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IL PROGETTO

Case gratis per 10 anni in Calabria, ecco come funziona il piano «Ripopola»

C’è tempo fino al 18 dicembre per candidarsi. Tutte le condizioni

Pubblicato il: 07/11/2026 – 8:28
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CATANZARO Cinquanta abitazioni distribuite in 26 piccoli Comuni calabresi, da assegnare gratuitamente per dieci anni a chi deciderà di trasferire la propria residenza nella regione. Il progetto sperimentale «Ripopola Calabria», promosso dalla Giunta regionale guidata da Roberto Occhiuto per contrastare lo spopolamento dei borghi, entra nella fase delle candidature. Ma quali sono concretamente le condizioni per ottenere una delle case disponibili? A ricostruire il funzionamento dell’iniziativa è Il Sole 24 Ore, che dedica un approfondimento al piano regionale, soffermandosi sulle caratteristiche degli immobili e sulle modalità di assegnazione. Il meccanismo prevede il recupero di edifici pubblici inutilizzati: i Comuni mettono a disposizione le abitazioni, mentre la Regione finanzia gli interventi necessari a renderle nuovamente abitabili. I beneficiari, invece, potranno utilizzarle senza pagare alcun canone di locazione.

Le case disponibili: da Rovito a Caccuri

Tra gli esempi riportati dal Sole 24 Ore figura un’abitazione a Rovito, in provincia di Cosenza, situata in via Guzzolino. Si tratta di un immobile di 82 metri quadrati, con due vani e un bagno, al primo piano di un edificio storico. A Caccuri, nel Crotonese, è disponibile un alloggio di 72 metri quadrati in via Convento, mentre a Torre di Ruggiero, nel Catanzarese, il catalogo comprende un’abitazione di 135 metri quadrati in un palazzo d’epoca di via Vittorio Veneto. Il programma interessa tutte le province calabresi. In alcuni centri, come Altilia, Dipignano e Grotteria, sono stati messi a disposizione quattro alloggi. Le dimensioni delle abitazioni possono raggiungere i 140 metri quadrati.

Chi può partecipare e come presentare domanda

Il requisito fondamentale è essere residenti fuori dalla Calabria da almeno tre anni. L’avviso è rivolto ai maggiorenni che intendono trasferirsi stabilmente nei Comuni interessati e che non abbiano già beneficiato di contributi pubblici per l’acquisto di un’abitazione. Possono partecipare, secondo le condizioni previste dall’avviso, cittadini italiani residenti in altre regioni o iscritti all’Aire, cittadini dell’Unione europea e cittadini di Paesi terzi in possesso di un titolo che consenta la residenza in Italia. Le candidature devono essere presentate attraverso il portale ufficiale ripopola.regione.calabria.it, utilizzando Spid, Carta d’identità elettronica o un’identità digitale riconosciuta dal sistema eIDAS. Ogni richiedente può indicare fino a tre abitazioni, specificando il proprio ordine di preferenza. Il termine per la presentazione delle domande è fissato alle ore 17 del 18 dicembre 2026.

Graduatorie e obbligo di residenza per dieci anni

L’assegnazione non sarà automatica. Le richieste verranno esaminate da un’apposita commissione e per ogni immobile sarà predisposta una graduatoria pubblica. Tra i criteri che attribuiscono punteggi premiali figurano la presenza di figli, le giovani coppie, le famiglie monoparentali, i lavoratori autonomi, gli smart worker, le persone con disabilità e gli emigrati calabresi che intendono tornare nella propria terra. Una volta assegnata l’abitazione, il beneficiario dovrà mantenervi la residenza per l’intera durata del comodato, pari a dieci anni. Gli immobili saranno destinati esclusivamente a uso abitativo: non potranno essere subaffittati né trasformati in strutture turistico-ricettive.

I tempi delle ristrutturazioni e cosa succede dopo dieci anni

C’è però un aspetto da considerare: le abitazioni non sono necessariamente pronte per essere occupate immediatamente. Il programma prevede che, dopo la definizione delle graduatorie e la sottoscrizione delle convenzioni tra Regione e Comuni, gli interventi di riqualificazione vengano completati entro 18 mesi. Soltanto al termine dei lavori e delle verifiche gli immobili potranno essere consegnati agli assegnatari. La Regione ha previsto contributi per gli interventi fino a 2.000 euro al metro quadrato, con un limite massimo di 280mila euro per unità abitativa. Si tratta di risorse destinate alla riqualificazione degli immobili, non di somme erogate direttamente ai futuri residenti. Gli arredi non sono compresi nei lavori finanziati. Quanto alla permanenza oltre il decennio, il piano lascia aperta la possibilità di individuare successivamente ulteriori formule, dal rinnovo del comodato fino a un eventuale riscatto a prezzi calmierati. Non si tratta, tuttavia, di un diritto all’acquisto già garantito agli assegnatari. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è recuperare il patrimonio immobiliare pubblico e favorire l’insediamento di nuovi nuclei familiari nei centri interessati dal progressivo calo demografico. (redazione@corrierecal.it)

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