Cosenza verso il voto e l’ospedale ad Arcavacata. Caruso: «Vogliono spogliare la città». Brutto: «Polemiche sterili» – VIDEO
Confronto acceso tra il sindaco e l’esponente FdI nell’ultima puntata del format in onda su L’altro Corriere Tv. Scontro sull’amministrazione e sulla sanità cosentina
LAMEZIA TERME Un confronto sui principali temi della Regione e su Cosenza, dal nodo ospedale alle prossime elezioni politiche. E ancora, la vicenda giudiziaria di Roberto Occhiuto e quella di Flavio Stasi. Protagonisti della nuova puntata di L’altra Politica, il format condotto da Danilo Monteleone e Gabriele Rubino, in onda su L’altro Corriere Tv, sono stati il sindaco di Cosenza Franz Caruso e l’esponente di Fratelli d’Italia, oltre che presidente della Terza commissione sanità Angelo Brutto.
Cosenza verso il voto
A Cosenza la politica scalda i motori in vista delle prossime elezioni amministrative. Il centrosinistra, di recente, è animato dalla bagarre tra Caruso e De Cicco con il sindaco che respinge la tesi secondo cui sarebbe diventato sindaco grazie all’apporto del secondo. «Assolutamente no, è un atto di arroganza intellettuale pensare che ognuno di noi possa spostare il voto intero da una parte a un’altra. È assurdo, i cittadini sono liberi di votare e scelgono in base alla proposta. Alle scorse elezioni sapevamo tutti che chi sarebbe andato al ballottaggio contro Francesco Caruso, vicesindaco di Occhiuto, avrebbe vinto». Sul motivo di queste “manovre”, Caruso risponde: «Io credo che De Cicco si voglia candidare a sindaco e per lealtà nei confronti dei cittadini deve chiarire che cosa vuole fare. Non credo ci sia un’altra ragione per rompere un rapporto che per cinque anni è stato solido».
I “preparativi” nel centrodestra
Dall’altra parte chi si sta preparando per fronteggiare il centrosinistra è al lavoro per trovare un candidato. «Stiamo lavorando per scegliere il miglior candidato sindaco possibile» risponde Brutto. «Abbiamo tanti dirigenti di partito che sono pronti a scendere in campo, ma stiamo guardando anche alla società civile. Noi abbiamo un’idea differente di città, una città che deve rinascere e risorgere, perché merita tanto di più. Io riconosco a Caruso onestà intellettuale, ma l’amministrazione è stata ostaggio di ricatti politici e alla fine si è rivelata una maggioranza che era stata fusa a freddo con un accordo elettorale fatto contro una visione di città». Per Brutto nessuna eventuale spartizione delle città tra i partiti di centrodestra: «Noi non abbiamo etichette, non dobbiamo attaccare al sindaco uno stemma sulla maglietta. Fratelli d’Italia non soffre di complessi di inferiorità nei confronti di nessuno. Insieme ai nostri alleati sceglieremo insieme sia a Catanzaro, dove siamo un po’ più avanti, sia a Cosenza il miglior candidato».
«Serve una persona che sappia fare il sindaco»
Sulle qualità che un sindaco deve avere Caruso e Brutto si trovano invece d’accordo. «Serve una persona che sappia fare il sindaco, amministrare una città è diverso rispetto a fare il parlamentare» afferma l’esponente di Fratelli d’Italia, trovando d’accordo il sindaco di Cosenza. «Tu puoi essere un brado deputato, un bravissimo professionista o esponente politico, ma fare il sindaco di porta a contatto con una realtà assolutamente diversa». Lo scontro si accende, però, sulle condizioni della città: «La mia maggioranza è solidissima» si difende Caruso, sostenendo che le scelte di De Cicco «per ambizione personale» non abbiano intaccato la solidità del suo centrosinistra, che si prepara anche alla nuova Giunta. «Spero arrivi nel più breve tempo possibile, chiaramente sto guardando con attenzione quello che sta portando avanti il commissario Stefanazzi nel Pd». «È un’amministrazione che ha fatto il tuo tempo – replica Brutto -, ora c’è un centrodestra in grado di governare la città».
«L’amministrazione ha fallito»
Per Brutto sono diverse le criticità dell’amministrazione Caruso: «Possiamo parlare delle presente turistiche, delle attività commerciali chiuse, di un’attrattività che Cosenza non ha più rispetto a dieci anni fa. È evidente che quest’amministrazione ha fallito». Per il sindaco, l’esponente FdI «mente sapendo di mentire. Per la prima volta nel 2019 il Comune ha subito l’onta del dissesto, io ho trovato una situazione con quasi 300 milioni di euro di debiti. Ma ho trovato un’amministrazione spogliata del materiale umano, con un ente che aveva 100 dipendenti quando alla fine degli anni ’90 ce n’erano 1200. Io – ammette Caruso – ho sbagliato una cosa, che riconosco: non aver saputo comunicare tutto ciò che ho realizzato, mentre chi mi ha preceduto comunicava anche le cose che non faceva». Per Brutto «non è vero quello che dice il sindaco, non ci sono state opere pubbliche, ma finanziamenti persi».
Il nuovo ospedale a Cosenza
A Cosenza sarà un tema da campagna elettorale anche il nuovo ospedale cosentino che dovrebbe sorgere ad Arcavacata, una scelta a cui Caruso si è sempre opposto. «È legittima la resistenza di Caruso, ma c’è uno studio di fattibilità che definisce quella come miglior area possibile per la creazione del Policlinico universitario». Per Brutto la sede del nuovo ospedale consentirà di avere più medici in futuro a disposizione della Calabria, per questo «è una polemica sterile che non porta da nessuna parte, parliamo di 5 km più in qua o in là quando i calabresi sono costretti a fare centinaia di chilometri perché non trovano un’offerta sanitaria adeguata».
Lo scontro sulla sanità
Parlando di Università, Caruso rivendica la scelta di aver portato due corsi di laurea, infermieristica e fisioterapia, «nel complesso monumentale più bello della città». Per il sindaco la scelta di spostare l’ospedale «non ha alcun fondamento. Da nessuna parte c’è scritto che dov’è un’università deve esserci un policlinico, anzi un ospedale hub. Tutte le città capoluogo d’Italia hanno un ospedale hub di secondo livello al proprio interno, Cosenza ce l’ha e viene spogliata, collocandolo in una zona già satura». Un dettaglio che renderà complesso, secondo Caruso, accedere anche al Pronto soccorso: «Noi avevamo collocato l’ospedale a Vaglio Lise sulla base di uno studio di fattibilità fatto dalla Regione e costato 400 mila euro. Consentirebbe un accesso più semplice, è più vicino a Rende che a Cosenza, con una stazione ferroviaria vicina, a due passi dall’ingresso autostradale». «Quella è un’area a rischio idrogeologico, per metterla in sicurezza servivano investimenti elevatissimi» risponde Brutto. «E’ solo questione di campanile, parliamo del nulla. Io al posto del sindaco mi sarei invece attivato per ragionare insieme sull’attuale Annunziata, penso che quella possa essere un’offerta sanitaria adeguata per il centro città, l’ospedale sarà ad Arcavacata. La sfida del futuro è là». Una battaglia che Caruso, però, continuerà a portare avanti: «Ho impugnato le decisioni della Regione e vedremo le sentenze cosa diranno, io rispetterò le decisioni del Tar. Faremo in modo tale che Cosenza non venga depredata di servizi per la salute del cittadino» (redazione@corrierecal.it)
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