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Confindustria Reggio: «Sui fondi Por si naviga a vista»

REGGIO CALABRIA «Sulla delicatissima partita dei fondi strutturali europei, il mondo imprenditoriale è chiamato a compiere un ragionamento scevro dalle sterili contrapposizioni tra i partiti politi…

Pubblicato il: 03/11/2013 – 19:37
Confindustria Reggio: «Sui fondi Por si naviga a vista»

REGGIO CALABRIA «Sulla delicatissima partita dei fondi strutturali europei, il mondo imprenditoriale è chiamato a compiere un ragionamento scevro dalle sterili contrapposizioni tra i partiti politici, indicando all`opinione pubblica le responsabilità dei ritardi che frenano lo sviluppo della nostra regione». Il presidente di Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, interviene sulla fase di attuazione del Por Calabria evidenziando «la contraddittorietà di alcuni messaggi che rischiano di rappresentare alle imprese e ai cittadini un quadro molto diverso da quello reale» e parlando di «navigazione a vista» nel settore. Secondo il massimo rappresentante degli industriali reggini, «è innanzitutto necessario soffermarsi sulla portata delle periodiche rimodulazioni e riprogrammazioni del Por. Tali misure avvengono sulla base di valutazioni condivise con il tavolo del partenariato ma non possono certo essere salutate con soddisfazione. Sono procedure necessarie per evitare di perdere altro denaro pubblico che la Commissione europea mette a disposizione delle Regioni e che, purtroppo, le pubbliche amministrazioni dimostrano di spendere con difficoltà. Rimodulare e riprogrammare il Por, spostando ingenti finanziamenti disponibili da un asse all`altro o su programmi paralleli (Poc e Pac), significa trovare una cura palliativa a un male atavico come quello della malaburocrazia».
«Questa nuova allocazione delle risorse – dice ancora Cuzzocrea – non risponde quasi mai a un`effettiva logica di sviluppo economico e sociale del territorio, ma si fonda solo sull`incubo del disimpegno automatico delle somme non spese. In questo modo viene meno una strategia coerente e di lungo periodo dello sviluppo del territorio: pur di non perdere i soldi, vengono spesso “svuotati” i settori di intervento in cui la Calabria è più carente, anche se si tratta di assi fondamentali per il futuro della regione, rimpinguandone altri con maggiore capacità di spesa. Più che di “programmazione europea” sarebbe il caso di parlare di “disorganizzazione comunitaria”. Non c`è una visione complessiva». (0030)

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