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L`apertura di Casini non sorprende i centristi calabresi

REGGIO CALABRIA Se l’apertura di Pierferdinando Casini («sì a un patto di legislatura tra moderati e riformisti») avrà un seguito, lo si capirà presto. Certo è che l’intervista al Corriere della Se…

Pubblicato il: 26/06/2012 – 15:25
L`apertura di Casini non sorprende i centristi calabresi

REGGIO CALABRIA Se l’apertura di Pierferdinando Casini («sì a un patto di legislatura tra moderati e riformisti») avrà un seguito, lo si capirà presto. Certo è che l’intervista al Corriere della Sera del leader dell’Udc non ha colto di sorpresa i vertici locali della formazione centrista. Gino Trematerra, segretario regionale dello Scudocrociato, ostenta sicurezza tra i corridoi di Palazzo Campanella: «Era tutto previsto. Questo è il frutto del lavoro portato avanti in questi anni da Casini e D’Alema». Poco più in là è il turno del capogruppo Alfonso Dattolo: «Credo che ormai siano maturi i tempi, almeno a livello nazionale, per avviare una collaborazione proficua tra il nostro partito e il Pd».
Tutto dipenderà (è ormai una costante per la politica calabrese) dai risvolti romani. È chiaro che una fine anticipata della legislatura aprirebbe scenari inimmaginabili fino a poco tempo addietro. Casini lo ha detto chiaramente: «Berlusconi insegue il populismo mentre Bersani è più credbile. Il governo Monti deve durare fino alla scadenza naturale». Un eventuale accordo tra Pd e Udc non potrebbe non avere ripercussioni sulla maggioranza che governa la Regione. I colonnelli calabresi non lo dicono chiaramente ma fanno intendere che mai si opporrebbero alle decisioni di Casini e Cesa. L’Udc in consiglio regionale può contare su sei esponenti e, dunque, è determinante per il mantenimento in vita della maggioranza che sostiene il governatore Peppe Scopelliti. Tra il dire e il fare, ovviamente, ce ne passa. È indubbio, però, che le fibrillazioni ci sono e iniziano a essere percepite anche all’esterno delle stanze ovattate dell’Astronave. Giusto per fare qualche esempio: i centristi non hanno gradito molto la gestione dell’assestamento di Bilancio 2012 portata avanti dall’assessore regionale Giacomo Mancini. «Quella approvata in consiglio regionale – confida uno dei consiglieri regionali dell’Udc – è una manovra ingessata in cui le risorse libere (poco più di 19 milioni) non sono sufficienti per affrontare le emergenze calabresi. Ma al di là di questo, c’è un errore di metodo: un Bilancio lo si approva dopo un confronto tra le forze politiche di maggioranza. A noi hanno presentato una cosa bella e fatta senza aver chiesto il minimo contributo».
Scopelliti, avendo avuto sentore dei malumori, si è subito affrettato a dire che per il mese di ottobre sarà varata un’altra manovra finanziaria: «La priorità è quella di assicurare il pagamento degli stipendi per i lavoratori degli enti regionali». Basterà questo a riportare la calma nel centrodestra calabrese? 

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