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“tormenti” democrat

Catanzaro, nonostante i “buoni propositi” il Pd non trova pace. Resta la spaccatura interna al partito

Le “tossine” del recente congresso cittadino non rientrano. Botta e risposta tra la mozione perdente e la neosegretaria Zinzi

Pubblicato il: 25/10/2026 – 12:12
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CATANZARO Nonostante i “buoni propositi” congressuali e gli inviti all’unità il Pd di Catanzaro proprio non riesce a trovare pace. Le “tossine” di un congresso arrivato al fondo di un percorso lungo un anno estremamente travagliato e nervoso, riaffiorano in una nota della mozione “perdente”, quella che sosteneva la candidatura a segretario cittadino di Antonio Ionà (nella foto in copertina), poi superato dall’area che sosteneva invece Vanezza Zinzi (nella foto in basso). «Apprendiamo con sconcerto di una comunicazione interna, con cui ci si chiede di non intervenire pubblicamente come “Liberi e Uguali”, riteniamo doveroso mettere nero su bianco la legittimità della nostra voce», scrivono in una nota lo stesso Ionà, Carla Rotundo, Beppe Apostoliti, Maria Chiara Chiodo, Piero Fiorino, che si firmano “membri del Coordinamento Unione cittadina e componenti di Liberi e Uguali – Pd Catanzaro”. «La nostra mozione – aggiungono Ionà, Rotundo, Apostoliti, Chiodo e Fiorino – rappresenta la metà degli iscritti del Pd di Catanzaro e continuerà a svolgere un lavoro libero, costruttivo e privo di personalismi. Stupisce la tempestività con cui la segretaria cittadina rivendica un’intesa unitaria, quando dal giorno della sua elezione si è sistematicamente sottratta al confronto e al dovere di insediare gli organismi statutari. Nonostante i nostri ripetuti e formali solleciti, il coordinamento cittadino non è mai stato convocato e la fase congressuale resta bloccata. In assenza di dibattito interno, non si può pretendere lo stallo del partito. Catanzaro deve affrontare scadenze decisive come le prossime Amministrative e le Primarie di coalizione. Sfide fondamentali, queste ultime, in cui la nostra priorità resta sostenere con forza la segretaria nazionale Elly Schlein come leader del centrosinistra. L’unità si costruisce rispettando gli organismi democratici, non imponendo bavagli per coprire le proprie omissioni. Liberi e Uguali continuerà a lavorare con trasparenza nell’esclusivo interesse della comunità cittadina».

La replica di Zinzi

A stretto giro di posta la replica di Vanessa Zinzi, neo segretaria cittadina del Pd, che in una nota allega anche la “comunicazione interna” della discordia. Non prima di aver evidenziato: «Siamo costretti, nostro malgrado, a intervenire pubblicamente per smentire le dichiarazioni diffuse dalla mozione congressuale “Liberi e Uguali”, che contengono gravi inesattezze e attribuiscono alla segretaria cittadina intenzioni, comportamenti e responsabilità del tutto estranei alla realtà dei fatti. Particolarmente grave – afferma Zinzi – è l’accusa secondo cui la segretaria avrebbe tentato di impedire agli esponenti della mozione di intervenire pubblicamente, arrivando a parlare di presunti “bavagli” e di compressione del diritto al dissenso. Si tratta di affermazioni prive di qualsiasi fondamento, che vengono smentite dal contenuto stesso della comunicazione interna alla quale gli esponenti di “Liberi e Uguali” fanno riferimento. In nessun passaggio viene chiesto di rinunciare al diritto di critica, di limitare la libertà di espressione o di astenersi dal dibattito pubblico. La comunicazione richiama esclusivamente la necessità di distinguere le dichiarazioni riconducibili a una mozione congressuale dalle posizioni ufficiali degli organismi del Pd, evitando l’utilizzo di denominazioni e sottoscrizioni che possano generare equivoci sulla titolarità della rappresentanza politica dell’Unione cittadina. Un principio di chiarezza e correttezza organizzativa che dovrebbe essere condiviso da chiunque riconosca il valore delle regole democratiche». Secondo Zinzi «il congresso dell’Unione cittadina del Pd di Catanzaro si è svolto secondo le procedure previste e ha espresso un risultato democratico, individuando nella segretaria eletta la responsabilità della direzione e della rappresentanza politica del Partito cittadino. La mozione “Liberi e Uguali” ha partecipato alla competizione congressuale, ne ha accettato le regole ed è risultata minoritaria. Il consenso ottenuto le riconosce piena dignità politica e tutte le prerogative previste per le minoranze, senza attribuirle una distinta titolarità della rappresentanza del Partito. Sconcerta, inoltre, la disinvoltura con cui gli esponenti di “Liberi e Uguali” rivendicano pubblicamente di rappresentare “la metà degli iscritti del Pd di Catanzaro”, attribuendosi una consistenza politica che non trova riscontro nel risultato congressuale ufficialmente certificato. I dati del congresso attestano infatti – afferma la segretaria democrat – che la mozione “Liberi e Uguali” ha ottenuto circa il 33% dei voti espressi, vale a dire un terzo del consenso congressuale, con una distanza di ben 17 punti percentuali rispetto alla metà che oggi dichiara di rappresentare. Una percentuale che merita pieno rispetto e riconoscimento politico, esattamente nella misura in cui è stata democraticamente conseguita. Presentare quel risultato come una rappresentanza del 50% significa alterare la percezione degli effettivi rapporti di forza determinati dal congresso e accreditare, presso gli iscritti e l’opinione pubblica, una legittimazione politica superiore a quella ricevuta attraverso il voto». (c. a.)

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