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L’UDIENZA

’Ndrangheta, Damiano Pepe non risponde al gip. Dall’ospedale al carcere dopo l’agguato

Il 64enne, ritenuto esponente di spicco delle cosche della Sibaritide, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il legale: «Troppi atti da esaminare in così poco tempo»

Pubblicato il: 30/10/2026 – 16:49
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COSENZA È rimasto in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari Damiano Pepe, 64 anni, ritenuto dagli investigatori un esponente di spicco della criminalità organizzata della Sibaritide e tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nell’ambito dell’inchiesta antimafia «Ginestra», coordinata dalla Dda di Catanzaro. Il 64enne, rimasto ferito nell’agguato della scorsa settimana a Cassano allo Ionio, è stato dimesso questa mattina dall’ospedale Annunziata di Cosenza e trasferito nella casa circondariale della città, dalla quale ha partecipato in videocollegamento all’interrogatorio di garanzia. Assistito dall’avvocato di fiducia Pasquale Di Iacovo, Pepe si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip. Una scelta motivata dalla necessità di approfondire il contenuto degli atti investigativi. Come spiegato dal difensore all’ANSA, infatti, «l’enorme mole di atti d’indagine non poteva essere esaminata in un così breve lasso di tempo». Pepe è indagato per associazione mafiosa ed estorsione aggravata dalle modalità mafiose. La sua posizione rientra nel più ampio procedimento che nei giorni scorsi ha portato all’emissione di 41 misure cautelari nei confronti di presunti appartenenti e soggetti ritenuti vicini alle organizzazioni criminali attive nella Sibaritide.

L’agguato e la morte di Silvana Sibarelli

Il trasferimento in carcere arriva a una settimana dall’agguato del 23 ottobre, quando Pepe era stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco davanti alla sua abitazione in contrada Lattughelle, nel territorio di Cassano allo Ionio. Nell’attacco era stata uccisa Silvana Sibarelli, 60 anni, compagna convivente del 64enne. Anche la donna figurava tra i destinatari dell’ordinanza cautelare dell’inchiesta Ginestra, con la misura della custodia in carcere. Pepe, sopravvissuto all’agguato, era stato ricoverato nell’ospedale cosentino, dove era rimasto piantonato dalle forze dell’ordine. Le dimissioni di questa mattina hanno consentito il trasferimento nell’istituto penitenziario e lo svolgimento dell’interrogatorio di garanzia. Resta intanto aperto il distinto fronte investigativo sull’azione armata di Cassano allo Ionio, per ricostruire responsabilità e movente dell’omicidio di Silvana Sibarelli.

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