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Scuola, il Censis vede luci e ombre

Scuola in Calabria, più ombre che luci. È per certi versi impietoso il bilancio che del sistema regionale della formazione ha fatto il Censis, nell`ambito di “Di.Sco.Bull”, un progetto promosso dal…

Pubblicato il: 19/04/2012 – 12:41
Scuola, il Censis vede luci e ombre

Scuola in Calabria, più ombre che luci. È per certi versi impietoso il bilancio che del sistema regionale della formazione ha fatto il Censis, nell`ambito di “Di.Sco.Bull”, un progetto promosso dal ministero dell`Interno con i fondi europei del Pon-Sicurezza. «I risultati del sistema scolastico calabrese – informa lo stesso Censis in una nota – in termini di conoscenze e competenze possedute dagli studenti, non sono confortanti. Gli studenti che hanno competenze solo minime in italiano sono il 33% del totale, contro una media nazionale del 21%. Per la matematica, la quota è del 39,6% in Calabria e del 25% in Italia». Giovani poco “esperti” nelle due materie tradizionalmente considerate principali architrave di ogni conoscenza, anche se l`istituto diretto da Giuseppe Roma non ha voluto infierire.  «Nonostante questi dati poco lusinghieri prosegue infatti la nota – i tassi d’insuccesso agli scrutini finali e il numero delle bocciature sono bassi. In Calabria agli esami finali del primo ciclo risulta promosso il 96,1% degli studenti, contro il 95% della media italiana. Nel secondo ciclo i promossi sono superiori alla media nazionale in tutti gli anni scolastici e in tutti i tipi di scuola: il 63,4% degli studenti viene promosso senza debito (contro il 59,8% della media nazionale) e i diplomati eccellenti (con 100) sono il 10,1% del totale (contro una media italiana del 6,6%)». ritorna quindi il solito dilemma: studenti poco diligenti e insegnanti molto di manica larga? Il Censis ovviamente non forza la mano. «In questo quadro ricco di chiaroscuri, e in una realtà fortemente condizionata dall’assenza di prospettive occupazionali – si legge ancora nella nota – i giovani calabresi sembrano comunque preferire i banchi di scuola alla strada. I giovani tra 18 e 24 anni usciti precocemente dai percorsi formativi sono il 16,2%, meno della media del Sud (che è del 22,3%) e della media nazionale (che è del 18,8%).
Anche la dispersione scolastica nel senso classico del termine, ovvero la percentuale di studenti che abbandonano gli studi, è inferiore alla media. In Calabria il 19% degli studenti delle superiori abbandona la scuola nel corso del quinquennio, in Italia la percentuale è del 26%. Si registrano però molte situazioni di disagio, che vanno dal gran numero di pluriripetenti agli studenti che frequentano saltuariamente, ai giovani che stanno a scuola senza mostrare alcun interesse».
Nell’ambito del progetto “Di.Sco.Bull” sono stati allestiti negli istituti di istruzione secondaria superiore “Panella” di Reggio Calabria e “Pertini” di Crotone due centri che erogano servizi di ascolto e sostegno, recupero e aiuto allo studio, rivolti a studenti, famiglie, docenti, attraverso l’impiego di una equipe territoriale con competenze socio-psico-pedagogiche. Dei primi risultati conseguiti durante questi mesi di attività e delle prospettive future si è parlato oggi nell’ambito del seminario “Dispersione scolastica e bullismo: un progetto per i giovani del Sud”, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il prefetto di Reggio Calabria Vittorio Piscitelli, l’assessore alla Cultura della Regione, Mario Caligiuri, l’assessore all’Istruzione della Provincia, Giovanni Calabrese, il direttore del Censis Giuseppe Roma e la Viceprefetto Claudia Orlando.

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