Canile di Mortara, la svolta: accordo tra il Comune e le associazioni
A Palazzo San Giorgio l’assessore Burrone riunisce il terzo settore. Un protocollo d’intenti in corso di formalizzazione: gestione unitaria in attesa del bando. E l’idea di una festa il 2 ottobre per…

REGGIO CALABRIA Ventiquattr’ore dopo la mattina tesa al cancello del canile di Mortara, i volontari di Dacci Una Zampa ETS erano seduti attorno a un tavolo a Palazzo San Giorgio. Con loro, tutte le associazioni cittadine che si occupano di animali.
A guidare il tavolo tecnico l’assessore all’Ambiente Filippo Burrone. Sono arrivate tutte le realtà del terzo settore che operano sul fronte del benessere animale in città. Anche quelle che per un disguido iniziale non erano state incluse sono entrate, si sono sedute, hanno parlato. Per la prima volta attorno allo stesso tavolo. Il risultato è concreto: un protocollo d’intenti in corso di formalizzazione, che dovrà essere sottoscritto da tutte le associazioni presenti e dal Comune. In attesa del bando per la gestione definitiva della struttura, i cani del canile comunale di Mortara saranno gestiti unitariamente da tutte le realtà coinvolte. Una regia condivisa, nessun primato, un obiettivo solo.
«Per la prima volta si sono parlate»
Burrone non nasconde la soddisfazione: «Sono contento di come si è conclusa questa vicenda. Per la prima volta tutte le associazioni si sono confrontate, si sono parlate, e hanno assunto delle responsabilità. Probabilmente si è perso un po’ di tempo, e questo mi dispiace. Ma adesso c’è un unico obiettivo: pensare agli animali».
Il 2 ottobre al canile
A margine del tavolo, l’assessore ha lanciato un’idea per l’autunno: un evento aperto alla città il 2 ottobre, giornata nazionale della Festa dei nonni. Un pomeriggio tra i box di Mortara per conoscere i cani, stare insieme nel segno dell’accoglienza e della solidarietà — e magari portarne uno a casa. Trasformare una giornata di festa in un’occasione concreta di adozione: un segnale su come si vorrebbe far rivivere una struttura che per troppo tempo è rimasta ai margini dell’attenzione pubblica.
Dacci Una Zampa: al canile, come sempre
Per i volontari di Dacci Una Zampa ETS l’accordo di oggi è il riconoscimento — tardivo, ma reale — di dieci anni di lavoro quotidiano. Dieci anni a pulire quei box, somministrare farmaci, conoscere uno per uno i cani della struttura: patologie, abitudini, nomi. Trecentosei adozioni portate a termine, tutte a spese dell’associazione, tutte senza un euro pubblico.
Ora c’è un protocollo. C’è una firma da apporre, insieme agli altri, insieme al Comune. È quello che chiedevano da marzo: non fondi, non incarichi, solo un titolo legale per fare quello che hanno sempre fatto. Dentro quei box, i cani aspettano. Come ogni mattina. La differenza è che adesso, sulla carta, è scritto chi se ne prende cura, in attesa del bando per la gestione. (redazione@corrierecal.it)
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