Pd spaccato sulla data del congresso
La prova di forza dovrebbero vincerla loro. Renziani, franceschiniani, lettiani, l`area socialista guidata da Sandro Principe, parte dei fioroniani (Covello, De Nisi e Scalzo) e veltroniani possono r…

La prova di forza dovrebbero vincerla loro. Renziani, franceschiniani, lettiani, l`area socialista guidata da Sandro Principe, parte dei fioroniani (Covello, De Nisi e Scalzo) e veltroniani possono ritenersi soddisfatti per l`esito della riunione del coordinamento regionale del Pd. Il congresso calabrese del partito, nonostante da largo del Nazareno fosse arrivato l`ok a una deroga – subordinato a un «sì» unanime del partito – per anticipare i tempi, non si farà prima del nuovo anno e comunque sarà celebrato dopo le primarie nazionali in programma per l`8 dicembre. Quanto deciso stasera è stato comunicato a Roma, dove alle 21 è iniziata la riunione della Commissione nazionale per il congresso.
A uscire sconfitta dovrebbe essere la linea politica di chi (vedi i bersaniani da poco diventati neo-cuperliani Nico Stumpo e Alfredo D`Attorre, la cui mozione è stata illustrata da Seby Romeo) insisteva per accorciare i tempi ed eleggere il segretario del Pd calabrese prima di quello nazionale. Un tattica tesa a spianare la strada all`elezione a segretario di Mario Oliverio, che avrebbe potuto contare su una struttura di partito ancora figlia della maggioranza bersaniana venuta fuori dal congresso del 2009. La preoccupazione maggiore di Stumpo e D`Attorre è che una probabile vittoria di Matteo Renzi l`8 dicembre possa innescare un effetto domino anche sulla scelta dei leader regionali del partito.
Nel documento sottoscritto dall`area che sostiene il rottamatore (e a cui vanno aggiunti i bindiani) e presentato nel corso del vertice dall`ex parlamentare Franco Laratta, si sostiene come sia «del tutto evidente che un’idea di Calabria che il Pd deve partorire con il suo congresso regionale, deve necessariamente basarsi sul più ampio progetto dei democratici per il rilancio del Mezzogiorno, a sua volta inserito nell’ancor più generale disegno per la crescita del Paese. Risulta necessario, pertanto, concentrare l’attenzione, in questo breve lasso di tempo che ci separa dall’8 dicembre, ai contenuti del confronto congressuale nazionale e tenere, quindi, il congresso regionale successivamente, il 26 gennaio, molto tempo prima, quindi, del 31 marzo 2014; per far sì che l’idea di Calabria che i democratici metteranno a punto durante il congresso regionale possa avere solide fondamenta nella piattaforma politica-programmatica partorita dal Pd nazionale, che metta al centro del suo impegno e della sua attenzione il rilancio del Mezzogiorno».
Per i sostenitori di Renzi, ma non solo, «la celebrazione frettolosa del congresso regionale risulterebbe controproducente, poiché ridurrebbe ai minimi termini il confronto di idee sul partito e sulla Calabria e vedrebbe i gruppi dirigenti solo concentrati nella ricerca di un consenso vuoto, perché non fondato su contenuti politici e, quindi, privo di ogni capacità attrattiva dell’attenzione della società civile calabrese. Tutto ciò potrebbe avere, peraltro, ripercussioni imprevedibili sul congresso nazionale, anche perché la platea dei potenziali partecipanti verrebbe chiamata ad esprimersi due volte nel giro di poche settimane».
OLIVERIO NON CI STA
Tra i più delusi per il risultato ottenuto al termine del confronto c`è sicuramente Mario Oliverio. In realtà, già prima dell`inizio della riunione il presidente della Provincia di Cosenza aveva messo le mani avanti parlando di «un dannoso “potere di veto” che, di fatto, costituisce un oggettivo impedimento alla costruzione del Partito democratico in Calabria. L’urgenza di svolgere il congresso del Pd nella nostra regione è divenuta una necessità democratica, aldilà dei giochi di potere interni ai gruppi dirigenti, le cui responsabilità non è mia intenzione minimizzare o nascondere». Per Oliverio, che resta sempre uno dei candidati più accreditati alla segreteria regionale del partito, «l`urgenza di svolgere il congresso del Pd nella nostra regione è divenuta una necessità democratica, aldilà dei giochi di potere interni ai gruppi dirigenti, le cui responsabilità non è mia intenzione minimizzare o nascondere». Dietro l`angolo, il più volte parlamentare diessino, vede il rischio di «sacrificare la funzione che il Pd calabrese è chiamato ad assolvere per rendere credibile un`alternativa al fallimento di Scopelliti e del centrodestra».
GLI ALTRI CONGRESSI ENTRO L`11 NOVEMBRE
Tutto confermato per quanto riguarda i congressi territoriali. Quelli provinciali e di circolo dovranno essere celebrati entro l`11 novembre. Il termine ultimo per la presentazione delle candidature a segretario provinciale è fissato per martedì 15 mentre per quelle di circolo ci sarà tempo fino al giorno stesso del congresso. (0020)