Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 7:03
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

PROCESSO HYDRA

Il prezzo del pentimento di Bellusci: «Ho scelto la mia famiglia». E ora teme la reazione dei clan

«Con le mie figlie solo 24 ore in un anno». Il collaboratore racconta il ruolo decisivo della moglie, la scelta di parlare con i magistrati e il timore di ritorsioni da parte dei Cutrì, dei Tripodi e…

Pubblicato il: 03/11/2026 – 7:03
di Giorgio Curcio
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

MILANO «Se dovevo scegliere questa vita che stavo facendo o dovevo scegliere la mia famiglia, ho scelto la mia famiglia». È una delle frasi più personali pronunciate da Francesco Bellusci durante l’udienza del 28 ottobre del processo Hydra, in corso davanti al Tribunale di Milano. Dopo settimane trascorse a ricostruire affiliazioni, traffici di droga, armi, estorsioni e rapporti tra le organizzazioni mafiose, il collaboratore di giustizia ha raccontato ai giudici perché ha deciso di interrompere il proprio percorso criminale e iniziare a parlare con la magistratura. Una decisione maturata nel tempo, soprattutto grazie alla moglie, e accompagnata da una paura che Bellusci non nasconde: quella delle possibili ritorsioni da parte delle persone chiamate in causa nelle sue dichiarazioni. Tra i nomi e le famiglie che indica compaiono i Cutrì, i Cristello, i Tripodi e i Nicastro, oltre ad altri soggetti della Locale di Legnano.

«È stata mia moglie a dirmi di intraprendere questa strada»

La domanda arriva nella parte conclusiva dell’esame del pubblico ministero: perché ha deciso di collaborare con la giustizia? Bellusci spiega che non si è trattato di una scelta improvvisa. «La scelta non è stata presa dall’oggi al domani», racconta, attribuendo alla moglie un ruolo determinante. La donna, secondo il collaboratore, era ormai stanca delle conseguenze della vita criminale del marito e temeva che, anche dopo la scarcerazione, sarebbe stato impossibile interrompere definitivamente i rapporti con quell’ambiente. La decisione sarebbe maturata durante un periodo di circa un anno, attraverso confronti e lettere scambiate mentre Bellusci si trovava detenuto nel carcere di Parma. «È stata mia moglie che mi ha detto di intraprendere questa strada», riferisce ai giudici. La preoccupazione principale riguardava il futuro delle tre figlie. Bellusci racconta di avere sempre cercato di essere presente nella loro crescita, nonostante i problemi giudiziari e le attività criminali nelle quali era coinvolto. Poi l’arresto e la detenzione avevano cambiato tutto.

«In un anno avrei visto le mie figlie soltanto 24 ore»

È questo, dunque, uno dei passaggi più significativi della deposizione. Bellusci racconta che durante la detenzione gli incontri con le bambine erano necessariamente limitati. Per evitare di esporle troppo frequentemente all’ambiente carcerario, aveva ridotto le visite. E fa un calcolo: due ore al mese significano appena 24 ore trascorse insieme alle figlie nell’arco di un anno. Una prospettiva che, sostiene, non riusciva più ad accettare. Il collaboratore racconta inoltre di avere sofferto per i cambiamenti avvenuti durante la sua assenza. Le figlie crescevano, cambiavano abitudini e affrontavano nuove esperienze delle quali lui non poteva essere partecipe. «Mi sono pentito di aver perso tre anni delle mie figlie», dice. Bellusci respinge anche l’idea che la collaborazione sia stata dettata esclusivamente dalla volontà di ottenere benefici sulla pena. Sostiene che la decisione fosse maturata quando si avvicinava la conclusione della precedente misura che stava scontando e prima di conoscere l’esito giudiziario del processo Hydra. È la spiegazione che offre in aula della propria scelta, destinata naturalmente a essere valutata insieme all’attendibilità delle dichiarazioni e agli altri elementi processuali.

