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La disputa

Canile di Mortara, scatta la diffida: 18 cani da trasferire entro 30 giorni

Dacci Una Zampa ha già trovato una sistemazione per dodici animali, ma per gli altri cerca ancora famiglie e stalli

Pubblicato il: 08/11/2026 – 16:01
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA Prima di appelli, poi le iniziative per raccogliere fondi, le richieste di aiuto e la ricerca, spesso complicata, di famiglie disposte ad accogliere animali che da anni vivono al canile. Dacci una Zampa ha provato in tutti i modi a trovare una sistemazione per i cani di propria competenza ospitati nella struttura comunale di Mortara. Dodici hanno già lasciato il canile, tra adozioni, stalli e pensioni private. Ma ne restano ancora diciotto, molti dei quali anziani e quindi più difficili da affidare. Adesso, però, il tempo stringe: il Comune ha intimato all’associazione e ai proprietari dei cani provati di provvedere al trasferimento degli animali entro trenta giorni.

La diffida

La diffida, notificata dal Settore Ambiente il 5 novembre, chiede anche di presentare entro sette giorni un piano di trasferimento e di indicare i soggetti che dovranno occuparsi degli animali. L’obiettivo dell’amministrazione è ottenere la piena disponibilità del canile, restituito al Comune il 14 gennaio 2026 dopo la revoca del squestro giudiziario, per avviare gli interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento. Per questi lavori ci sono stanziati 120 mila euro con la delibera numero 182 del 12 agosto scorso. Nella ricostruzione contenuta nell’atto comunale si richiama anche l’incontro del 5 maggio scorso, durante il quale Candida Naccarato presidente di Dacci una Zampa avrebbe manifestato la disponibilità a trasferire circa trenta cani in un’altra area, “tale disponibilità, – si legge nella diffida – manifestata nel corso del predetto incontro, non risulta ad oggi tradotta in un concreto e risolutivo adempimento, nonostante il considerevole lasso di tempo trascorso e le interlocuzioni intercorse con gli uffici comunali” e contesta anche che “a fronte dell’impegno dichiarato, il numero degli animali di proprietà privata ancora presenti presso il Canile comunale ha registrato solo una riduzione parziale, permanendo, di fatto, la situazione di occupazione di spazi pubblici da parte di privati; l’Amministrazione intende definitivamente superare questa situazione anomala, nell’ottica della cessazione dell’attuale gestione transitoria e del raggiungimento di una piena e operativa gestione ordinaria dello stesso; la permanenza degli animali privati all’interno della struttura continua a determinare un’indebita occupazione di spazi pubblici, sottraendo box e ambienti alla destinazione istituzionale cui sono preordinati e comprimendo la capacità ricettiva della struttura comunale; non risulta agli atti di questo Ente alcun titolo giuridico che legittimi l’attuale permanenza degli animali di proprietà privata presso il Canile comunale, né che attribuisca ai rispettivi proprietari un diritto di utilizzo, anche temporaneo, dei relativi locali”.


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Reggio Calabria, fuori dal cancello dopo dieci anni. Il caso del canile di Mortara


Ma la presidente di Dacci una Zampa contesta la ricostruzione e soprattutto la definizione dell’associazione come presenza senza titolo nella struttura. “Abbiamo tutta l’intenzione di spostare gli ultimi cani rimasti, in modo da ottemperare alla richiesta del Settore Ambiente, ma ciò che non vogliamo è mettere a rischio i cani e i volontari dell’associazione che si sono presi la responsabilità degli stessi”, spiega Naccarato. “Il problema, – sottolinea – non è la volontà di trovare una soluzione, ma la difficoltà di individuare in tempi così stretti una sistemazione adeguata, soprattutto per gli animali più anziani e per quelli che da anni sono seguiti dai volontari”.

