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Il punto di partenza

Dialisi, Reggio volta pagina: la Regione dà il via libera a 10 posti rene e riapre la strada al San Giorgio

La delibera n. 683 del 19 ottobre è firmata e protocollata. Dopo l’incontro in Cittadella, il presidente Occhiuto ha mantenuto l’impegno preso

Pubblicato il: 27/10/2026 – 15:16
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA La carta c’è, e porta un numero: 683. È la delibera con cui la Giunta regionale, nella seduta del 19 ottobre 2026, ha approvato le «misure urgenti per il potenziamento dell’offerta assistenziale nell’Area Sud» della rete nefrologica e dialitica, con l’«incremento temporaneo di n. 10 posti rene nell’Area Metropolitana di Reggio Calabria». L’atto, di cinque pagine, è firmato dal Dirigente generale del Dipartimento Tutela della salute, Ernesto Esposito, e reca la conferma della compatibilità finanziaria del Dipartimento Bilancio. Alla trattazione hanno partecipato tutti e otto i componenti della Giunta, con il presidente Roberto Occhiuto. Per i dializzati reggini, che da settimane vivono tra turni notturni al GOM e viaggi verso Melito e Scilla, è la prima risposta concreta dopo giorni di allarmi, lettere aperte e un sit-in.

L’incontro del 14 ottobre

L’esito di lunedì 19 nasce da un confronto di cinque giorni prima. Mercoledì 14 ottobre, alle 16.30, alla Cittadella regionale, si è svolto l’incontro chiesto e ottenuto da Rubens Curia, portavoce regionale di Comunità Competente, e da Pino Corrado, segretario regionale di Cittadinanza Attiva. Di fronte avevano il presidente Occhiuto, il dirigente generale Esposito e la direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria, Maddalena Berardi. Curia ha posto la questione in termini di programmazione: Cosenza ha due centri dialisi, Catanzaro tre, mentre Reggio, con una popolazione nettamente superiore, ne ha uno solo, per giunta ospedaliero, e nessun centro dialisi territoriale. Un «palese errore di programmazione», ha spiegato, che si trascina da molti anni e andava sanato «nell’interesse delle persone dializzate». Le richieste erano tre: aumentare con urgenza i posti dialisi a Reggio, riprendere i trapianti di rene all’Azienda ospedaliera Annunziata di Cosenza, dare nuovo impulso alla campagna regionale per le donazioni di organi.

La sensibilità del presidente Occhiuto

Sul primo punto la risposta è stata immediata. «Il presidente Occhiuto ha accolto prontamente la nostra proposta», riferisce Curia, impegnandosi ad approvare l’aumento dei posti dialisi nella prima giunta regionale utile. Così è stato: lunedì 19, a cinque giorni dall’incontro, la delibera è arrivata sul tavolo della Giunta, sulla base della richiesta di 10 posti da parte dell’Asp di Reggio. Una tempistica che racconta attenzione verso un problema che pesa ogni giorno sulla vita di decine di famiglie, e che dà seguito a un impegno preso a voce con un atto formale in meno di una settimana. Nello stesso incontro il dirigente Esposito si è impegnato a convocare nelle prossime settimane il Comitato tecnico scientifico per una revisione complessiva della rete nefrodialitica.

Il sit-in e la conferma della firma

Quando si è diffusa la notizia del sit-in dei pazienti al GOM, «avendo letto che si sarebbe svolto il sit in ho subito contattato il dirigente Esposito – racconta il portavoce di Comunità Competente Rubens Curia – che mi ha confermato che la delibera era stata firmata e numerata e che sarebbe stata pubblicata, di tutto ciò ho informato prontamente il dottore Puntillo a cui va il plauso per avere evidenziato il drammatico problema della carenza di posti letto».

Cosa succede adesso

Con l’atto approvato, il centro San Giorgio di Pellaro può ora presentare domanda di accreditamento. Il centro, va ricordato, non è chiuso: continua a lavorare per pazienti non residenti, ma non può accogliere i dializzati reggini proprio perché privo dell’accreditamento. Se si procederà per la via d’urgenza, l’iter potrebbe chiudersi in tempi brevi, consentendo ai 36 malati reggini di tornare a curarsi vicino casa, senza le notti al GOM e le trasferte verso Melito e Scilla. Ogni posto rene, secondo i calcoli di Fintred, vale quattro pazienti: dieci posti significano quindi fino a quaranta persone.

Una tappa, non il traguardo

Nessuno si illude che sia finita. Lo stesso Curia parla di «un punto di partenza», da concretizzare con «ulteriori passaggi burocratici», seguito dal contributo del Comitato tecnico scientifico nefrodialitico e delle associazioni dei dializzati. Fintred, dal canto suo, aveva chiesto 29 posti rene, il fabbisogno indicato dall’Asp, e aveva sollecitato la pubblicazione dell’atto sul Burc: ora la delibera c’è, e resta da vedere la tempistica di accreditamento e attivazione. Sullo sfondo resta l’obiettivo di lungo periodo, condiviso da tutti: un centro dialisi pubblico a Reggio Calabria, che dopo anni di attese colmi finalmente il vuoto di programmazione denunciato dai pazienti e dalle associazioni. (p.suraci@corrierecal.it)

LEGGI ANCHE : Sit-in al GOM, i dializzati reggini chiedono i posti rene: «La dialisi non può aspettare»


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