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Gli uomini soli al comando (a volte) delirano

Leggere ciò che ha affermato D’Attorre, alla fine della riunione lametina con i partiti del centrosinistra, nella quale si è deciso di chiedere le dimissioni di Scopelliti, ad un democratico come m…

Pubblicato il: 20/10/2012 – 17:42
Gli uomini soli al comando (a volte) delirano

Leggere ciò che ha affermato D’Attorre, alla fine della riunione lametina con i partiti del centrosinistra, nella quale si è deciso di chiedere le dimissioni di Scopelliti, ad un democratico come me e mi auguro a tutti i democratici, fa venire la pelle d’oca. Penso che non sia mai successo che un burocrate, catapultato da Salerno a Lamezia, si è  mai sognato di fare appello agli organi di informazione di non prendere in considerazione gli scritti di singoli dirigenti che inquinano mediaticamente la discussione nel “suo” Pd, anche perché nel vero partito degli iscritti la discussione latita da molto tempo, anzi esiste solo quella degli eletti che per D’Attorre è gruppo dirigente. Quello che è successo ieri si poteva prevedere, anche perché la prima cosa che D’Attorre ha fatto venendo in Calabria, è stata quella di impedire che sul sito del Pd Calabria si potessero pubblicare interventi di singoli amici, che per fortuna hanno sempre trovato spazio sulla libera stampa. Gli ultimatum lanciati sulle scadenze, che da quando è in Calabria è costretto a rinviare come quella del congresso regionale per il 24 giugno, quella per i congressi di circolo per il 16 settembre e quella ultima che, come le altre non sarà rispettata, del 31 ottobre per i congressi di circolo, che dove si sono tenuti hanno visto  partecipare  un numero risicato di iscritti e quelli che non si riescono a tenere nelle città capoluogo, oramai non li considera nessuno. Oggi il suo unico scopo è quello di fare la campagna a Bersani e si sta attivando per far sorgere come funghi comitati pro Bersani dimenticando che, a parte la libera scelta di sostenere chi vuole, dovrebbe ricordare che il suo ruolo è  super partes, ma questo sta alla sensibilità dei veri democratici. Ho da sempre pensato, e detto a molti amici, che Bersani era il segretario naturale già al tempo della candidatura di Veltroni . Assistere oggi a questa ricorsa a costituire comitati, mi sa molto di riposizionamento da parte di gente che nulla ha a che fare con le cose che dice e con quella che è la storia di Bersani. Vedere comitati tenuti da segretari di circolo che da tempo immemore non convocano  riunioni né il congresso, componenti di comitati che fino ad un anno fa lavoravano in strutture di consiglieri regionali del Pdl, personaggi che pensano che da rottamare siano sempre gli altri e mai loro, mi fa venire in mente le primarie per l’elezione di Bersani a segretario, che è stata l’anticamera della disfatta del 2010 e della crisi perniciosa del Pd calabrese. Mi auguro di sbagliarmi, ma penso che Bersani farebbe bene a stare attento a quello che si muove in Calabria, per non rischiare di trovarsi, a primarie vinte, file interminabili di personaggi che vogliono riscuotere.
A proposito, chiedere le dimissioni di Scopelliti è come sparare sulla croce rossa. Serve molto di più di una mozione di sfiducia. Serve che i nostri consiglieri inizino a percorrere la regione da cima a fondo, consegnando le loro dimissioni nelle mani di un notaio, e creare le condizioni di raggiungere il numero della maggioranza di consiglieri per mandare a casa questo consiglio e principalmente Scopelliti. La mozione di sfiducia è aria fritta, anche perché resto convinto che alcuni nostri consiglieri non sono in nessun modo d’accordo sullo scioglimento del consiglio. Non è semplice rinunciare ad altri due anni a quindicimila euro al mese.

*Iscritto circolo Pd Catanzaro Lido

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