Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 10:47
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

SERIE A

Gattuso e Fiore, due calabresi legati dal calcio. «Rino è un uomo vero»

L’ex centrocampista della Nazionale, intervistato da Fanpage.it, parla di Rino e della rinascita della Lazio

Pubblicato il: 08/11/2026 – 10:44
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

Due calabresi, una storia di calcio e un legame costruito negli anni, prima da avversari e poi da compagni di Nazionale. Stefano Fiore racconta Gennaro Gattuso, oggi allenatore della Lazio, restituendo un ritratto che va oltre l’immagine del tecnico grintoso e spesso sopra le righe. Nell’intervista rilasciata a Fanpage.it, l’ex centrocampista si sofferma sulla rinascita dei biancocelesti e soprattutto sulla personalità di Rino: «La cosa più bella di Rino è che è un uomo vero, come Mihajlovic». Secondo Fiore, la svolta della Lazio sarebbe arrivata dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia, una sconfitta vissuta «come uno schiaffo» capace di scuotere la squadra. In un contesto iniziale segnato dallo scetticismo e dalla contestazione dei tifosi, il gruppo ha saputo ritrovare compattezza e fiducia. Merito anche di Gattuso: «Rino avrà toccato i tasti giusti, la fine del mercato gli ha regalato giocatori funzionali al suo gioco. Tutte componenti che hanno alimentato qualcosa di sorprendente». Fiore riconosce all’allenatore una precisa identità di gioco e un calcio offensivo e propositivo, pur evidenziando la necessità di trovare maggiore equilibrio nella fase difensiva. Una crescita che, a suo giudizio, potrebbe rendere ancora più competitiva la squadra, tanto da evocare, con le dovute cautele, l’impresa del Leicester di mister Claudio Ranieri.

Il legame tra due calabresi e i ricordi in Nazionale

Ma è soprattutto il ritratto umano di Gattuso a emergere dalle parole di Fiore. I due provengono dalla stessa terra, si sono incrociati sui campi da ragazzi e hanno condiviso un’esperienza con la maglia azzurra. Un rapporto fatto anche di complicità e momenti di leggerezza, come «quando non volevamo farci capire perché facevamo scherzi, parlavamo in dialetto calabrese che per tutti era incomprensibile», racconta. Per Fiore, ridurre Gattuso alla sua irruenza sarebbe un errore. Dietro le urla e la grinta c’è un professionista che ha saputo trasformare l’esperienza da calciatore in competenze da allenatore, ma soprattutto una persona genuina, diretta e dal grande cuore. «La cosa più bella di Rino è che è un uomo vero. Più di una volta da allenatore ha pagato situazioni più grandi di lui. Panchine scomode, situazioni pesanti. Non è riuscito a esprimersi totalmente per scelte non felicissime che non dipendevano da lui». E ancora: «A volte un po’ eccessivo. Ma è un ragazzo di grande cuore». Un ritratto che Fiore accosta a quello di Sinisa Mihajlovic, scomparso nel dicembre 2022, ricordato come un uomo dalla forte personalità, talvolta spigoloso, ma autentico. Proprio Mihajlovic gli fu particolarmente vicino in un periodo difficile della sua carriera, quando la squadra era duramente contestata e lui faticava a gestire la pressione. «Mi ha insegnato come reagire, perché in una carriera lunga non puoi avere 15 anni sempre al top», aggiunge.

I maestri, Parma e il rimpianto di Euro 2000

L’intervista diventa anche un viaggio nella carriera di Fiore e in una stagione importante del calcio italiano. Da Nevio Scala, che considera un secondo padre e che gli permise di esordire in Serie A a soli 19 anni, fino ad Alberto Malesani, definito un innovatore e un grande insegnante sul campo. Spazio anche al ricordo di Roberto Mancini, suo allenatore alla Lazio, e di Faustino Asprilla, talento straordinario capace di animare lo spogliatoio con la sua imprevedibilità. Tra i ricordi più intensi c’è quello della finale di Euro 2000 contro la Francia, persa dagli azzurri dopo il pareggio di Wiltord nei minuti di recupero e il golden gol di Trezeguet. Fiore era in campo e ricorda quei momenti come un dramma sportivo: «Eravamo a 20 secondi dal trionfo». Un’occasione che, ancora oggi, lascia un inevitabile rimpianto.

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x