Il doppio volto della sanità calabrese. La gestione contabile arranca ancora ma l’assistenza migliora
Audizione della Corte dei Conti in Parlamento sulla manovra del governo. Per la Calabria bene Lea e tempi di degenza. Disavanzo e spesa farmaceutica tra le criticità
LAMEZIA TERME Un quadro a due tinte per la sanità calabrese, tra conti ancora sotto pressione e segnali di ripresa nei servizi essenziali. È quanto emerge dal report presentato dalla Corte dei Conti per l’audizione in Parlamentare sulla manovra economica del governo, report che ha tracciato un bilancio analitico del Servizio sanitario nazionale.
Disavanzo e Piani di rientro
Nel 2025 il disavanzo delle Regioni sottoposte a Piano di rientro – tra cui la Calabria, insieme ad Abruzzo, Campania, Lazio, Molise, Puglia e Sicilia – è destinato a raggiungere i 677 milioni di euro, segnando un netto incremento (+245%) rispetto ai 197 milioni dell’anno precedente. Il dato – ha spiegato la Corte dei Conti – si inserisce in una tendenza generale di sofferenza per le Regioni a statuto ordinario del Mezzogiorno, dove lo squilibrio economico complessivo è quasi raddoppiato, passando da 335 a 638 milioni di euro.
Spesa farmaceutica
Un punto critico per le casse regionali nel report della Corte dei Conti resta la spesa farmaceutica complessiva (diretta e convenzionata). Nel 2025 la spesa prevista per la Calabria si attesta a 845 milioni di euro, registrando una crescita del 4,9% rispetto agli 805 milioni del 2024. L’importo supera significativamente il tetto programmato di 656 milioni di euro (fissato al 15,30% del Fondo sanitario regionale), generando uno sfondamento assoluto di 189 milioni di euro (pari a un incidenza percentuale del 19,7% della spesa sul tetto previsto). Nel 2024 – rileva la Corte dei Conti – lo scostamento era stato di 161 milioni (19,1%), confermando la Calabria tra le regioni contrassegnate in “rosso” per il mancato rispetto dei tetti di spesa.
Ospedali e ricoveri: degenza sotto la media nazionale
Sul fronte della gestione ospedaliera, la degenza media standardizzata per case mix nei ricoveri acuti in regime ordinario – emerge dal report della Corte dei Conti – si posiziona nel 2024 a 7,1 giorni. Il dato calabrese risulta leggermente inferiore alla media nazionale (7,2 giorni) ed è in linea con regioni come Piemonte, Umbria e Marche, evidenziando una gestione dei tempi di ricovero ospedaliero priva delle anomalie di prolungamento riscontrate in altre aree del Paese.
Segnali di miglioramento nei Lea
Le notizie migliori del report della Corte dei Conti arrivano dal monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea). Nel confronto tra il 2023 e il 2024, la Calabria mostra progressi positivi su tutte e tre le macro-aree di valutazione sanitaria: l’Area Prevenzione registra un balzo del +61%, uno degli incrementi più alti a livello nazionale, l’area Distrettuale si attesta su un margine di crescita del +30%;, l’area Ospedaliera mostra un incremento del +3%.
Il confronto con le altre Regioni
Nel confronto nazionale delineato dalla Corte dei Conti, la Calabria si distingue per dinamiche molto marcate rispetto alle altre Regioni, soprattutto nei Lea. Mentre la maggior parte d’Italia registra variazioni contenute o contrazioni nell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza nel passaggio tra il 2023 e il 2024, la Calabria mostra uno dei trend di crescita più netti dell’intero panorama nazionale:
Area Prevenzione (+61%): È il secondo incremento più alto in Italia dopo la Liguria (+72%), staccando nettamente la maggioranza delle Regioni la cui variazione oscilla tra lo 0% e il +25% (e superando di gran lunga realtà del Mezzogiorno come Campania al 0% e Sicilia al 0%).
Area Distrettuale (+30%): Registra una delle crescite più sostenute del Paese, superata solo da Valle d’Aosta (+83%), Sicilia (+66%) e Abruzzo (+64%), in un contesto in cui molte regioni del Centro-Nord rimangono piatte o in calo (es. Molise -15%, Veneto -1%).
Area Ospedaliera (+3%): A fronte di un calo generalizzato dell’area ospedaliera in quasi tutta Italia (13 Regioni su 21 mostrano un segno negativo, come Abruzzo -10%, Sicilia -8%, Toscana -6%), la Calabria si posiziona controtendenza tra le poche regioni con variazione positiva, insieme a Sardegna (+10%), Basilicata (+3%), Friuli-Venezia Giulia (+3%) e Veneto (+3%).
Le sfide aperte
I dati presentati dai magistrati contabili confermano per la Calabria la complessità della governance sanitaria: da un lato la necessità stringente di rientrare dai tetti di spesa (specialmente nel comparto farmaceutico) e di tenere sotto controllo il disavanzo, dall’altro la necessità di dare continuità ai segnali di miglioramento sull’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza e sui servizi territoriali e di prevenzione. (a. cant.)
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