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La spending review ci porta alla fame

Altro che “spending review”, lotta agli sprechi e alle spese inutili! In Calabria si continuano a tagliare i servizi essenziali garantiti dalla Costituzione, i presidi di legalità, gli avamposti dell…

Pubblicato il: 07/07/2012 – 16:15
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La spending review  ci porta alla fame

Altro che “spending review”, lotta agli sprechi e alle spese inutili! In Calabria si continuano a tagliare i servizi essenziali garantiti dalla Costituzione, i presidi di legalità, gli avamposti della democrazia e della presenza dello Stato!. Dopo le rapine del governo a trazione legista guidato dal Cavaliere Berlusconi che ha “scippato” alla Calabria e al Mezzogiorno circa 28 miliardi di fondi Fas per destinarli al Nord, dopo i tagli assurdi ed indiscriminati operati dal governatore-commissario Scopelliti al sistema sanitario calabrese che hanno fortemente penalizzato la provincia di Cosenza e messo in ginocchio tantissime realtà della nostra regione non garantendo più nemmeno i livelli essenziali di assistenza, dopo la forte ripresa dell’emigrazione giovanile e intellettuale, il ridimensionamento e l’accorpamento di decine di presidi scolastici, il taglio dei treni a lunga percorrenza da e per il sud, il caos dei trasporti, la scoperta che i lavori di completamento della Sa-Rc non saranno mai terminati poichè mancano ancora 58 chilometri di autostrada (tutti in provincia di Cosenza) mai finanziati e progettati, l’aumento vertiginoso della disoccupazione e l’allargamento a macchia d’olio delle vecchie e nuove fasce di povertà, è arrivata ora anche la scure devastante del decreto Monti. Infatti, per effetto del recente decreto sulla spending review in Calabria ben quattro tribunali (di cui tre in provincia di Cosenza) sono stati soppressi, le Province di Crotone e Vibo letteralmente cancellate e quelle che ancora rimangono subiranno tagli pesantissimi sui trasferimenti statali che vanno a sommarsi ai tagli già subiti a seguito delle manovre del governo Berlusconi. E’ chiaro che questi provvedimenti avranno implicazioni devastanti in una regione povera come la nostra: interi nuclei familiari saranno praticamente ridotti alla fame e tantissime imprese saranno costrette a chiudere. I diritti fondamentali dei cittadini vengono calpestati e negati. Di fronte a quella che appare come una vera e propria fuga dello Stato dai nostri territori, l’unica vera alternativa rimane la criminalità organizzata. Saremo destinati a diventare tutti soldati della ‘ndrangheta? Io non ci sto e credo che, come me, non ci stia neanche la maggioranza dei calabresi onesti. È arrivata, pertanto, l’ora di alzare la testa e di far sentire forte la voce della Calabria e dei calabresi onesti a Roma. Per quanto ci riguarda ci spenderemo con tutte le nostre forze perchè i tribunali e le Province calabresi non vengano soppressi. Ai nostri parlamentari, a prescindere dalle appartenenze e dalle colorazioni politiche, chiediamo la massima unità e il massimo impegno in quella che potremmo definire senza esagerare “la madre di tutte le battaglie”” Il Parlamento, alla luce di parametri oggettivi e uguali per tutti, tagli pure gli sprechi e le spese inutili, ma eviti assolutamente di effettuare tagli lineari e indistinti, che si traducono solo nella negazione di diritti fondamentali e servizi ai cittadini. Noi e tutti i calabresi onesti non vogliamo diventare soldati della ‘ndrangheta!. Lo dobbiamo ai nostri figli e alle generazioni che verranno.

* Consigliere regionale Pd

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