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l’inchiesta ginestra

“La fatighedda” in cambio dei voti per Stasi, il presunto accordo elettorale al centro dell’inchiesta Ginestra

Le elezioni amministrative del giugno 2024 nel comune di Corigliano-Rossano finiscono nel mirino della Dda. Il presunto appoggio di Matalone al sindaco

Pubblicato il: 28/10/2026 – 8:49
di Fabio Benincasa
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CORIGLIANO ROSSANO Sono le elezioni amministrative del giugno 2024 nel comune di Corigliano-Rossano, a finire nel mirino della Dda di Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta denominata “Ginestra” che ha portato all’arresto, tra gli altri, anche del sindaco di CoRo Flavio Stasi. Nella vicenda ricostruita sono coinvolti Annibale Matalone, Vincenzo Curia e lo stesso Flavio Stasi, risultato vincitore delle elezioni comunali del 2024. Matalone – secondo l’accusa – tramite Curia «si sarebbe impegnato ad effettuare la campagna elettorale in favore di Stasi in cambio della promessa, da parte di quest’ultimo, dell’assunzione di Matalone e dei familiari in comune, nel cimitero o comunque presso enti collegati vall’istituzione comunale». L’indagato la definisce “fatighedda”.
Il 6 maggio del 2024, Matalone incontra Curia in un ristorante. «A me mi ha fatto capire che tu sei con lui…Tiene il numero tuo», dice il suo interlocutore sostenendo di essere a conoscenza dei suoi rapporti con il futuro sindaco. Tuttavia, Matalone risponde sostenendo di non avere avuto «nessun tipo di frequentazione con Stasi, ma di avere rapporti amicali e cordiali con un soggetto a lui vicino». Il colloquio tra i due prosegue e Curia ammette di «aver bloccato Stasi mentre stava per contattare telefonicamente Matalone per prendere un caffè, poiché tale telefonata avrebbe potuto essere intercettata».

Il procacciamento di voti

Le indagini della Dda avrebbero permesso di ottenere un puntuale riscontro sull’attività di procacciamento dei voti di Matalone nei confronti di Stasi. Il 6 maggio 2024 è il nome di Antonio Mingrone a finire in una captazione: l’indagato è intento a commentare con i familiari l’esito di un incontro avuto con Curia. Dal racconto fornito emerge la presunta richiesta di incontro con Matalone proposta dal sindaco a Curia, «finalizzato a chiedere a quest’ultimo l’appoggio elettorale per le prossime elezioni amministrative». Non solo. Nel racconto fornito da Mingrone, Matalone avrebbe annunciato un incontro con il futuro sindaco e la richiesta «di assunzione del figlio» e dello stesso Mingrone in «cambio del sostegno elettorale e della promessa del procacciamento di voti».
C’è un’altra data importante nella ricostruzione dell’accusa. Il 16 maggio 2024, a poche settimane dal voto, viene registrato un contatto telefonico tra Matalone e Curia, ma il dato interessante per la Distrettuale Catanzarese è il luogo dell’incontro tra i due indagati «di fronte al comitato elettorale del sindaco». A sostegno della ricostruzione fornita, vengono «acquisiti i filmati delle telecamere dell’impianto di videosorveglianza comunale e dell’impianto di videosorveglianza di un esercizio commerciale (…) nelle adiacenze della sede del comitato elettorale del candidato sindaco». Emblematico e rilevante per l’accusa è inoltre una intercettazione dove lo stesso Matalano discute con altri due interlocutori e commenta la campagna elettorale ammettendo il sostegno al candidato. «Si io lo voto, io lo voto e lo faccio votare a Stasi… una ventina di voti glieli ho arrangiati… non è malvagio…».
Il 7 giugno, il giorno precedente all’apertura delle urne, chi indaga capta un colloquio in un’attività commerciale dove alcuni soggetti presenti discutono dell’imminente voto. Uno dei presenti ammette di aver ricevuto la visita di Matalone che avrebbe effettuato campagna elettorale in favore di Stasi. Inoltre, sempre secondo l’accusa, il secondo dei due giorni dedicati al voto, lo stesso Matalone avrebbe contattato un soggetto al quale avrebbe consegnato «un fac-simile di scheda elettorale che propagandava la candidatura di Stasi e di un consigliere nelle liste a sostegno del predetto». Terzo e ultimo episodio registrato dall’accusa è datato 11 giugno 2024, all’esito delle elezioni comunali, Stasi viene rieletto sindaco e Matalone – in quella occasione – avrebbe confermato in un colloquio con la moglie di «aver svolto, in maniera riservata, la campagna elettorale in favore del primo cittadino eletto in virtù di un accordo con quest’ultimo». Nelle carte dell’inchiesta non viene documentata l’avvenuta assunzione di Matalone o di persone a lui vicine. (f.benincasa@corrierecal.it)

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