La nuova vita e il negozio lasciato dalla moglie

La collaborazione avrebbe comportato conseguenze immediate per tutta la famiglia. Bellusci racconta che la moglie gestiva un’attività di parrucchiera, abbandonata dopo l’inizio del percorso di collaborazione. La famiglia avrebbe dovuto lasciare l’abitazione, le proprie abitudini e i rapporti quotidiani costruiti negli anni. Il collaboratore descrive anche la difficoltà di preparare psicologicamente le figlie al trasferimento. Alle bambine più piccole sarebbe stato spiegato che il padre aveva trovato un nuovo lavoro lontano e che presto avrebbero dovuto cambiare città. Più complicato, secondo Bellusci, il distacco per la figlia maggiore, adolescente, già inserita in un ambiente scolastico e in una rete di amicizie. La moglie e le figlie sarebbero quindi state trasferite in una località protetta. Bellusci spiega che proprio il timore per le conseguenze psicologiche di questo cambiamento lo aveva inizialmente trattenuto dal prendere una decisione definitiva. Poi, però, avrebbe capito di non poter rimandare ulteriormente. Fu così che, durante la detenzione a Parma, decise di rivolgersi ai magistrati per avviare la collaborazione.

La rottura con la famiglia d’origine

La scelta di collaborare non avrebbe trovato il consenso di tutti. Bellusci racconta che alcuni familiari non l’hanno condivisa e che i rapporti con la madre e la sorella si sarebbero interrotti. «Non li sento da un anno», riferisce. Il collaboratore descrive dunque una doppia frattura: da una parte l’abbandono dell’ambiente criminale, dall’altra l’allontanamento da persone della propria famiglia d’origine che non avrebbero accettato la decisione. Un isolamento che rende ancora più importante, nel suo racconto, il sostegno della moglie. Ma è quando il pubblico ministero gli chiede se tema per la propria incolumità che la deposizione assume un tono diverso.

«Temo la reazione dei Cutrì, dei Cristello e dei Tripodi»

Alla domanda se abbia paura per la propria sicurezza, Bellusci risponde affermativamente. Racconta innanzitutto un episodio risalente, secondo la sua ricostruzione, al luglio 2026: una persona da lui collegata alla famiglia Cutrì si sarebbe rivolta a uno zio pronunciando parole che il collaboratore sostiene di avere interpretato come un’intimidazione indiretta. Bellusci spiega di avere letto quell’episodio come un avvertimento rivolto a lui, quasi un invito a non parlare. Si tratta della percezione riferita dal collaboratore: la deposizione, da sola, non consente di considerare accertata una minaccia. Il pubblico ministero gli chiede quindi di indicare le persone delle quali teme maggiormente la reazione. Bellusci fa i nomi delle famiglie e dei gruppi criminali che hanno occupato una parte importante delle sue dichiarazioni: i Cutrì, i Cristello, i Tripodi e i Nicastro. Aggiunge di temere la reazione dell’intera Locale di ‘ndrangheta di Legnano, della quale ha raccontato ai giudici affiliazioni, gerarchie, attività illecite e collegamenti con la Calabria. Nel suo elenco compaiono anche Tony Esposito e Cristian Sesto, che il collaboratore descrive come persone particolarmente pericolose. «Temo per me e per i miei familiari», ribadisce. Il riferimento ai Tripodi e agli altri soggetti riguarda dunque un timore dichiarato da Bellusci, non l’attribuzione di specifiche minacce a ciascuno di loro.

La fine dell’esame e il confronto con le difese

Con queste dichiarazioni si è concluso l’esame di Bellusci da parte del pubblico ministero. Nella stessa udienza il Tribunale ha disposto, su richiesta della difesa di un imputato, l’acquisizione del verbale illustrativo dei contenuti della collaborazione e di documentazione relativa a eventuali colloqui investigativi. A una precisa domanda dei magistrati, Bellusci ha negato di avere sostenuto colloqui investigativi con soggetti diversi dai pubblici ministeri, sia prima sia dopo l’inizio della collaborazione. La deposizione prosegue ora con le domande delle difese, chiamate a confrontarsi con il racconto di un collaboratore che, nel corso delle udienze, ha ricostruito dall’interno diversi passaggi della presunta organizzazione mafiosa al centro di Hydra. (g.curcio@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x