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Per cinque giorni Lamezia capitale dell`antimafia

LAMEZIA TERME «Da mercoledì a domenica, Lamezia Terme diventa una delle capitali dell`antimafia culturale e civile». Gianni Speranza scandisce bene le parole. Vuole marcare il senso di un`iniziativ…

Pubblicato il: 19/06/2012 – 14:42
Per cinque giorni Lamezia capitale dell`antimafia

LAMEZIA TERME «Da mercoledì a domenica, Lamezia Terme diventa una delle capitali dell`antimafia culturale e civile». Gianni Speranza scandisce bene le parole. Vuole marcare il senso di un`iniziativa che è (anche) un cambiamento radicale di prospettiva: «Non si parlerà di Lamezia solo perché ci sono gli attentati di giorno e di notte, ma perché ospiterà le iniziative, i racconti e gli atti concreti di chi resiste e si oppone alla mafia». C`è tutto questo in “Trame”. E c`è di più. Perché il festival si presta a una lettura a più livelli. Non chiamatela fiera del libro, insomma («con tutto il rispetto per le fiere», dice il direttore Lirio Abbate, giornalista dell`Espresso). In piazza, e dunque all`aperto, perché tutti possano vedere e recepire i messaggi, ci saranno azioni civili e concrete. È a queste azioni che Abbate si riferisce quando parla di «rivoluzione delle coscienze, che nasce dalla cultura e dalla lettura ed è indispensabile per combattere le cosche, che a Lamezia ci sono, e sgretolare il muro di omertà che le protegge. E anche per tenere sveglia l`attenzione sulla finta antimafia di chi si riempie la bocca con la parola legalità per infiltrarsi nell`antimafia vera». Per questo, “Trame” darà voce al coraggio delle donne che hanno denunciato i clan, pagando in alcuni casi con la vita. Per questo ascolterà le storie in musica degli “A67”, band “resistente” di Scampia. Per questo assisterà allo spettacolo di Ficarra e Picone su don Pino Puglisi. Ci sono decine di buone ragioni per partecipare. Una delle migliori è «ricordare l`omicidio dell`ispettore di polizia Salvatore Aversa e di sua moglie, uccisi vent`anni fa senza che siano ancora stati individuati i responsabili». La memoria è un aspetto fondamentale nella lotta alle mafie. E Lamezia deve ricordare anche l`assassinio dei due netturbini, freddati nel 1991. Un altro delitto senza giustizia. Bisogna ricordare le mancate verità e risvegliare le coscienze dei calabresi. È prioritario «penetrare il tessuto dell`indifferenza», come spiega la presidente della Provincia di Catanzaro, Wanda Ferro, quasi riecheggiando il gramsciano “odio gli indifferenti”. Ed è sulla cultura che si deve puntare per riuscire nell`intento: «Nonostante le ristrettezze dei bilanci degli enti locali, avete fatto una scelta vincente, scommettendo su qualcosa che resterà nella storia di questa città». E anche della Provincia che partecipa a questa seconda edizione, il cui programma ricchissimo (forse troppo, visto che diversi appuntamenti sono sovrapposti, come ha ammesso il presidente dell`antiracket lametino Armando Caputo) inizierà mercoledì con un incontro incentrato sul coraggio delle donne. Il primo banco di prova per quello che vuole essere «un enzima che connetta la sfera pubblica a quella privata». Un modo, quello del vicesindaco Francesco Cicione, di chiamare alla partecipazione. La mafia si batte anche – e forse soprattutto – così.

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