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opposizione e sindacati vs governo

Manovra, è scontro su scuola e pensioni

Si accende il dibattito sul testo inviato in Parlamento

Pubblicato il: 01/11/2026 – 15:58
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ROMA I tagli agli organici della scuola e la stretta sulla rivalutazione delle pensioni accendono il dibattito sul testo della manovra 2027-2029 inviato in Parlamento. Opposizioni e sindacati contestano le scelte del governo sulla scuola, mentre Federmanager chiede la cancellazione della norma sulla perequazione degli assegni. Al centro delle polemiche ci sono soprattutto i quasi 7mila posti in meno tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata) e un risparmio sulla spesa pensionistica stimato dalla Relazione tecnica in 14,2 miliardi di euro lordi nell’arco di dieci anni. Resta aperto anche il fronte con le banche e le assicurazioni, che contestano l’entità del prelievo da 5,8 miliardi richiesto al settore finanziario tra le voci di copertura della spesa. La maggioranza difende la propria posizione, con il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami: “Alle polemiche della sinistra l’esecutivo risponde con i fatti”. Mentre la Lega valuta “sorprendente e sconcertante la reazione di alcuni rappresentanti del mondo bancario di fronte al doveroso contributo che i grandi istituti finanziari – e non le piccole banche legate al territorio e il credito cooperativo – saranno chiamati a versare con la legge di Bilancio, soldi che serviranno a investire in salute, lavoro e sicurezza”. Sulla scuola la segretaria Cisl Daniela Fumarola incalza esprimendo “una netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di taglio degli organici della scuola” e chiede il ritiro della norma. “Di fronte al disagio delle nuove generazioni – sottolinea la leader Cisl – alle povertà educative e alle crescenti difficoltà del lavoro scolastico, servono investimenti e personale, a partire da docenti e Ata e non certamente tagli”. La leader sindacale sollecita l’apertura di un confronto con il governo e avverte che, se i tagli saranno confermati, la Cisl sosterrà le iniziative di mobilitazione della categoria. Anche la Cgil, che ha indetto uno sciopero generale per il 20 novembre, è netta: “Una manovra al di là delle peggiori aspettative, scritta da un Governo che vive su un altro pianeta”. L’altro fronte dello scontro è quello delle pensioni. L’articolo 55 della manovra modifica il meccanismo di rivalutazione degli assegni, tornando al sistema per fasce anziché per scaglioni. La rivalutazione piena resta per i trattamenti fino a quattro volte il minimo Inps, mentre per quelli superiori le percentuali si riducono progressivamente, fino al 32% per le pensioni oltre dieci volte il minimo. La percentuale viene applicata all’intero trattamento pensionistico e non soltanto alla quota eccedente le singole soglie. Secondo la Relazione tecnica, il risparmio sulla spesa pensionistica è stimato nel 2027 in 1,476 miliardi di euro lordi, pari a 885 milioni al netto degli effetti fiscali. Nel decennio 2027-2036, i risparmi complessivi ammontano a 14,241 miliardi lordi e 8,538 miliardi netti. Federmanager chiede la soppressione dell’articolo 55. “Le pensioni non sono una riserva di bilancio alla quale attingere ogni volta che occorre trovare nuove risorse”, afferma il presidente Valter Quercioli. Secondo l’associazione, il ritorno alla rivalutazione per fasce riduce il potere d’acquisto di chi ha lavorato e versato contributi per decenni. “La perequazione non è un regalo dello Stato: è lo strumento che tutela il potere d’acquisto delle pensioni”, sottolinea Quercioli, sollecitando il Parlamento a individuare coperture alternative. Incalza anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che definisce la legge di bilancio una “rapina sociale”. Di segno opposto il giudizio del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che si dice “molto soddisfatto” di una manovra “seria e responsabile”, capace, a suo avviso, di tenere conto della complessa situazione internazionale e di distribuire lo sforzo necessario a finanziarla senza gravare su famiglie e imprese. Il leader di Forza Italia sottolinea l’obiettivo di consolidare la crescita, rafforzare la fiducia nell’economia e proseguire il risanamento dei conti pubblici. (Agi)

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