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Alla festa dell`Arma "il sogno" del generale Lusi

Il nome di Martin Luther King, il leader della rivolta non violenta contro il razzismo negli Stati Uniti, ha fatto la sua comparsa alla festa per il 198/mo anniversario della fondazione dell`Arma d…

Pubblicato il: 05/06/2012 – 12:24
Alla festa dell`Arma "il sogno" del generale Lusi

Il nome di Martin Luther King, il leader della rivolta non violenta contro il razzismo negli Stati Uniti, ha fatto la sua comparsa alla festa per il 198/mo anniversario della fondazione dell`Arma dei Carabinieri. A farlo, il comandante della Legione, generale Adelmo Lusi, che ha ricordato il celebre discorso del 1963 “Ho un sogno“. «Anche io, in piccolo e senza voler fare un confronto che sarebbe irriguardoso – ha detto Lusi – ho un sogno. Ho sognato che le associazioni di categoria istituiscano un fondo di solidarietà in favore di coloro che sono stati vittime di usura ed estorsione e per questo hanno subito danni; ho sognato che gli imprenditori calabresi adottino le stesse decisioni dei loro colleghi siciliani che prevedono anche l`espulsione di chi non denuncia il racket e riceve aiuti dalla criminalità. Ho sognato che diventi realtà la cosiddetta white list e che all`imprese virtuose venga assegnato un raking di legalità. Se si è avverato il sogno di King, che nel 1963 sembrava irrealizzabile, perchè non può avverarsi il mio che è molto meno pretenzioso». La cerimonia si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo delle vittime del sisma in Emilia Romagna. Quindi Lusi, parlando davanti ad autorità civili, militari e religiose, ha rivolto un saluto ai sindaci di Rosarno e Monasterace, Elisabetta Tripodi e Maria Carmela Lanzetta, presenti alla cerimonia, «per il coraggio con cui assolvono al loro impegno in un contesto difficile. A loro va il sostegno dell`Arma dei carabinieri». Lusi ha poi citato alcuni dati sull`attività svolta dai carabinieri nel corso dell`anno in Calabria: 3.046 arresti, oltre 15 mila denunce, otto latitanti arrestati, 335 chili di droga sequestrati, 50 mila piante di canapa indiana distrutte, 187 milioni di beni sequestrati.
«Facciamo solo il nostro dovere». Così i sindaci di Rosarno e Monasterace, Elisabetta Tripodi e Maria Carmela Lanzetta, vittime di atti intimidatori e oggi sotto scorta, hanno commentato, non senza nascondere emozione, l`intervento del comandante. «Essere citata – ha detto la Tripodi – é stata un`emozione ma ritengo solo di fare il mio dovere, da sindaco e da cittadino. le cose, adesso, stanno cambiando. C`è una risposta della società e si è avviato un processo di cambiamento, lento, ma di cui si vedono i primi segnali. Alle celebrazioni del 2 giugno, che si sono svolte a Rosarno, c`erano oltre duemila persone. E` un segnale positivo. Ringrazio tutte le istituzioni che mi sono state vicine». «E` stata una grande emozione – ha detto Maria Carmela Lanzetta – ma magari si tratta di una conoscenza immeritata. A Monasterace adesso va meglio, grazie anche alla vigilanza dei carabinieri che saluto e ringrazio. Abbiamo ripreso dall`inizio e cerchiamo di riavviare il Comune».

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