“Caso” Stasi e lo strappo a Cosenza, torna L’altra Politica. Caputo: «Resto in Consiglio regionale», Ranuccio: «Centrosinistra non sia giustizialista»
Questa sera alle 20.40 su L’altro Corriere Tv e sul Canale 833 del digitale terrestre il confronto tra i consiglieri regionali Caputo e Ranuccio
LAMEZIA TERME Torna questa sera alle 20.40 su L’altro Corriere Tv e sul Canale 833 del digitale terrestre (visibile in tutta Italia) l’appuntamento con “L’altra Politica”, il format condotto da Danilo Monteleone e Gabriele Rubino, realizzato nel segno della sinergia editoriale tra il Gruppo Corriere della Calabria e La Nuova Calabria. Ospiti della prima puntata i consiglieri regionali Pierlugi Caputo, nominato capogruppo di Forza Italia e Giuseppe Ranuccio del Partito Democratico.
Il terremoto giudiziario a Corigliano Rossano
Si parte con un approfindimento dedicato all’inchiesta della Dda di Catanzaro denominata “Ginestra” che – questa mattina – ha portato all’esecuzione di 41 misure cautelari: tra gli arrestati figura anche il sindaco di Corigliano Rossano Flavio Stasi. «Non sono un giustizialista ma pienamente garantista, mi sento un sindaco e sono vicino al “collega” Stasi», commenta Ranuccio già primo cittadino di Palmi. «La magistratura farà il suo corso – aggiunge – ma avendolo conosciuto sono sicuro che non abbia mai pensato neanche lontanamente di avvicinarsi a quel mondo. Sarà una risorsa in futuro per il centrosinistra, abbiamo bisogno di persone capaci». «In questi anni sono stati numerosi i casi – prosegue – nei quali sindaci o amministratori sono finiti in prima pagina salvo poi avere un esito giudiziario favorevole». «C’è una certa parte di sinistra che si può definire giustizialista, credo però che il passo ulteriore da fare sia guardare al garantismo non come qualcosa legato al centrodestra ma come un principio sacrosanto. Il lavoro dei magistrati va rispettato sempre», conclude il consigliere democrat.
«Dispiace molto per quanto accaduto, come sostenuto dal presidente Roberto Occhiuto quella sul garantismo è una battaglia di civiltà», sottolinea Caputo. «Non possiamo giudicare, attendiamo gli sviluppi e cercheremo di capire cosa sia realmente successo», conclude il capogruppo degli Azzurri in Consiglio regionale.
Cosenza, l’azzeramento di Caruso e lo strappo di De Cicco
Dall’attività investigativa della Dda alla decisione annunciata oggi pomeriggio dal sindaco di Cosenza, Franz Caruso, di “azzerare” la Giunta. «Cosenza è l’unica città capoluogo della Calabria, che ha fatto registrare, puntualmente, il successo dei progressisti ed ha, quindi, la responsabilità di presentarsi con altrettanta competitività alle prossime scadenze elettorali, amministrative e politiche, del 2027», ha tuonato il primo cittadino. Una mossa in risposta all’annuncio del consigliere regionale e leader dei Democratici e Progressisti, Francesco De Cicco, che ha di fatto sancito la rottura definitiva con la maggioranza Caruso. Uno strappo oggi ufficiale, ma evidente da mesi, da quando lo stesso De Cicco ha iniziato a rilanciare sui social simboli e liste in vista delle prossime amministrative. «Ragioniamo sulla città con il nostro progetto e con la nostra proposta, questa turbolenza apre alla fase della campagna elettorale», sottolinea Caputo. Che aggiunge: «Non c’è una scadenza per la scelta del candidato, il mese di novembre può essere cruciale». Quello di Caputo è un nome che viene spesso tirato in ballo quando si discute di possibili candidature nel centrodestra alla guida della città dei bruzi, ma il capogruppo azzurro risponde con una secca smentita. «La mia candidatura non è mai stata sul tavolo, sarebbe bello essere sindaco ma escludo qualsiasi altro percorso alternativo alla mia attività in Consiglio regionale». E su De Cicco, «appartiene allo schieramento di centrosinistra, non so quale sia la sua prospettiva, pensiamo al nostro progetto».
Sul punto, Ranuccio preferisce non parlare di «campo largo» ma «semplicemnte di centrosinistra». Sulla posizione di De Cicco sottolinea: «Lo sto conoscendo meglio da quando è in Consiglio regionale, sulla città di Cosenza così come per Catanzaro immagino che la scelta del candidato o della candidata sia frutto di una sintesi tra il tavolo nazionale e quello regionale. Non so se De Cicco abbia o meno intenzione di candidarsi, ma è sicuramente un interlocutore da tenere in considerazione». Su Caruso, infine, Ranuccio ribadisce la forza di una vecchia regola politica: «Il sindaco uscente solitamente viene ricandidato». (redazione@corrierecal.it)
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