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la designazione

Cgil Area Vasta, Francesco Gatto eletto segretario generale

Raccoglie l’eredità di Scalese. «La nostra sfida è trasformare il disagio in partecipazione, le vertenze in una piattaforma comune e la mobilitazione in risultati concreti»

Pubblicato il: 26/10/2026 – 15:46
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LAMEZIA TERME Un cambio al vertice nel segno della continuità e del radicamento territoriale per la più grande Camera del Lavoro della Calabria. Questa mattina Francesco Gatto è stato eletto nuovo segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. L’Assemblea generale, convocata dal presidente Arnaldo Maruca, ha espresso una convergenza quasi unanime sul nome del dirigente sindacale. Su 70 votanti (su 92 aventi diritto), Gatto ha incassato ben 67 voti favorevoli, pari al 97,1% dei consensi, con un solo voto contrario e un’astensione. Alla seduta hanno presenziato anche il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, e il segretario organizzativo nazionale, Pino Gesmundo, a testimonianza della rilevanza strategica dell’avvicendamento. Gatto raccoglie l’eredità di Enzo Scalese, assumendo la guida di un comprensorio complesso, chiamato a dare voce a lavoratori, lavoratrici e pensionati in tre province storicamente segnate da profonde fragilità economiche e occupazionali. Il neo segretario porta con sé un solido bagaglio di esperienza maturato ai vertici della Filctem Ccgil Calabria, categoria nella quale si è distinto per la gestione dei principali tavoli vertenziali e la tutela prioritaria dei diritti sul campo.

Le sfide del territorio: occupazione, infrastrutture e Pnrr

Nel presentare le sue linee programmatiche, Francesco Gatto ha delineato con chiarezza la radiografia delle criticità che affliggono il cuore della regione, proponendo una ricetta basata su sviluppo sostenibile, legalità e dignità del lavoro. «La Calabria e la sua area centrale vivono una condizione drammatica di marginalità, aggravata dalla mancanza di politiche industriali, dalla carenza di infrastrutture e servizi, dal lavoro precario e dall’emigrazione giovanile. Serve una svolta fondata su investimenti, sviluppo sostenibile, legalità e buona occupazione», ha dichiarato il neo segretario. Tra le priorità individuate nel piano d’azione della nuova segreteria figurano snodi infrastrutturali e trasporti, con il potenziamento della rete ferroviaria (a partire dall’Alta Velocità), ammodernamento della Statale 106 e pieno rilancio del sistema portuale ed aeroportuale regionale. Transizione ecologica e digitale: tutela dei settori produttivi tradizionali come agricoltura e turismo, affiancata da una gestione consapevole dell’innovazione tecnologica. Su questo fronte, Gatto ha espresso forte preoccupazione per i rischi occupazionali legati alla digitalizzazione, evidenziando il caso emblematico dei call center, dove l’innovazione non deve tradursi in esuberi. Servizi essenziali e contrasto allo spopolamento: Riconquista della sanità pubblica e territoriale, garanzia del diritto allo studio, lotta al lavoro povero e azzeramento dei divari infrastrutturali che penalizzano il Mezzogiorno. Un passaggio critico della relazione ha riguardato l’attuazione del Pnrr, definito come un’opportunità che rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata se non tradotta in cantieri reali e servizi strutturali in grado di fermare l’emorragia dei giovani verso il Nord o l’estero.

Un sindacato diffuso e proiettato al futuro

Oltre ai temi economico-sociali locali, l’intervento di Gatto ha toccato gli scenari internazionali, ribadendo la posizione della Cgil a favore della pace, dei diritti umani e della libertà di mobilitazione e dissenso. La bussola del suo mandato sarà tuttavia il radicamento capillare sul territorio: «La Cgil deve continuare a essere protagonista di queste battaglie, rafforzando il proprio radicamento nei luoghi di lavoro e nei territori. La nostra sfida è trasformare il disagio in partecipazione, le vertenze in una piattaforma comune e la mobilitazione in risultati concreti. Il lavoro dignitoso, sicuro, stabile e giustamente retribuito deve tornare al centro di ogni scelta politica ed economica». (redazione@corrierecal.it)

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