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la protesta continua

I tir lasciano Vazzano, i cittadini rilanciano: «Siamo calabresi, non ci arrendiamo facilmente». E 35 sindaci scrivono al Governo

In centinaia allo svincolo prima della smobilitazione. Intanto i primi cittadini vibonesi scrivono al Governo: «Fine dei blocchi non significa fine della battaglia»

Pubblicato il: 23/10/2026 – 16:23
di Marco Russo
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VIBO VALENTIA Sono passate le otto di sera quando i primi tir lasciano lo svincolo di Vazzano. Dopo sette giorni di protesta, gli autotrasportatori che hanno fermato la Calabria contro il caro carburanti e le condizioni di lavoro sospendono il blocco dopo i colloqui e l’intervento del governo. Non una decisione definitiva, in attesa dei prossimi tavoli con il ministro Salvini e che vengano attuati i provvedimenti. Altrimenti la protesta si andrà a Roma: «Noi andremo con loro» hanno urlato i commercianti e i cittadini che ieri si sono riuniti in centinaia allo svincolo di Vazzano per l’ultima manifestazione di solidarietà prima della smobilitazione.

Negozi chiusi nelle Serre in solidarietà

Hanno chiuso attività, abbassato serrande sulla scia di quanto successo a Vibo Valentia e si sono riversati in centinaia con autobus e auto lungo la SP65. Non un corteo, né un blocco, per le disposizioni del questore Rodolfo Ruperti, con la Polizia di Stato, insieme alle altre forze dell’ordine, che hanno monitorato la manifestazione e consentito il transito dei veicoli. «Ci stanno dipingendo per quello che non siamo, noi siamo lavoratori, siamo guerrieri civili, noi non vogliamo la guerra, vogliamo solo lavorare. Vogliamo alzarci la mattina e andare a difendere quello che i nostri genitori e i nostri nonni ci hanno lasciato. Voi ci state costringendo ad arrenderci, ma noi teniamo sempre più duro, perché siamo calabresi. E i calabresi hanno la testa dura» avverte uno degli organizzatori.

«Quello che abbiamo fatto in una vita rischiamo di perderlo in un anno»

«A loro non piace che protestiamo uniti per chiedere i nostri diritti. Quello che abbiamo fatto in una vita lo perderemo in un anno, l’economia la stanno affossando» ha aggiunto Rocco La Rizza. «Da quando questi ragazzi si sono insediati veniamo a supportarli, abbiamo deciso di sposare la loro battaglia perché non è solo la loro, ma di tutto il popolo. Il caro vita riguarda tutti» ha spiegato Michele Vito Regio, promotore dell’iniziativa.

I sindaci del Vibonese lanciano un appello al governo

Mentre i blocchi si fermano, però, la protesta continua. Oggi in una lettera condivisa, 35 sindaci del Vibonese hanno preso posizione a favore di chi protesta inviando con un documento indirizzato al governo, rivolgendo «un appello unitario alle Istituzioni nazionali e regionali affinché vengano adottate misure concrete e strutturali a sostegno di famiglie, lavoratori, agricoltori, autotrasportatori e imprese duramente colpiti dall’aumento dei costi di carburante, energia e produzioni. Abbiamo seguito – si legge – con attenzione e vicinanza le mobilitazioni che in queste settimane hanno interessato il territorio calabrese. Si è trattato di manifestazioni pacifiche e civili, che proprio dal Vibonese hanno avuto origine, svolte nel rispetto dell’ordine pubblico e delle Forze dell’Ordine, alle quali va il nostro sincero ringraziamento».

«La fine dei blocchi non significa la fine della battaglia»

«La rimozione dei blocchi avvenuta nelle ultime ore rappresenta un importante atto di responsabilità verso i cittadini e le attività economiche. Una conferma, se mai ve ne fosse bisogno, della grande sensibilità e senso del dovere che caratterizza questi lavoratori calabresi. Ma la fine dei blocchi non significa la fine della battaglia. Restano infatti irrisolte le criticità che hanno spinto migliaia di agricoltori, autotrasportatori e lavoratori a manifestare: l’aumento dei costi di produzione, la riduzione dei margini delle imprese, le difficoltà del comparto agricolo e logistico e gli storici svantaggi infrastrutturali che penalizzano la Calabria».

«La battaglia per la dignità continua»

«Per questo chiediamo l’apertura di un confronto serio e permanente con il territorio e l’adozione di interventi strutturali capaci di garantire prospettive certe alle imprese e serenità alle famiglie. I Sindaci della Provincia di Vibo Valentia ribadiscono la propria vicinanza alle legittime rivendicazioni del mondo produttivo e dei lavoratori e continueranno a sostenere ogni iniziativa democratica e pacifica finalizzata a ottenere risposte concrete per il futuro della Calabria. La protesta si stempera. La battaglia per la dignità del lavoro, per le imprese e per il futuro della nostra terra continua».

L’elenco dei sindaci

I 35 sindaci del Vibonese che hanno sottoscritto il documento indirizzato al governo sono Enzo Romeo (Vibo Valentia), Fortunato Giordano (Mileto), Antonino Schinella (Arena), Francesco Angilletta (Mongiana), Lidio Vallone (Briatico), Antonio Lampasi (Monterosso), Rossana Tassone (Brognaturo), Giuseppe Marasco (Nicotera), Marco Martino (Capistrano), Vincenzo Caruso (Pizzoni), Enrico Sorrentino (Cessaniti), Luca Alessandro (Polia), Raffaele Scaturchio (Dasà), Caterina Contartese (Rombiolo), Antonino Di Bella (Dinami), Nicola Brosio (San Calogero), Alessandro Porcelli (Drapia), Nicola Derito (San Costantino), Francesco Fazio (Fabrizia), Pasquale Farfaglia (San Gregorio), Anna Bartucca (Filadelfia), Antonino Pezzo (Sant’Onofrio), Rita Fuduli (Filandari), Gennaro Crispo (Simbario), Massimo Trimmeliti (Filogaso), Sergio Cannatelli (Sorianello), Giuseppe Pizzonia (Francavilla), Antonio Rosso (Spadola), Pasquale Vivona (Gerocarne), Enzo Marasco (Spilinga), Fabio Signoretta (Jonadi), Egidio Servello (Vallelonga), Giuseppe Rizzello (Maierato), Enzo Massa (Vazzano) e Maria Budriesi (Zaccanopoli). (m.russo@corrierecal.it)

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