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Legge salvaprecari, Molinari: «Chiediamo il ripristino della legalità»

CATANZARO Chiederemo al ministro D`Alia di ripristinare la legalità. Questa in sintesi la riflessione che il senatore del Movimento cinque stelle, Francesco Molinari esprime sulla vicenda della legge…

Pubblicato il: 09/09/2013 – 18:37
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Legge salvaprecari, Molinari: «Chiediamo il ripristino della legalità»

CATANZARO Chiederemo al ministro D`Alia di ripristinare la legalità. Questa in sintesi la riflessione che il senatore del Movimento cinque stelle, Francesco Molinari esprime sulla vicenda della legge regionale “salvaprecari” della sanità calabrese. La norma sarà al centro dell`incontro che si terrà giovedì prossimo al ministero della Funzione pubblica tra una delegazione di parlamentari calabresi e il responsabile del dicastero. «Leggiamo dai giornali – si legge nella nota di Molinari – che la nostra presenza all’incontro di giovedì prossimo al ministero della Funzione Pubblica, insieme ad altri deputati calabresi di diversa ispirazione politica, sia finalizzato al chiedere al ministro D’Alia la rinuncia all’impugnativa della legge regionale 12/2013. Le nostre intenzioni, in verità, sono tutt’altre. Parteciperemo perché vogliamo difendere i lavoratori precari della sanità calabrese, troppe volte illusi dai vari governi regionali e sfruttati per mero calcolo elettorale; parteciperemo per ribadire i valori di legalità portati avanti dal Movimento 5 Stelle e per opporci a soluzioni che perpetuano le politiche del passato, soluzioni improvvisate che disattendono le speranze e il diritto ad un lavoro stabile e dignitoso dei precari storici della sanità calabrese». L`esponente grillino ricorda che «prima di questa legge – approvata dal centrodestra – un’altra legge similare, la n.1 del 2009 – approvata dall’allora maggioranza di centrosinistra – veniva dichiarata illegittima dalla sentenza 149/2010 della Corte Costituzionale». «Rinnovare la delusione dei cittadini – sottolinea Molinari – con una legge che, già nel suo iter, mostrava tutte le sue lacune ed evidenziava profili di incostituzionalità, tanto da non avere addirittura il parere favorevole dell’ufficio legislativo della Regione, è un fatto deprecabile. Nonostante si fece notare il rischio dell`impugnazione della legge e furono avanzati dubbi di natura finanziaria, la legge – alla fine – passò con 27 voti a favore e 15 astenuti (8 assenti)». Per questo, secondo il senatore di 5 Stelle, «non ha senso “chiedere al Governo di rinunciare all’impugnativa della legge”, a meno che non si ritenga che tali dubbi siano fondati e si pretenda una sorta di eccezione al rispetto della legge, chiedendo, in ultima analisi, di chiudere un occhio sulla tanto sbandierata“legalità” in nome di un – sia pur meritevole di attenzione – obiettivo. Se l’impianto normativo genera queste situazioni allora occorre cambiarlo e non ricorrere a soluzioni tampone che sanno di sospensione della legalità, nel migliore dei casi, se non odorano del peggiore clientelismo». (0090)

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