L`area Canale boccia Magorno
LAMEZIA TERME Giurano di non essere affascinati da «tentazioni separatiste e aventiniane» eppure c`è un mare in mezzo al partito che sognano i seguaci di Massimo Canale e quello che sta costruendo il…
LAMEZIA TERME Giurano di non essere affascinati da «tentazioni separatiste e aventiniane» eppure c`è un mare in mezzo al partito che sognano i seguaci di Massimo Canale e quello che sta costruendo il segretario renziano Ernesto Magorno. La sensazione è che senza un intervento romano, capace di rimettere seriamente ordine sotto al cielo dei democrat, si rischia nuovamente di arrivare a un`implosione. Magorno è bocciato senza appello da questa parte di Pd «che – per dirla con le parole dello stesso Canale – forse non è proprio minoranza come si vuole tentare di fare credere».
Da Roma, dove oggi si è celebrata la direzione nazionale del partito, il premier Matteo Renzi ha invitato tutti i dirigenti a evitare polemiche interne almeno fino alla tornata elettorale del 25 maggio. Ma qui più che altrove c`è il timore che le europee possano rivelarsi un flop. Negli ultimi giorni sono stati diffusi alcuni sondaggi che in Calabria danno il Movimento 5 Stelle in forte crescita. «Rischiamo di non arrivare – ammonisce Mario Muzzì – nemmeno sul podio dei partiti più votati». Gli fa eco Italo Reale: «I grillini prenderanno certamente più voti di noi».
Sul banco degli imputati ci sono le tre candidature espresse dal Pd calabrese nella circoscrizione meridionale. Arlacchi, Pirillo e Maiolo sono nomi che non entusiasmano il correntone degli ex cuperliani. Canale non punta il dito contro di loro ma ancora contro Magorno: «Fare il servo sciocco della segretaria nazionale, accettando supinamente le decisioni che vengono prese a Roma, è un atto di grave inadeguatezza politica».
I toni soft, per questa volta, possono aspettare. E Michele Mirabello ha gioco facile nel dire che «il nostro segretario non andrà lontano pensando di governare il partito facendo nuove nomine ogni settimana». Ogni riferimento alla designazione dei due vicesegretari – Bruno Villella e Nicola Irto –, che dovrà essere ratificata nell`assemblea regionale del partito (in programma per lunedì prossimo), è puramente voluto. