Dopo lo strappo, Caruso: «Non c’è spazio per le ambizioni personali» e Mancini attacca entrambi
Il sindaco risponde a De Cicco, che guarda alle Comunali e apre a nuovi alleati. Intanto, Dpm perde il cofondatore e tesoriere Gianluca Orrico
COSENZA «L’azzeramento delle deleghe era una decisione maturata da tempo e ha come obiettivo quello di fare chiarezza rispetto al percorso che vogliamo compiere da qui fino alle prossime elezioni amministrative e politiche del 2027». Franz Caruso, sindaco di Cosenza, parla al Corriere della Calabria a 24 ore dalla decisione di operare un vero e proprio reset nella squadra di governo. Il primo cittadino rivendica i risultati ottenuti: «Il campo progressista che per primo ho costruito in Calabria, resta l’unico esempio nella nostra regione, ed è caratterizzato dalla partecipazione di tutte le forze politiche che hanno composto quello che oggi viene definito campo largo». Sui motivi alla base dell’azzeramento delle deleghe, Caruso risponde: «La scelta mira a rafforzare la coalizione e completare il programma fino al 2027 dando una prospettiva di vittoria alla coalizione progressista». L’attenzione poi si sposta sulla rottura consumata con l’ex assessore Francesco De Cicco, leader di Dpm e oggi in Consiglio regionale. «Non c’è nessuna ragione politica per rompere quel patto alla base della vittoria del 2021. Abbiamo realizzato tanto, e di recente in una conferenza stampa congiunta abbiamo assunto l’impegno di proseguire insieme fino alla fine del mandato». Qualcosa evidentemente si è rotto. «Il centrosinistra deve fare i conti con una prospettiva di unità che non può riguardare ambizioni personali, volta al mantenimento del governo delle città dove siamo protagonisti». E ancora, «il consigliere De Cicco dice essere punto di riferimento dei cittadini, ma in caso di eventuali problemi o progetti discordanti si chiede la convocazione di un tavolo e si affrontano le questioni trovando le soluzioni adeguate».
Le reazioni
A poche ore dall’azzeramento delle deleghe e dopo lo strappo con De Cicco, bocche cucite in casa Cinquestelle, mentre Avs non si espone dopo l’endorsement ricevuto nel corso della puntata di “Testa o Croce” in onda ieri su Ten. «Guardo a Filomena Greco (Casa Riformista, ndr) ma anche ad Alleanza Verdi e Sinistra», ha sentenziato il consigliere regionale parlando dei possibili alleati in vista delle prossime Amministrative a Cosenza. De Cicco ha provato a rispondere alle sollecitazioni di Attilio Sabato sostenendo di «avere già il nome del candidato da proporre al tavolo del centrosinistra», provando a confutare le voci che lo vedrebbero in corsa per la poltrona di Palazzo dei Bruzi. Una ipotesi quest’ultima che tutti danno quasi per certa, nessuno pare – infatti – credere ad un nome alternativo a quello dell’ex assessore. Che secondo fonti di Palazzo dei Bruzi si starebbe già muovendo da settimane per costruire il fronte opposto al centrodestra, ma anche al Pd ed al M5s. «I grandi partiti a livello nazionale devono vedersela con i territori e con il livello locale», ha aggiunto De Cicco. Tradotto, il candidato scelto a Roma – tanto per citare Stefanazzi – non necessariamente rappresenta la migliore scelta per la città dei bruzi. Intanto, il leader di Dpm registra un addio pesante. Questa mattina, in una nota, Gianluca Orrico ha rassegnato le dimissioni dal Movimento di cui è cofondatore e dal ruolo di Tesoriere. «Si tratta di una scelta sofferta ma oramai inevitabile, maturata progressivamente negli ultimi tempi e determinatasi definitivamente nella giornata dello scorso 9 ottobre (…) è da oltre un mese che non partecipo alle riunioni del Movimento», ha sostenuto in una nota. «Quando nel tempo maturano sensibilità o prospettive differenti all’interno di un cammino comune – aggiunge Orrico – la coerenza con i propri valori impone il garbo, la serenità e il rispetto per le strade di ciascuno». Quello che resta evidente – al netto di alcuni grotteschi paragoni suggeriti da esponenti “ribelli” democrat che vorrebbero De Cicco vestire addirittura i panni del Mamdani bruzio – è la posizione assunta dal Consigliere regionale che in direzione ostinata e contraria continua a coltivare il sogno di indossare la fascia tricolore, quella che un tempo è stata di Giacomo Mancini (sic!).
A proposito di Mancini, Giacomo junior non molla la presa e continua la serie di incontri in città per definire il programma politico in vista di una candidatura di cui ormai non fa più mistero. «La vera crisi politica al Comune di Cosenza non nasce dalla rottura tra chi ha condiviso le scelte di governo degli ultimi cinque anni. Nasce, e non certo oggi, dalla frattura profonda di quella connessione sentimentale tra amministratori e cittadini che è il fondamento di ogni esperienza di governo, sostiene in una nota il nipote del Leone socialista oggi membro della direzione del Pd Calabria. «Adesso la città non merita la resa dei conti tra chi vuole conservare la poltrona e chi aspira a prenderne il posto. Cosenza – prosegue Mancini – ha bisogno di cambiare profondamente il modo di amministrare, di ascoltare i cittadini, di affrontare i problemi. Di rinascere». «La ricchezza politica, civile e culturale del centrosinistra cosentino -prosegue l’ex parlamentare – non può essere ridotta a una contesa di potere o tantomeno a una scelta tra i due protagonisti della stessa negativa esperienza amministrativa». Un messaggio neanche troppo velato non solo nei confronti di Caruso, e questo ormai non fa più notizia, ma diretto a De Cicco fino a poche ore fa mai chiamato in causa da Mancini. (f.benincasa@corrierecal.it)
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