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la polemica

“Buco” al Comune di Riace. Nuovo scontro frontale tra Lucano e la Prefettura di Reggio. Ente commissariato

Il sindaco denuncia una manipolazione e una persecuzione nei suoi confronti. La Prefettura replica: applicato il Testo unico enti locali

Pubblicato il: 30/10/2026 – 12:56
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REGGIO CALABRIA L’esposizione debitoria del Comune di Riace – pari a  circa 5 milioni di euro, tra debiti fuori bilancio e contenziosi, dopo un precedente dissesto finanziario – apre un (nuovo) aspro fronte polemico tra il sindaco Mimmo Lucano e la Prefettura di Reggio Calabria, con un duro botta e risposta tra le parti che si conclude peraltro con il commissariamento del municipio riacese.

Lucano all’attacco

All’attacco Lucano, che in una conferenza stampa ha respinto ogni responsabilità sull’operato della sua amministrazione in merito al carico debitorio che non ha consentito al commissario ad acta di riapprovare la salvaguardia degli equilibri di bilancio per l’esercizio finanziario dell’anno in corso. «L’ennesima volontà – ha dichiarato Lucano – di spegnere quelle voci che forse non sono gradite alla politica nazionale. Mi sono stancato di questa manipolazione della realtà. La Prefettura continua ad avere un ruolo centrale in questo processo di manipolazione iniziato con il Prefetto Michele Di Bari (in carica dal 2016 al 2019, ndr). Perché questo accanimento? È un infierire su qualcuno che ha voluto dare risposte vere all’immigrazione». Lucano si è soffermato sul ruolo del commissario ad acta e su quanto ha prodotto a proposito del riequilibrio del bilancio del Comune di Riace: «La commissaria ad acta, appena arriva a Riace – ha rilevato Lucano – esordisce che tutto è a posto, come anche esprimevano i pareri degli uffici comunali. Poi cambia tutto. Questo è uno scandalo, frutto di un atteggiamento persecutorio, e l’ultimo paradosso che vi dico è che io non ho fatto una spesa».

La replica della Prefettura

La Prefettura di Reggio Calabria oggi ha così replicato a Lucano, ufficializzando il commissariamento del Comune di Riace. «L’art. 193 Testo unico Enti locali – si legge nella nota della Prefettura – prevede che entro il 31 luglio di ogni anno il Comune deve adottare la deliberazione relativa alla ricognizione dello stato di attuazione dei programmi e verifica degli equilibri di bilancio per i singoli esercizi finanziari. Nonostante specifica diffida inoltrata da questo Ufficio all’ente interessato (nota prot. 87806 del 17 agosto 2026), il Comune di Riace non ha provveduto. Pertanto, si è resa necessaria la nomina di un Commissario ad acta con l’incarico di provvedere all’accertamento del permanere degli equilibri di bilancio e di adozione della relativa delibera. Con deliberazione del 23 ottobre 2026, il Commissario ad acta, all’esito dell’attività istruttoria svolta, ha dato atto che “non risulta possibile attestare il permanere degli equilibri generali di bilancio dell’esercizio finanziario 2026 ai sensi dell’art. 193 del D.lgs. n. 267/2000” e, su conforme parere contrario del Revisore dei conti del Comune, ha accertato “la conseguente impossibilità di adottare il provvedimento sostitutivo di salvaguardia degli equilibri di bilancio previsto dall’art. 193 del D.lgs. n. 267/2000, in assenza dei presupposti tecnico contabili richiesti dalla normativa vigente”. Preso atto di ciò, poiché la mancata adozione dei provvedimenti di riequilibrio previsti dal Tuel è equiparata ad ogni effetto alla mancata approvazione del bilancio di previsione (articolo 193 c. 4, che richiama l’art. 141 c. 2 Tuel), nelle more dello scioglimento degli organi elettivi dell’ente locale è stata formalizzata la nomina di un commissario prefettizio, che provvederà all’amministrazione del Comune di Riace». (c. a.)

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