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ITALIA BRASILE

’Ndrangheta, Paula e la contabilità milionaria degli Assisi. La cocaina e le chat con il «banchiere dei narcos»

Agli atti della Dda i conteggi inviati alla moglie di Patrick, i ritiri di contanti in Italia e un pagamento da 1,47 milioni di dollari per 300 chili di cocaina

Pubblicato il: 07/11/2026 – 6:47
di Giorgio Curcio
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LAMEZIA TERME Una fotografia inviata sul telefono, una sequenza di accrediti e un saldo che, secondo la ricostruzione degli investigatori, aveva raggiunto 6.180.288 dollari. Una presunta contabilità attraverso la quale la Dda di Torino è riuscita ad attribuire a Paula Simoes Assisi un ruolo di primo piano «nella gestione degli interessi della famiglia dopo l’arresto del marito Patrick e del suocero Nicola». C’è denaro custodito da un intermediario, ma anche richieste di contanti, pagamenti e aggiornamenti trasmessi sulla piattaforma cifrata Sky ECC. E, secondo l’accusa, a tenere i conteggi sarebbe stato un uomo conosciuto nelle conversazioni come «Primo» (identificato dagli investigatori in Tharek Mourad Mourad) e che il Ros definisce un «banchiere dei narcos». Nella stessa informativa, il Ros dei Carabinieri ricostruisce, dunque, un circuito capace di organizzare ritiri e consegne tra Brasile ed Europa. E proprio l’influencer brasiliana Paula, secondo gli investigatori, avrebbe «impartito disposizioni e autorizzato operazioni su risorse riconducibili agli Assisi» mentre una parte di quel denaro sarebbe stata reinvestita nell’acquisto di cocaina.

Chi è Paula e il collegamento con Eredità

Moglie di Patrick Assisi, Paula è stata arrestata in Brasile il 17 settembre nell’operazione Eredità, con l’accusa di avere contribuito alla prosecuzione degli affari dopo la cattura, nel luglio 2019, del marito e del suocero. L’inchiesta brasiliana rappresenta uno sviluppo della collaborazione investigativa con l’Italia e delle attività confluite anche in Samba. Al centro degli accertamenti c’è la presunta continuità della rete: i rapporti con i fornitori, l’organizzazione delle spedizioni e la gestione del denaro. Paula nega le accuse. La sua difesa, intervenuta alla trasmissione brasiliana Fantástico, ha sostenuto che la ricostruzione della prosecuzione degli affari si basi su inferenze investigative, sottolineando che alla donna non sarebbe stata sequestrata droga.

La fotografia con i conteggi milionari

Il capitolo dell’informativa dedicato alla gestione dei proventi del narcotraffico permette, però, di seguire le operazioni attraverso le comunicazioni attribuite a «Primo». Il 27 gennaio 2020, secondo gli atti, l’intermediario avrebbe inviato a Paula, su sua richiesta, una fotografia con i conteggi. Il Ros descrive una posizione iniziale di circa 83mila dollari, alimentata da tredici accrediti: undici superiori al mezzo milione di dollari ciascuno e altri due di circa 250mila. La ricostruzione arriva così alla disponibilità di oltre 6,18 milioni di dollari. È quello che nelle conversazioni viene chiamato account: una posizione finanziaria tenuta dall’intermediario per la famiglia, con annotazioni delle entrate e delle uscite. Gli investigatori interpretano quegli accrediti come operazioni destinate a mettere al riparo patrimonio di provenienza illecita. Le fotografie dei conteggi tornano anche negli scambi successivi. Nel febbraio 2021 Paula avrebbe chiesto se le cifre fossero espresse in euro. La risposta di «Primo», riportata nell’informativa, è netta: «Apenas dólar», soltanto dollari.

I conteggi inviati a Paula

La squadra a Roma e il mezzo milione

Uno degli episodi ricostruiti si colloca tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2020. Per ritirare denaro a Roma, «Primo» avrebbe assicurato a Paula di avere impiegato una «squadra nuova». L’operazione incontra un problema con il token, il codice utilizzato per il riconoscimento nella consegna dei contanti. Il giorno successivo, però, l’intermediario comunica che il denaro è stato ritirato e che gli incaricati stanno contando le banconote. In serata arriva la conferma: 501.552 dollari contabilizzati. Secondo il Ros, non si trattava di un servizio gratuito. Per quel ritiro l’intermediario avrebbe richiesto una commissione del 9,5 per cento. In altri episodi ricostruiti nell’informativa, le percentuali sarebbero state ancora più alte: il 15,5 per cento per una consegna a Roma nell’agosto 2020 e il 15 per cento per un ritiro a Torino nel novembre successivo.

Il messaggio con cui “Primo” comunica l’accredito di 501.552 dollari

Il trattamento riservato a Paula

Per i contanti richiesti in Brasile, invece, «Primo» avrebbe applicato a Paula il solo cambio tra dollari e reais. Una condizione che, nelle sue parole, dipendeva dal rapporto con Patrick Assisi. «Tu sei l’unica a cui non addebito, a causa del mio amico», le avrebbe spiegato il 28 febbraio 2020, secondo la traduzione riportata negli atti. Le richieste della donna, annotano gli investigatori, sarebbero state soddisfatte generalmente in giornata o entro quella successiva. Per il ritiro veniva spesso trasmessa la fotografia di una banconota da due reais, con un codice univoco e l’indicazione dell’importo e della data. Era il riferimento da utilizzare per ottenere il denaro.

Il pagamento per 300 chili di cocaina

Il collegamento tra quella contabilità e il narcotraffico viene sviluppato in un altro capitolo della corposa inchiesta “Samba” della Dda di Torino. Il 5 febbraio 2020, secondo gli investigatori, ancora «Primo» avrebbe eseguito su disposizione di Paula una consegna da 1.470.000 dollari. Il Ros collega il pagamento all’acquisto di ben 300 chili di cocaina nell’ambito di una trattativa inizialmente riferita alla disponibilità di 420 chili. A fornire lo stupefacente sarebbe stato un soggetto conosciuto come «Gold Fish», che, secondo l’informativa, avrebbe trattato direttamente con Paula. Due giorni dopo, è il 7 febbraio, l’intermediario comunica un ulteriore accredito da 245mila dollari, aggiornando il saldo a 2.298.009 dollari. Movimenti distinti, che gli investigatori inseriscono nella ricostruzione delle risorse disponibili e degli investimenti della rete.

Le chat e la ricostruzione del Ros

L’analisi poggia su due conversazioni Sky ECC riferite al periodo compreso tra gennaio 2020 e febbraio 2021. Una delle chat è monodirezionale: contiene i messaggi dell’intermediario, ma non le risposte di Paula. Il Ros ritiene comunque di «poterne ricostruire il significato attraverso il contenuto delle comunicazioni e gli altri elementi raccolti». Secondo l’informativa, le somme gestite sarebbero state destinate a più impieghi: nuovi acquisti di droga, sostentamento della famiglia, esigenze della donna e disponibilità immobiliari. È la ricostruzione accusatoria di un patrimonio che, dopo gli arresti degli Assisi, avrebbe continuato a essere amministrato e movimentato e, nei messaggi, quel patrimonio prende la forma di cifre, commissioni e fotografie dei conteggi inviati a Paula. (g.curcio@corrierecal.it)

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