Provocazioni elettorali, veleni (anche) personali, risse verbali. Tutti “a “ruota libera” al Consiglio comunale di Catanzaro
Ancora una seduta rivelatrice della crisi della politica nel capoluogo. Fiorita: «La mia più grande amarezza? Non aver saputo fare di quest’aula un motore propulsore»
CATANZARO Sarà che non si riuniva da due mesi e mezzo e dunque la tentazione di parlare e “menare le mani” (metaforicamente parlando) era altissima. Sarà che è già pieno clima elettorale e dunque quale occasione migliore per mandare messaggi ad amici e nemici. Per questo anche l’odierno Consiglio comunale di Catanzaro non solo non si è differenziato dai precedenti, di questa e della passata legislatura, ma addirittura ha arricchito ancora di più il suo campionario di risse verbali, veleni politici, vendette personali, minacce e controminacce di querele più o meno temerarie, persino accuse in contumacia che sarebbe più opportuno fare davanti ai carabinieri… Oltre quattro ore di un dibattito serrato, se si vuole usare un eufemismo, e nervoso come e più di altre volte. E’ persino difficile fare il resoconto di quanto successo nell’”Aula rossa”, nemmeno seguendo l’ordine del giorno, perché in realtà a regnare è stata solo l’anarchia. Tutti a “briglie sciolte” e posizionamenti completamente “saltati”, visto che, a parte qualche sparuta eccezione, i vari interventi sono andati a ruota libera, senza alcuna linea politica e men che meno partitica.
Il dibattito
Così dai banchi del centrodestra, dove i consiglieri comunali di Forza Italia Antonello Talerico e Sergio Costanzo, a parte le critiche al sindaco Nicola Fiorita e alla sua Giunta, non hanno lesinato stilettate alla parte politica di appartenenza (molto teorica). «Non c’è più la politica, ma solo cespugli», osserva Talerico». E Costanzo: «Nel centrodestra e nel centrosinistra ci sono grandissime difficoltà. Si rischia di arrivare alle elezioni nel modo peggiore, come negli ultimi 10 anni». L’affondo di Valerio Donato (Rinascita), che condivide l’analisi della «mancanza dei partiti e della loro funzione di controllo e di indirizzo, auspicando – con un evidente riferimento a Fiorita – che «in futuro i partiti abbandonino i giocatori solitari, perché questi combinano solo guai». E poi, Fabio Celia, oggi Misto ieri capogruppo Pd con il dente molto avvelenato: «Imputo al sindaco di non aver avuto coraggio, già da subito dopo le elezioni quando avrebbe dovuto dimettersi per diventare più forte. A Pd e Movimento 5 Stelle chiedo che si facciano le primarie». Di rimando l’attuale capogruppo del Pd, Gregorio Buccolieri: «Primarie? Come procedere lo deciderà la coalizione a tempo debito».
Le “risse”
C’è spazio poi anche per un paio di “ring”. Quello che apre Johnny Corsi del Misto, che chiede le dimissioni dell’assessore allo Sport Totò Battaglia perché – dice Corsi – «in una foto è ritratto al fianco di un condannato mentre premiano un giovanissimo atleta catanzarese». La replica, “per fatto personale”, di Battaglia: «Ignoravo i trascorsi di questa persona, comunque non faccio alcuna dichiarazione di dimissioni, mi rimetto alle eventuali decisioni del sindaco. Ma nessuno si permetti di mettere in discussione la mia persona». E poi ancora Costanzo, che accusa l’amministrazione e l’assessore all’Ambiente Irene Colosimo: «La città è sporca e voi siete collusi con la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, spero di essere querelato così posso portare all’attenzione della magistratura le prove delle violazioni e delle inadempienze di questa società». La replica di Colosimo, sempre “per fatto personale”: «E’ tutto falso, e comunque non querelo Costanzo perché ho altre cose più importanti da fare».
L’intervento del sindaco
Insomma, questo è stato il clima. A concludere il sindaco Fiorita, che manifesta parecchio disagio. «In questi oltre quattro anni – dice Fiorita – ho vissuto grandi soddisfazioni e traguardi importanti, ma anche molte amarezze. Tra queste, la più grande è non essere riuscito — forse per colpa mia — a fare del Consiglio comunale un reale motore propulsore: un luogo di elaborazione congiunta delle proposte e di condivisione delle difficoltà. Purtroppo, quest’aula continua a riproporre dinamiche autoreferenziali e sterili, oltre a cattive abitudini sedimentate in questi anni: interventi lunghissimi e dispersivi con mille domande, seguiti dall’abbandono dell’aula, e ragionamenti che si esauriscono senza costrutto». Poi le repliche “singole”: «Non parlo del consigliere Costanzo, incapace di superare cinque minuti di intervento senza ricorrere a insulti e allusioni, ma su questo magari avremo modo di confrontarci in campagna elettorale, quando anche lui si candiderà a sindaco. Al consigliere Celia – rimarca Fiorita – dico che avrebbe potuto aiutarmi ad avere coraggio negli anni passati, quando era segretario cittadino del Pd. A Donato dico che ascolto sempre con piacere i suoi interventi, ma i ragionamenti vanno fatti fino in fondo. Oggi condivido il suo invito ai partiti a isolare chi esce dai ranghi indebolendo l’azione politica, ma è esattamente ciò che ha fatto lui in passato e che il centrosinistra ha fermato. Non si può predicare bene e razzolare male». Il resto della seduta è sulla linea di quanto raccontato, al fondo di un Consiglio comunale che conferma la necessità per i partiti di riprendere in mano le sorti della politica cittadina. Ma quali partiti, a pensarci bene? (a. cant.)
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