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IN EDICOLA | Lo sfascio

Ora che tutto frana, la definizione di “modello Reggio” appare più che mai un autogol. L`epica che annunciava la panacea dei mali calabresi si è capovolta. E ne fanno le spese anche gli alleati del…

Pubblicato il: 28/03/2014 – 15:49
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Ora che tutto frana, la definizione di “modello Reggio” appare più che mai un autogol. L`epica che annunciava la panacea dei mali calabresi si è capovolta. E ne fanno le spese anche gli alleati del governatore che voleva esportare le pratiche di governo alla Regione. Le spine in riva allo Stretto hanno sancito le responsabilità del buco milionario nelle casse di Palazzo San Giorgio e l`incandidabilità di una truppa di Scopelliti boys, con in testa l`assessore regionale alle Attività produttive, Demetrio Arena. A Cosenza il potere dei fratelli Gentile (Pino, assessore regionale ai Lavori pubblici, e Tonino, senatore e sottosegretario, ma solo per qualche giorno, ai Trasporti) è in bilico e soprattutto conteso da vecchi compagni di cordata. A Catanzaro, invece, i cittadini si sono trovati di fronte a uno spettacolo (in)degno della peggiore politica: raccomandazioni, clientele e favori addirittura sessuali.  Il tutto mentre le inchieste del procuratore della Dda di Catanzaro, Pierpaolo Bruni, minacciano di svelare nuovi rapporti tra `ndrangheta, potere politico e massoneria. Tutti insieme appassionatamente, come nelle intercettazioni del Ros, che hanno captato conversazioni imbarazzanti tra il senatore Giovanni Emanuele Bilardi e i “mafiosi” riservati legati al clan Mancuso. In quelle informative viene spesso evocato anche il presidente della giunta regionale, Giuseppe Scopelliti, che, secondo gli investigatori, « aveva demandato il potere di scelta» su un`assunzione al Consorzio di sviluppo industriale di Vibo Valentia proprio a Bilardi e al consigliere regionale Alfonso Grillo. Sono così tanti gli incroci che si fa fatica persino a seguirli. A Cosenza, il legame tra sanità e politica è così inestricabile che è difficile anche distinguerle. Ci ha provato Gianfranco Scarpelli a marcare una distanza tra sé e la famiglia Gentile, ma ci sono foto che raccontano un`altra storia e lo vedono sul portone di casa del senatore, in via Sambiase, dove – secondo i maligni – vengono prese le decisioni più importanti sull`Azienda sanitaria. E, partendo dai nomi coinvolti nell`indagine della Procura di Cosenza, e dal suo stralcio paolano, sull`Asp, si finisce per arrivare addirittura all`appalto sulla metro leggera nell`area urbana bruzia, grazie a una serie di curiose coincidenze.
Tutto sembra venire giù, insomma, mentre la politica sta a guardare e attende il momento giusto – e le scelte del governatore, sempre tentato dalle elezioni europee – per riposizionarsi. Chi non attende, invece, è Angela Napoli. Che, davanti alla tempesta in corso, non ha dubbi: «Il peggio deve ancora venire».

La storia di copertina “Lo sfascio”, con i servizi di Pietro Bellantoni, Gaetano Mazzuca, Pablo Petrasso e Antonio Ricchio, è sul numero 144 del Corriere della Calabria, in edicola fino al 3 aprile.

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