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SALUTE

Fegato grasso, un rischio silenzioso per 2 milioni di italiani

La malattia colpisce fino al 70% delle persone con diabete di tipo 2

Pubblicato il: 30/10/2026 – 7:21
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Due milioni di italiani potrebbero convivere con una malattia del fegato senza saperlo: si tratta del fegato grasso, una delle facce meno conosciute della malattia metabolica e riguarda da vicino chi vive con il diabete di tipo 2. Il rischio, come riporta Ansa, è che, mentre glicemia e colesterolo vengono controllati, il fegato continui silenziosamente ad accumulare grasso, sviluppando un’infiammazione cronica che può aprire la strada alla fibrosi, alla cirrosi e, nei casi più gravi, al tumore epatico. È questa una delle sfide emergenti per la diabetologia, al centro del 31esimo congresso nazionale della Società italiana di diabetologia (Sid): riconoscere per tempo la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (Masld) e soprattutto identificare i pazienti nei quali il danno al fegato sta già progredendo.
La Masld comprende infatti un ampio spettro di condizioni caratterizzate da accumulo di grasso nel fegato in presenza di fattori di rischio metabolici, come diabete di tipo 2, obesità, ipertensione e alterazioni dei lipidi. Nella forma più semplice, il quadro è limitato alla steatosi isolata, senza evidenza significativa di infiammazione o danno epatocellulare. In una parte dei pazienti, invece, la malattia evolve nella Mash, la steatoepatite associata a disfunzione metabolica: qui il grasso non è più soltanto un deposito, ma si accompagna a infiammazione e danno delle cellule epatiche. Con il passare del tempo può comparire la fibrosi, cioè la formazione di tessuto cicatriziale che compromette progressivamente l’architettura e la funzione del fegato. Nei casi più avanzati si può arrivare alla cirrosi e alle sue complicanze (insufficienza epatica, tumore).
«Il problema Masld/Mash può interessare fino al 70% dei pazienti con diabete mellito – commenta Riccardo Bonadonna, presidente eletto della Sid – e pertanto è una delle sfide quotidiane più rilevanti cui i Servizi di Diabetologia sono chiamati a fare fronte».

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