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Cesa: «L`Udc porta stabilità nelle giunte dove è presente»

COSENZA Per il segretario nazionale dell’Udc è più facile volare alto, parlando della probabile crisi di governo e del dramma di quella economica, piuttosto che inoltrarsi nella utile, ma imbarazzant…

Pubblicato il: 10/10/2011 – 22:23
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Cesa: «L`Udc porta stabilità nelle giunte dove è presente»

COSENZA Per il segretario nazionale dell’Udc è più facile volare alto, parlando della probabile crisi di governo e del dramma di quella economica, piuttosto che inoltrarsi nella utile, ma imbarazzante situazione calabrese, dove il partito è alleato con chi qui rappresenta il governo che impoverisce il sud e che vede lo stesso Cesa con Casini su posizioni di opposizione. Poche parole, certamente gratificanti per la classe dirigente calabrese, per dire che «quando l’Udc prende un impegno lo porta a compimento», e per affermare che «il partito nelle giunte è forza di stabilità». Poi subito il ragionamento del segretario nazionale, accolto dai colonnelli cosentini e da un cinema pieno di gente, è volato verso gli scenari possibili di un dopo Berlusconi che sembra sempre annunciarsi, senza però venire davvero. Prima di lui c’erano state le parole stentoree di Gino Pagliuso e quelle ossequiose del sindaco Occhiuto, che ha ringraziato Cesa e molta altra gente per la sua candidatura e successiva vittoria. Ma il tema difficile da affrontare è toccato al presidente del Consiglio regionale, Franco Talarico, che ha avuto l’occasione per spiegare, ancora, le ragioni della scelta compiuta, quella di andare al fianco di Scopelliti.
Coglie soprattutto l’occasione per dire che la libertà di scelta, quella autonomia che li ha portati alla Regione, è venuta proprio da Cesa, «che ha lasciato questa classe dirigente libera di assumere decisioni autonome». Dunque, oggi, nessuna critica per quella scelta, che tra le altre cose ha pagato. Più esplicito il coordinatore calabrese del partito, Gino Trematerra, quando ha affermato che «abbiamo visto nella figura di Scopelliti l’uomo che poteva guidare la Calabria e con lui abbiamo stretto un accordo di programma». Questo non toglie la totale adesione «alla linea nazionale di Cesa e Casini», ma, secondo il sindaco di Acri, abbiamo altri problemi, «qui dobbiamo governare», spiega con enfasi, annunciando pure i congressi provinciali nel mese di novembre e quello regionale a dicembre.
Più politico l’intervento di Roberto Occhiuto, che ha sottolineato come uno dei segni inequivocabili del cambiamento già in corso, sia il fatto che durante la manifestazione cosentina, nessuno dal palco abbia mai nominato Berlusconi, quasi fosse parte di un passato. Il futuro, secondo il parlamentare è certamente in questa ancora nebulosa idea di polo dei moderati, di cui evidentemente l’Udc è già parte fondante. Non può eludere il nodo calabrese del partito, e pure Occhiuto si impegna a spiegare l’accordo con Scopelliti: «Abbiamo scelto la persona, un giovane amministratore che aveva ben governato la sua città». Infine le parole di Cesa, rivolte al quadro nazionale in movimento, già rivendicando l’equidistanza tra un centro destra che Alfano non riesce a guidare e «una sinistra giustizialista e massimalista». Il sogno sempre inseguito e forse ora a portata di mano è un nuovo partito di centro, cattolico e moderato. Su questo l’Udc è pronta da un pezzo.

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