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Omicidio Frisina, catturato il latitante Angelo Macrì

Gli davano la caccia per l`omicidio di Rocco Frisina, ucciso con sette colpi di pistola calibro 32 nel gennaio 2008 in pieno centro a Delianuova. Angelo Macrì era sfuggito alla cattura lo scorso 25…

Pubblicato il: 03/08/2012 – 11:01
Omicidio Frisina, catturato il latitante Angelo Macrì

Gli davano la caccia per l`omicidio di Rocco Frisina, ucciso con sette colpi di pistola calibro 32 nel gennaio 2008 in pieno centro a Delianuova.
Angelo Macrì era sfuggito alla cattura lo scorso 25 luglio quando è scattata l`operazione “Nuova Delia”.
Alla cattura del latitante si è giunti al termine di complesse indagini condotte da un gruppo di lavoro dei carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria e del Ros, coordinati per la Direzione distrettuale antimafia reggina dal procuratore aggiunto Michele Prestipino Giarritta e dai sostituti Giovanni Musarò e Mauro Tenaglia, a cui hanno partecipato anche i Carabinieri delle province di Bergamo e Udine.
L`attività investigativa aveva consentito ai carabinieri di accertare la presenza di Macrì nel nord Italia, dove vivono alcuni parenti del ricercato il quale era riuscito a prendere un volo che lo aveva condotto all’aeroporto di Bergamo “Orio al Serio”, da dove sono iniziate le ricerche con una serrata caccia all’uomo.
In particolare, monitorando costantemente con difficili e prolungati servizi di osservazione e pedinamenti gli spostamenti di alcuni soggetti ritenuti fiancheggiatori del latitante, gli investigatori sono arrivati in un piccolo comune a pochi chilometri di distanza da Bergamo, dove aveva trovato rifugio il latitante che, sentendosi braccato dai carabinieri, riusciva nuovamente a far perdere le proprie tracce, partendo nottetempo per la riviera adriatica del Friuli Venezia Giulia.
I carabinieri, sfruttando le acquisizioni investigative ottenute nel corso dell`indagine sull’omicidio Frisina, si sono recati a Latisana, in provincia di Udine, dove il latitante si era rifugiato con ogni probabilità subito dopo la commissione dell’omicidio, dandosi alla latitanza volontaria durata oltre un anno, per timore di possibili azioni ritorsive da parte della cosca avversaria.
Alle prime luci dell’alba di ieri, il latitante veniva localizzato in una piccola frazione di Latisana a Bevazzana, dove aveva trovato rifugio all’interno di una villetta di un complesso residenziale. Dopo svariate ore di appostamenti, i militari hanno avuto finalmente la conferma della presenza di Macrì nell’abitazione, quando lo hanno visto uscire in terrazza. A quel punto è scattata l’irruzione che ha consentito di bloccare e trarre in arresto il latitante.

Ritornando all`omicidio Frisina, il commando di fuoco era composto da due killer, Angelo Macrì e Leo Italiano, entrati in azione tra le 17 e le 18 del 3 gennaio 2008 in una via centralissima di Delianuova, alla presenza di numerose persone, nessuna delle quali, però, forniva un apporto significativo all’indagine. Anzi la caparbietà degli investigatori ha cozzato con l`omertà dei testimoni: tutti, infatti, avevano negato di aver assistito alla sparatoria, sostenendo addirittura di essere giunti sul posto solo successivamente.
Rocco Frisina, gravemente ferito, era stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale di Polistena e di lì presso gli ospedali Riuniti di Reggio, dove moriva il 5 gennaio 2008 a causa delle ferite da arma da fuoco riportate.
Le investigazioni, svolte dai carabinieri di Palmi, hanno consentito di ricostruire con assoluta chiarezza il contesto nel quale l’omicidio è maturato, la dinamica e la causale dello stesso e di identificarne i responsabili.
A tale risultato si è giunti progressivamente, costruendo con pazienza un mosaico probatorio che ha consentito via via di accertare che l’omicidio Frisina si inseriva nel contesto mafioso di Delianuova, territorio della cosca Italiano (all’epoca capeggiata dal vecchio boss Giuseppantonio Italiano, storico “Patriarca” della ‘ndrangheta operante nella fascia tirrenica della provincia reggina, deceduto per cause naturali nel gennaio 2010) e quella dei Macrì (eloquentemente soprannominati “i pacci” per via della follia e della violenza che da sempre ne contraddistinguono le azioni).
La vittima era l`uomo di fiducia di Giasone Italiano (figlio di Giuseppantonio e arrestato nell`operazione “Meta”). Tra le due cosce erano sorti dei dissapori per una somma di denaro (20mila euro) che questi ultimi pretendevano dagli Italiano, a titolo estorsivo, per alcuni lavori realizzati sul territorio di Delianuova, in particolare emergeva che i Macrì pretendevano dagli Italiano una quota delle tangenti che questi avevano percepito da una ditta che eseguiva i lavori sul territorio di Delianuova.
Per tale ragione Frisina era intervenuto in difesa degli Italiano litigando furiosamente con i Macrì. Una lite avvenuta lo stesso giorno dell`agguato di chiara matrice mafiosa eseguito a colpi di arma da fuoco.
In seguito all`omicidio, gli Italiano avevano consegnato ai Macrì la somma di 20mila euro. Per quanto riguarda la dinamica del delitto Frisina è stato ucciso da Angelo Macrì (detto “Pinello”), giunto sul luogo dell’agguato a bordo di una autovettura condotta da Leo Italiano, cognato di Salvatore Macrì, fratello di Angelo.

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