Dieci anni di presenza quotidiana

La presidente ricostruisce una presenza che, a suo dire, è andata avanti per circa dieci anni, con un impegno quotidiano e senza finanziamenti pubblici. “Siamo stati lì sette giorni su sette, quando faceva caldo e quando c’era freddo”, ricorda, rivendicando il lavoro svolto dall’associazione e le 306 adozioni portate a termine nel corso degli anni. Un’attività sostenuta da una rete di diciotto volontari, impegnati nella cura degli animali e nella ricerca di famiglie disponibili ad accoglierli.Naccarato contesta anche il riferimento all’assenza di un titolo che legittimasse la presenza dell’associazione. Richiama, in particolare, un verbale della Polizia municipale del 2014 nel quale, secondo la sua ricostruzione, sarebbe stato indicato l‘affidamento dei cani ad Aratea. Un passaggio che, sostiene, non può essere ignorato nella ricostruzione dei rapporti tra l’associazione e la struttura. Nel 2017, poi, il canile era stato sottoposto a sequestro giudiziario e i volontari avevano continuato a occuparsi degli animali. Dopo la restituzione della struttura al Comune, il 14 gennaio 2026, l’associazione sarebbe rimasta presente fino alla primavera, senza ricevere, secondo quanto riferisce Naccarato, indicazioni che imponessero l’interruzione delle attività. Il 5 maggio si era svolto un incontro per discutere di una gestione transitoria. «Fino al 31 agosto eravamo ancora noi a occuparci della pulizia e dei cani», sostiene la presidente. Poi, ad agosto, sarebbe arrivata una Pec con la richiesta di trasmettere l’elenco dei volontari. Il primo settembre, invece, l‘associazione avrebbe ricevuto una comunicazione relativa all’affidamento delle pulizie a una ditta esterna e alla presenza di un operatore. Da quel momento, secondo Naccarato, il ruolo dei volontari sarebbe stato progressivamente ridimensionato.

Le nuove regole per i volontari: accessi, orari e limiti alle attività

Nel frattempo il Comune ha disciplinato anche le modalità di accesso e permanenza all’interno del canile. Le norme di comportamento, protocollate il 29 ottobre, stabiliscono che la struttura è aperta dalle 7 alle 19, ma riservano le attività interne senza volontari e visitatori alla fascia 9-15. Per i volontari e i visitatori autorizzati l’accesso è previsto ogni giorno dalle 14.30 alle 18. Per i proprietari dei cani privati ancora presenti, o per persone da loro incaricate, è invece prevista una possibilità eccezionale di ingresso dalle 7 alle 9, con un massimo di due persone contemporaneamente. Le disposizioni definiscono anche le attività consentite ai volontari: socializzazione, sgambamento, passeggiate, interazioni controllate con gli animali e promozione delle adozioni. Sono previsti la registrazione degli ingressi e un report giornaliero sulle attività svolte e sugli eventuali problemi riscontrati. Restano invece affidati alle figure competenti gli interventi sanitari, la somministrazione di farmaci e la gestione delle diete. Per foto e video all’interno della struttura è necessaria una preventiva autorizzazione scritta. È proprio su queste nuove disposizioni che Naccarato annuncia di voler intervenire. «È un regolamento che dobbiamo contestare: a nostro giudizio non rispecchia il benessere animale», afferma, sostenendo che le limitazioni rischiano di compromettere la possibilità di seguire gli animali con la continuità garantita finora dall’associazione. Resta, intanto, la questione della sistemazione dei diciotto cani. L’associazione continua a cercare famiglie, stalli temporanei e pensioni a costi sostenibili, oltre a raccogliere fondi per affrontare le spese necessarie. Naccarato ricorda anche il tentativo di individuare un’altra area dove trasferire gli animali: un progetto per il quale sarebbero stati investiti circa 70 mila euro, ma che non avrebbe avuto seguito perché il terreno, sottoposto a sequestro, non sarebbe stato ancora bonificato dalla Città metropolitana. Una vicenda sulla quale la presidente dice di aver chiesto più volte un confronto con l’amministrazione. «Non vogliamo mettere in difficoltà nessuno, ma non si può cancellare quello che è stato fatto in tutti questi anni», è il senso dell’appello di Naccarato. La priorità, adesso, è trovare una soluzione che consenta di rispettare la richiesta del Comune senza lasciare gli animali senza una sistemazione adeguata. (p.suraci@corrierecal.it)

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