa situazione non riguardano esclusivamente le imprese, ma l’intero sistema economico e sociale dei territori interessati». Nello specifico della provincia di Cosenza Minisci pone l’accento sulle filiere agrumicole e ortofrutticole che generano un rilevante impiego di manodopera nelle attività di raccolta, selezione, lavorazione, confezionamento e commercializzazione.
«Un rallentamento delle spedizioni – aggiunge ancora Minisci – determinerà una riduzione delle attività produttive e, conseguentemente, una riduzione delle giornate lavorative, con pesanti effetti sui redditi dei lavoratori agricoli e delle loro famiglie e, più in generale, sull’economia delle comunità rurali. Nei centri di lavorazione e condizionamento del prodotto la tensione è palpabile e solo il grande senso di responsabilità trattiene gli operatori».
Infine l’appello: «Confagricoltura è consapevole delle difficoltà economiche che interessano tanto il settore agricolo quanto quello dell’autotrasporto e ritiene necessario favorire un confronto istituzionale che consenta di affrontare le criticità, salvaguardando le legittime istanze delle categorie coinvolte e, contestualmente, la continuità dei collegamenti commerciali».
Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria e componente della Giunta esecutiva di Confagricoltura sottolinea invece come «i rischi sono molti e le aziende, soprattutto quelle che operano in alcune filiere , si trovano in una difficilissima situazione. Non solo è ormai costante l’erosione della redditività aziendale determinata dai costi di produzione ma la cricostanza  di non poter commercializzare prodotti freschi e ad alto valore aggiunto non è sostenibile. Questi temi e queste preoccupazioni sono già state trasferite al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dal Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Confidiamo ora in un’assunzione di responsabilità,  augurandoci che entro brevissimo tempo la situazione possa normalizzarsi».

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