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Il Mediterraneo troppo caldo alimenta il rischio cicloni: forti piogge anche in Calabria

Temperature marine fino a 3,5 gradi sopra la norma e rischio di fenomeni estremi tra domenica e lunedì. Precipitazioni abbondanti previste anche sul versante tirrenico calabrese

Pubblicato il: 29/10/2026 – 12:08
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ROMA Il Mediterraneo continua a registrare temperature ben superiori alla norma e l’incontro tra le acque ancora molto calde e le correnti fredde in arrivo da Nord-Est rischia di alimentare fenomeni meteorologici particolarmente intensi. L’inizio di novembre potrebbe essere segnato da un vasto evento ciclonico, con piogge abbondanti anche in Calabria, soprattutto lungo il versante tirrenico. È l’allarme lanciato dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, che richiama le elaborazioni dei modelli meteorologici europei e avverte dei rischi legati all’estremizzazione degli eventi atmosferici.

Mare fino a 3,5 gradi sopra la norma: il rischio cicloni

Secondo i dati del Consorzio LaMMA, le temperature superficiali del mare continuano a mantenersi su livelli particolarmente elevati per il periodo. L’Adriatico settentrionale è più caldo di oltre 2 gradi rispetto alla norma, mentre sul Tirreno centro-settentrionale e nei golfi di Venezia e Trieste le anomalie raggiungono picchi compresi tra 2,5 e 3,5 gradi. Una situazione che, secondo ANBI, rappresenta un serio fattore di rischio nella complessa fase meteorologica in corso, aggravata dagli effetti della crisi climatica. Le elaborazioni dei modelli ECMWF-Meteored indicano infatti la possibilità che l’arrivo di fronti freddi da Nord-Est favorisca la formazione di un sistema ciclonico di grandi dimensioni sul Mediterraneo, destinato a interessare l’Italia centro-meridionale a partire dalla serata di domenica 1° novembre e per tutta la giornata di lunedì 2.

Piogge intense al Centro-Sud, coinvolta anche la Calabria

Le precipitazioni più consistenti sono previste soprattutto lungo il versante adriatico, con accumuli che in alcune aree potrebbero superare i 100 millimetri. Tra i territori italiani maggiormente esposti figurano le province meridionali delle Marche, la Puglia, i rilievi del Matese e quelli irpini. Particolare attenzione viene riservata al Foggiano, dove i modelli indicano le cumulate più elevate. Il peggioramento, secondo lo scenario illustrato dall’ANBI, potrebbe coinvolgere anche il settore meridionale tirrenico, tra Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia settentrionale, con precipitazioni abbondanti. Lo scenario appare ancora più severo per alcuni territori balcanici. Piogge molto intense potrebbero interessare Montenegro, Albania, Croazia e Grecia. Proprio nella Macedonia Centrale, nel distretto di Imathia, alcune elaborazioni ipotizzano accumuli eccezionali, prossimi ai 400 millimetri in meno di 24 ore. Si tratta comunque di proiezioni meteorologiche soggette ad aggiornamenti, da non confondere con le allerte ufficiali diramate dalla Protezione civile.

ANBI: «Una corsa contro il tempo»

Di fronte all’evoluzione delle condizioni meteorologiche, in Italia sono già iniziate le operazioni di svasamento della rete idraulica, necessarie a preparare il territorio alle precipitazioni invernali e a ridurre i rischi idrogeologici. «Di fronte all’imprevedibilità degli eventi meteo ed alla loro estremizzazione, quella che era una consueta prassi manutentoria, è diventata però una corsa contro il tempo», osserva Francesco Vincenzi, presidente dell’ANBI. L’abbassamento delle temperature potrebbe inoltre favorire le prime nevicate sull’Appennino centrale. Un fenomeno potenzialmente positivo per la ricostituzione delle riserve idriche, a condizione che non intervengano nuove e tardive ondate di calore.

Calabria, gli invasi conservano riserve superiori alla media

Il rapporto dell’ANBI dedica un passaggio anche alla situazione delle risorse idriche calabresi. Nonostante la prolungata siccità estiva, i principali invasi regionali conservano quantità d’acqua generalmente superiori alla media dell’ultimo decennio. Nel bacino dell’Arvo si registrano 4,4 milioni di metri cubi in più rispetto alla media storica e 13,8 milioni in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Anche il Passante presenta un bilancio positivo, con 3 milioni di metri cubi oltre la media e 2,51 milioni in più rispetto allo scorso anno. Il bacino del Menta, invece, risulta riempito per oltre il 50% dei volumi autorizzati. Un quadro che conferma la disponibilità di riserve idriche importanti, mentre l’attenzione si sposta verso l’evoluzione delle condizioni atmosferiche nei primi giorni di novembre e i possibili effetti delle precipitazioni più intense sul territorio. (redazione@corrierecal.it)

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