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«La nuova norma sul Fondo anticipazioni di liquidità può diventare una vera occasione per molti Comuni»

Nicita illustra le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2027 in materia di FAL e i possibili effetti sui bilanci dei Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti.

Pubblicato il: 07/11/2026 – 18:57
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LAMEZIA TERME «La nuova norma sul Fondo anticipazioni di liquidità (FAL) può diventare una vera occasione per molti Comuni». Lo afferma in un suo contributo per il Corriere della Calabria Rocco Nicita, revisore dei conti. «Molti Comuni – spiega Nicita – hanno avviato il percorso di riequilibrio finanziario pluriennale proprio perché il FAL ha creato problemi contabili. In particolare, dal primo gennaio 2027 è cancellato il FAL ( Fondo anticipazione di liquidità) ai Comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti che presentano i requisiti richiesti dall’art. 1, comma 645, della legge 30 dicembre 2025, n. 199. Questa disciplina può cambiare in modo importante gli equilibri di bilancio e può aiutare a superare le difficoltà finanziarie che hanno spinto al ricorso al riequilibrio. Nel frattempo, resta una domanda concreta: cosa devono fare gli enti che hanno già approvato il ricorso al piano di riequilibrio finanziario pluriennale? Possono modificare le decisioni già prese dal Consiglio? E soprattutto, come gestire il disavanzo nel periodo che precede l’entrata in vigore dell nuova norma, senza anticiparne gli effetti? Una possibile strategia si può articolare in tre passaggi, da valutare con attenzione dal punto di vista giuridico e contabile. 1. Possibile revoca della deliberazione di ricorso al riequilibrio finanziario pluriennale Una prima ipotesi è che il Consiglio comunale riconsideri la deliberazione con cui è stato avviato il ricorso al piano di riequilibrio finanziario pluriennale e valuti se revocarla. Questa scelta può trovare motivazione nel nuovo quadro normativo e nella prospettiva di una legge che cambia le condizioni finanziarie dell’ente, soprattutto quando le criticità che hanno spinto al riequilibrio derivano in gran parte dagli effetti contabili del FAL. Se si decide di revocare, occorre prima fare un’istruttoria tecnica e giuridica completa. Serve una motivazione chiara e i pareri degli organi competenti. 2. Gestione transitoria del disavanzo: un piano di ripiano per il triennio 2026‑2028
Anche se l’ente decidesse di rivedere la decisione di ricorrere al piano di riequilibrio, il problema del disavanzo di amministrazione resta. Cambiare o revocare la precedente determinazione consiliare non elimina il disavanzo né gli obblighi di ripiano previsti dalla normativa vigente. Per questo – sostiene Nicita – una possibile soluzione è approvare una deliberazione consiliare che contenga un piano di ripiano del maggiore disavanzo, basato sul confronto tra i risultati di amministrazione dei rendiconti 2024 e 2025. Il percorso può essere articolato sul triennio 2026‑2028, prevedendo una prima quota di recupero nell’esercizio 2026 e la distribuzione della parte residua negli esercizi 2027 e 2028. La durata e le modalità del ripiano dovranno rispettare le disposizioni vigenti, tenendo conto della natura del disavanzo, della sua composizione e delle norme che ne disciplinano il recupero. L’obiettivo è garantire, anche nella fase transitoria, un percorso di risanamento formalmente deliberato e contabilmente sostenibile, senza anticipare gli effetti di una disciplina normativa non ancora applicabile. In pratica, il Comune continuerà ad affrontare il proprio disavanzo secondo le regole attualmente vigenti, mantenendo al tempo stesso la possibilità di adeguare successivamente le proprie decisioni agli effetti della nuova normativa. 3. Adeguamento alla nuova disciplina e revisione degli equilibri finanziari
Il terzo passaggio riguarda il momento in cui la nuova disciplina sarà pienamente applicabile all’ente. Se le criticità che hanno spinto al riequilibrio spariscono, allora conviene aggiornare le decisioni amministrative e contabili già prese. Strategia per aiutare gli enti locali nella fase transitoria Il problema non è solo l’effetto della nuova disciplina sul Fondo anticipazioni di liquidità, ma anche la necessità di trovare un percorso amministrativo e contabile che permetta agli enti locali di gestire bene il periodo prima dell’applicazione. La strategia proposta parte da un principio semplice: non anticipare gli effetti di una norma futura, ma allo stesso tempo non rinunciare a programmare in anticipo gli interventi necessari per adeguarsi al nuovo quadro». Secondo Nicita «per i Comuni interessati, può essere utile seguire un percorso a più tappe: rivedere la decisione di ricorrere al riequilibrio finanziario pluriennale, verificando se ci sono i presupposti per revocarla; trovare un percorso temporaneo per ridurre il disavanzo, rispettando le regole attuali; rivedere poi le decisioni del consiglio e gli strumenti contabili, tenendo conto dei risultati concreti della nuova disciplina sul FAL. Rimane chiaro che ogni scelta deve essere accompagnata da una verifica tecnica completa, da una motivazione precisa, dal coinvolgimento dell’organo di revisione e da un controllo della compatibilità con la normativa sul riequilibrio finanziario pluriennale. La nuova normativa può dare agli enti locali una vera possibilità di recuperare margini di equilibrio finanziario, soprattutto quando il peso del FAL è stato uno dei principali ostacoli. La vera sfida sarà però usare questa opportunità senza compromettere la regolarità degli atti amministrativi e contabili. Decisioni prudenti, contabilità corretta e capacità di programmare il cambiamento: questa è la via che gli enti locali devono seguire per trasformare la nuova disciplina in una reale occasione di risanamento finanziario». (redazione@corrierecal.it)

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