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All`attore cosentino Peppino Mazzotta il Premio della critica 2011

Per molti è “solo” l`ispettore Giuseppe Fazio, braccio destro di Zingaretti-Montalbano nella celebre serie tv ispirata al cult di Camilleri. Ma Peppino Mazzotta è un affermato attore teatrale, e l`…

Pubblicato il: 19/10/2011 – 16:17
All`attore cosentino Peppino Mazzotta il Premio della critica 2011

Per molti è “solo” l`ispettore Giuseppe Fazio, braccio destro di Zingaretti-Montalbano nella celebre serie tv ispirata al cult di Camilleri. Ma Peppino Mazzotta è un affermato attore teatrale, e l`ultimo riconoscimento ottenuto (il Premio della critica 2011) è lì a dimostrarlo: lunedì 17 ottobre al Teatro della Pergola di Firenze, infatti, l`attore cosentino è stato acclamato nel corso della cerimonia di consegna dei Premi della Critica 2011, promossi dall’Associazione nazionale dei critici di teatro «per portare all’attenzione gli eventi più significativi che nel corso della stagione 2010-2011 hanno caratterizzato la vita teatrale».
Mazzotta, studente di architettura iscrittosi quasi per caso alla scuola di recitazione di Palmi, dopo aver dato vita alla compagnia Rosso Tiziano con 5 colleghi dell`Accademia palmese, nel 2003 fonda, insieme al drammaturgo e sceneggiatore Francesco Suriano, la compagnia teatrale Teatri del Sud.
Sulle scene teatrali per metà dei suoi quarant`anni compiuti a maggio, volto noto del piccolo e grande schermo, lunedì ha ricevuto il premio per la seguente motivazione: «Nello spettacolo “Radio Argo” ha saputo costruire, sull’originale scrittura aspra e profonda di Igor Esposito, un compatto lavoro d`attore e regia, in cui i molti segmenti di un racconto antico e mitico proiettano i loro significati verso una contemporaneità disperata. Mazzotta nel suo percorso d`attore non si è mai sottratto ad impegnative prove ed originali invenzioni di personaggi teatrali, in spettacoli come “Requiescat”, “L`Arrobbafumu”, “Tomba di cani”, “Illuminato a morte”, “Tartufo”, “Il decimo anno”, nel cinema e nella televisione. Dando sempre eccellenti prove, costruendo personaggi d`intensa tensione e prediligendo sempre le difficoltà della scrittura di drammaturgie contemporanee. Così in “Radio Argo” la complessità della rappresentazione, costruita su più piani logici ed emozionali, viene sostenuta interamente dall`attore che moltiplica la sua presenza fornendoci una prova di eccellente ed originale qualità».
I Premi della critica – queste le intenzioni dei promotori – non hanno nessun obbligo di riferimento a “generi” o “categorie” professionali specifiche, ma l’indicazione di quei momenti, di quelle persone che con la loro arte, passione e lavoro hanno sviluppato la ricerca di nuove forme d’espressione e contenuti teatrali, sia sul piano strettamente artistico, che in quello degli studi scientifici e dell’organizzazione.

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