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la polemica

Palmi, la minoranza attacca il sindaco Calabria su nomine dello staff e retroscena pre-elettorali

Scintille durante l’ultima assise cittadina

Pubblicato il: 30/10/2026 – 16:20
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PALMI Una seduta del Consiglio Comunale definita «dal sapore grottesco» quella svoltasi a Palmi il 27 ottobre 2026, durante la quale i consiglieri di minoranza hanno presentato diverse interpellanze ed interrogazioni per sollecitare chiarimenti dal sindaco Giovanni Calabria.
La prima questione sollevata riguarda la nomina dello Staff del Sindaco, avvenuta con Decreto del 13 ottobre 2026 e decorrenza dal 16 ottobre. I consiglieri precisano che l’iniziativa non nasce da «rilievi personali dei nominati» — tra i quali figura anche la cognata del primo cittadino, per la quale «era stata sollevata una mera questione di “opportunità politica”» —, quanto dal fatto che gli stessi «avrebbero svolto tale funzione anche in epoca antecedente l’adozione del Decreto di nomina». Riferendo di aver «ricevuto numerosissime segnalazioni di Cittadini», la minoranza ha chiesto a quale titolo tali soggetti abbiano «quotidianamente frequentato la sede del Municipio, partecipato a riunioni, incontrato persone, esaminato atti».
A fronte di una prima risposta ritenuta «oggettivamente elusiva», nella quale il Sindaco ha dichiarato che i tre frequentavano la sede municipale solo «saltuariamente», il consigliere Francesco Cardone ha replicato sostenendo che «costituisce circostanza notoria in Città che gli stessi, nel periodo antecedente la nomina e, dunque, senza legittimazione alcuna, frequentarono il Comune quotidianamente, incontrando cittadini, partecipando a riunioni ed occupando stanze destinate agli Assessori». L’opposizione ha inoltre censurato le successive dichiarazioni del primo cittadino apparse su una testata online, sottolineando che «il problema non è di “chi affianca il Sindaco”, ma di chi incontra Cittadini “per conto del Sindaco”, di chi “riceve” non insieme al Sindaco, ma in sua vece», ribadendo che «solo una risposta “secca” potrà consentire alla minoranza di svolgere le conseguenti attività». La vicenda legata alla presunta incompatibilità di due avvocati dello staff rispetto all’esercizio della libera professione si è poi risolta «attraverso le dimissioni rassegnate dai due legali dallo Staff».
Un’altra interrogazione ha riguardato il ruolo dell’attuale primo cittadino prima della candidatura, quando era Comandante della Stazione dei Carabinieri di Palmi. La minoranza ha chiesto se corrisponda al vero che a dicembre 2025 — quando non si trovava ancora in pensione né in aspettativa elettorale — abbia incontrato più volte un altro candidato (che il 12 novembre 2025 aveva annunciato la propria candidatura) formalizzando un accordo politico-elettorale, condotta vietata dalle norme militari in assenza dei citati requisiti. Su tale quesito il Sindaco non ha fornito risposte in aula, «non smentendo, dunque, quanto sostenuto dalla minoranza e, quindi, implicitamente ammettendo di aver violato le disposizioni normative vigenti in ambito “militare”». L’opposizione ha sottolineato che la gravità «incide sul rapporto fiduciario tra elettori ed eletto, considerato che l’attuale Sindaco ha mentito consapevolmente quando negava di aver svolto attività politica in quel periodo». Riguardo alle successive precisazioni del Sindaco su una testata online, secondo cui avrebbe agito da «privato cittadino», i consiglieri hanno sostenuto che «la toppa è peggio del buco», chiedendosi a quale titolo un privato cittadino possa stringere accordi elettorali e parlare di liste.
Nel corso dei lavori consiliari si è inoltre registrato «un clima di grande tensione», in particolare durante l’intervento del consigliere di maggioranza Scarfone, che ha rivolto accuse di favoritismi elettorali passati al consigliere di minoranza Gianluca Spampinato. L’atteggiamento complessivo del Sindaco è stato giudicato «ingiustificatamente “omissivo”», poiché non è intervenuto nel dibattito — neppure durante l’illustrazione della mozione di solidarietà agli autotrasportatori calabresi presentata dalla consigliera Solidea Schipilliti e poi approvata all’unanimità —, limitandosi a risposte ritenute «oggettivamente evasive e, in parte, contenenti circostanze non vere».
In conclusione, i consiglieri sostengono che rimangono irrisolte sia la questione della legittimità delle attività pre-decreto svolte dallo staff, sia gli accordi politici pre-candidatura, evidenziando che Giovanni Calabria, in qualità di ex appartenente all’Arma dei Carabinieri, «avrebbe dovuto tenere una condotta “più attenta”, proprio per non mettere in imbarazzo, cosa comunque avvenuta, l’intera Arma».

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