Zuppi: “La preghiera è ribellione alla guerra”
Il presidente della Cei nel quarantesimo anniversario della Giornata interreligiosa di preghiera per la pace
ASSISI “La preghiera è ribellione alla guerra, alla sua logica, alle tante complicità, alla sottile assuefazione per cui ci abituiamo al dolore o non ne proviamo più orrore e sdegno”. Lo ha affermato il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, intervenendo ad Assisi nel quarantesimo anniversario della Giornata interreligiosa di preghiera per la pace voluta da Giovanni Paolo II nel 1986. Zuppi ha richiamato la responsabilità delle religioni di fronte ai conflitti e alla tentazione di giustificare la violenza in nome della fede. “Le religioni non benedicono il fratricidio, bestemmia di Dio che dà la vita e imprime la sua immagine in ogni persona e mai il nome di Dio può benedire la guerra”, ha sottolineato. Il cardinale ha ricordato che lo spirito di Assisi conserva intatta la propria forza di trasformazione, perchè invita a scegliere un futuro fondato sulla fraternità anzichè sulla contrapposizione. “Non c’è pace senza volontà indomita per raggiungere la pace”, ha ricordato citando Giovanni Paolo II. Quarant’anni dopo quella storica giornata, il rischio è abituarsi alle guerre e considerarle inevitabili, mentre le vittime continuano a pagare il prezzo delle decisioni dei potenti. Zuppi ha invitato a contrastare i discorsi che alimentano odio, divisioni e ricerca di nemici, ribadendo che la pace richiede un impegno concreto e quotidiano. Il dialogo interreligioso, ha osservato, non cancella le differenze, ma permette di rafforzare la consapevolezza di appartenere a un’unica famiglia umana. La memoria di Assisi diventa così un richiamo alla responsabilità dei credenti e di tutti gli uomini di buona volontà.
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