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«La Calabria affonda e Scopelliti fa finta di nulla»

LAMEZIA TERME Non cita Freud, ma a lui fa riferimento Alfredo D`Attorre quando dice che «l`attuale governatore, in quanto a negazione della realtà dell`evidenza, è peggio di Berlusconi e Bossi, pri…

Pubblicato il: 06/08/2012 – 14:37
«La Calabria affonda e Scopelliti fa finta di nulla»

LAMEZIA TERME Non cita Freud, ma a lui fa riferimento Alfredo D`Attorre quando dice che «l`attuale governatore, in quanto a negazione della realtà dell`evidenza, è peggio di Berlusconi e Bossi, prima della crisi che ha portato al governo Monti. Il livello di propaganda di Scopelliti e del centrodestra calabrese è tale che si nega la drammaticità della crisi in cui versa questa regione». Il commissario del Pd calabrese davanti a microfoni e taccuini si dice «stanco» per un «vecchio modo di fare politica». Nel mirino ci sono le ultime adesioni di alcuni sindaci calabresi al movimento “Scopelliti Presidente”. «Trovo inaccettabile – scandisce D`Attorre – che il presidente della Regione e i suoi collaboratori avvicinino i sindaci e promettano aiuti economici per i loro enti in cambio di un`adesione al loro movimento. Non è più tempo di liste e listarelle personalistiche». Un duro j`accuse che fa il paio con quello lanciato sul tema della Sanità: «Quando il governatore – ha aggiunto D`Attorre – rivendica i risultati della sua azione sulla sanità mi fa pensare a quel medico della barzellette che, rivolto ai parenti di un malato, dice: “L`operazione è perfettamente riuscita ma il paziente è morto”. Un piano di rientro così, che poteva essere affidato ad un ragioniere, di fatto ha generato una caduta della qualità confermata dai livelli altissimi di emigrazione sanitaria e dalla fuga delle eccellenze mediche che lasciano la Calabria». È un quadro desolante, quello descritto dal numero uno dei democrat calabresi: «Chiedo a Scopelliti di indicare una sola opera realizzata con i fondi dell`Unione europea. Anche in materia di sostegno all`economia è stato smantellato quello che era stato fatto nella precedente legislatura e nessuna risposta viene data sulla questione centrale del credito». Ce n`è pure per il presunto boom di presenze turistiche in Calabria: «I dati fatti circolare dai consiglieri regionali del Pdl sono stati sonoramente smentiti dalle cinque organizzazioni provinciali di Confidustria», e per le vicende giudiziarie che riguardano in particolare la città di Reggio Calabria: «Siamo fortemente preoccupati per la quantità di vicende giudiziarie che si è accumulata nei confronti del presidente della Regione, Peppe Scopelliti e della sua coalizione. Il nostro profilo, che è e rimane fortemente garantista, non cancella la preoccupazione per il discredito che complessivamente ne deriva».
Più istituzionale il profilo mantenuto, invece, da Sandro Principe. Il capogruppo del Pd in consiglio regionale ribadisce la sua soddisfazione per la presentazione della mozione parlamentare (primo firmatario Bersani) sui temi della Calabria e difende con forza il lavoro del suo gruppo a Palazzo Campanella: «Il Pd è e si sente forza di governo anche dall`opposizione come dimostra la presentazione della mozione per la Calabria in Parlamento. Il Pd e il suo gruppo dirigente interpretano il ruolo di un partito che ha cultura di governo mentre l`esecutivo regionale di centrodestra, a Roma, non si fa sentire. Non si vede nulla su sanità, ospedali e fondi Ue, tutto è fermo. Ad eccezione delle metropolitane di Catanzaro e Cosenza che sono eredità del centrosinistra». La descrizione del quadro generale serve a Principe per entrare meglio sui temi più attuali, quelli relativi alla riforma degli enti sub-regionali che è stata rinviata in attesa di un accordo condiviso tra maggioranza e opposizione. «Su Arssa e Afor – aggiunge il capogruppo –  c`è bisogno di creare piattaforme condivise tra istituzioni e organizzazioni dei lavoratori. La nostra è una posizione di grande rigore nella gestione del territorio come ha dimostrato il nostro “no” al Piano casa e il “sì” alla legge urbanistica, a patto che si abbia un piano territoriale di coordinamento. Le nostre battaglie le conduciamo sia a Roma ai massimi livelli, sia qui in Calabria. Insistiamo, poi, sulla realizzazione di una Regione leggera che legiferi ma trasferisca la gestione al sistema delle autonomie».

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