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Risalire la Calabria su un (eco)mulo

Se Trenitalia taglia le tratte, la Salerno-Reggio è un cantiere perpetuo e lo spread fa schizzare il prezzo della benzina, vuoi vedere che il futuro è tutto nelle mani, anzi nei piedi, dei “cammina…

Pubblicato il: 13/06/2012 – 20:17
Risalire la Calabria su un (eco)mulo

Se Trenitalia taglia le tratte, la Salerno-Reggio è un cantiere perpetuo e lo spread fa schizzare il prezzo della benzina, vuoi vedere che il futuro è tutto nelle mani, anzi nei piedi, dei “camminatori”? Se non fosse per la passione di chi la segue, si direbbe che muoversi «come facevano gli antichi» è una tendenza passeggera, o  magari dettata dalla crisi. Una filosofia che anche in Calabria fa proseliti: nei giorni in cui è da poco passata la carovana di Stella d`Italia – composta da scrittori diretti nel cuore del Paese ferito dai terremoti – e in cui sta per uscire il libro del camminatore-blogger Giuliano Santoro (“Su due piedi”, Rubbettino), la punta dello Stivale viene attraversata da Paola e Giovanni, coppia di muli siciliani più combattiva dei corregionali camionisti con forcone: a condurli, Federico Bruno Price e Mirko Adamo, due ragazzi palermitani che in sella ai loro muli sono partiti il 1° Maggio da Portella della Ginestra, destinazione Roma. Attraverseranno 7 regioni (Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania, Molise, Abruzzo, Lazio), altrettanti parchi regionali e 4 parchi nazionali tra i più belli d’Italia, percorrendo il più possibile vie alternative a quelle principali, trafficate e comunque non adatte a bestie da soma. La scelta di privilegiare un itinerario “alternativo” mira a riportare l’attenzione sul recupero della memoria e del territorio, oltre che su un patrimonio praticamente sconosciuto e quasi totalmente abbandonato, e simboleggia la volontà dei giovani di riappropriarsi del loro futuro in continuità col passato, nel rispetto dell’ambiente e della legalità. Nel loro itinerario, Federico e Mirko prediligono i piccoli villaggi rurali ma anche località diventate tragicamente simbolo di speculazione edilizia e di scelte irresponsabili (dopo Scaletta Zanclea e Giampilieri in Sicilia, è stata la volta di Rosarno, luoghi dove forse si?sarebbero potuti evitare scempi, urbanistici e sociali, con una diversa politica eco-sostenibile), per poi arrivare in Abruzzo, nei Paesi colpiti dal terremoto del 2009, e dall’Aquila, dopo un viaggio lungo più o meno 1000 chilometri e quasi due mesi, finalmente, a Roma, dove sarà consegnato il messaggio al Capo dello Stato.?
Il messaggio sarà la somma delle testimonianze raccolte durante il lungo viaggio; un “diario di bordo” scritto indirettamente dagli abitanti dei piccoli centri rurali che cercano di sopravvivere alla speculazione edilizia o dei piccoli produttori che resistono con le loro attività indipendenti per non essere inglobati dalle grosse distribuzioni, rappresentanze dei movimenti civici e delle associazioni di contadini, dei movimenti operai, degli operatori del turismo eco-sostenibile e di semplici cittadini dei paesi attraversati.
A Lamezia, ricevuti dall`Arci, i cavalieri a dorso di mulo hanno incontrato un gruppo di studenti della scuola media Pietro Ardito che hanno appena terminato un percorso didattico sulla legalità e cittadinanza attiva. A San Lucido, medio Tirreno cosentino, Federico e Mirko, vicini all’associazione casa memoria “Felicia e Peppino Impastato”, hanno sostato nel parchetto della casa di riposo dell’ex Onpi. E quando il discorso è caduto proprio sulla struttura, cadente dopo una lunga e gloriosa attività, la riflessione ha deviato su quell’opera simbolo delle politiche del welfare in via di smantellamento: l`Onpi un tempo permetteva, a ruota, l’accesso trimestrale o semestrale dei pensionati di tutta Italia, mentre ora rischia di essere chiuso e privatizzato (attualmente ospita poche persone anziane che ricevono appena l’assistenza indispensabile). La passeggiata nelle viuzze di San Lucido è stata agrodolce nel suo evidenziare i problemi dei centri storici italiani, bellissimi ma condannati a un crescente stato di abbandono.   
La nostra è terra di transumanze, poi di viaggiatori sette-ottocenteschi e infine di escursionisti più o meno hi-tech – meritoria e longeva, più di tutte, l`attività del Cai –, ma vuoi vedere che il futuro è davvero nel passato?

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