Inchiesta “Ginestra”, gli incendi e il controllo sul territorio. «Dobbiamo dare un esempio»
La serie infinita di roghi trova spazio nell’indagine sul gruppo rossanese. Galluzzi: «Vedi la differenza di quando non c’ero e quando ci sono?»
CORIGLIANO ROSSANO Auto e furgoni incendiati, roghi quasi quotidiani, azioni criminali ripetute e perpetrate nel silenzio assordante della notte. L’inchiesta della Dda denominata “Ginestra” ricostruisce una serie di episodi che, secondo gli investigatori, documenterebbero l’operatività della presunta associazione rossanese e il ruolo di vertice attribuito a Salvatore Galluzzi. Il pentito Nicola Acri lo definisce «un altro personaggio che fa parte della nostra cosca in posizione di vertice» e «dirigeva l’organizzazione insieme a noi e per un certo periodo ne è stato anche responsabile ed era particolarmente attivo nel settore dello stupefacente».
Gli incendi e la necessità di «dare un esempio»
Non soltanto un gruppo criminale interessato agli affari illeciti, ma un sodalizio dotato di una struttura che avrebbe esercitato un controllo diretto sul territorio, intervenendo anche nelle controversie private e negli episodi segnalati all’organizzazione. Uno esempio significativo riguarda l’incendio di un furgone, avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 aprile 2022 in contrada Frasso, a Rossano. Il proprietario aveva denunciato il danneggiamento ai carabinieri, spiegando di non avere sospetti su chi potesse aver appiccato il fuoco al mezzo. La mattina del 14 aprile, però, la vicenda diventa argomento di discussione tra alcuni dei soggetti indicati nell’ordinanza come appartenenti al gruppo. Le conversazioni intercettate nell’area del dehors di un bar consentono agli investigatori di ricostruire l’interessamento del sodalizio per il rogo appena citato. Uno degli interlocutori racconta di essere stato contattato dalla vittima, che gli aveva chiesto di attivarsi per individuare l’autore del gesto. Il gruppo ragiona sulle possibili motivazioni dell’incendio, ipotizza anche una questione di concorrenza commerciale. Il dialogo prosegue, e c’è chi pare convinto di aver individuato il possibile responsabile. Per rispondere all’azione dolosa commessa, si pensa ad una severa punizione perché «dobbiamo dare un esempio». Un altro episodio riguarda quanto accaduto il 13 aprile 2022, quando ignoti incendiano due autovetture. Anche in questo caso, secondo la ricostruzione accusatoria, il gruppo avrebbe preso in carico la vicenda, inserendola tra gli episodi sui quali intervenire per individuare i responsabili.
«La differenza di quando non c’ero io»
La Dda tratteggia il profilo di Salvatore Galluzzi, sono le intercettazioni a consentire di delineare un quadro più nitido del ruolo che avrebbe assunto l’indagato. E’ lo stesso Galluzzi, in una conversazione captata, ad evidenziare la differenza tra il periodo vissuto in sua assenza e quello successivo al suo ritorno: «Ma la vedi un po’ la differenza di quando non c’ero io e quando ci sono io?!». Per gli investigatori, il dialogo è indicativo della consapevolezza del ruolo esercitato nella gestione degli affari dell’organizzazione e nel ristabilire gli equilibri criminali sul territorio. A tal proposito, viene riportata un’altra intercettazione considerata rilevante sul piano investigativo rispetto al raggio d’azione del presunto gruppo criminale. Galluzzi, infatti, avrebbe riconosciuto l’esistenza di una precisa suddivisione delle competenze criminali, evitando di intervenire in una controversia accaduta in un territorio che non sarebbe rientrato nella propria sfera di influenza. Per la Dda, il riferimento alla competenza territoriale costituirebbe un ulteriore riscontro dell’esistenza di una struttura organizzata, dotata di una leadership e di confini operativi ben definiti. (f.benincasa@corrierecal.it)
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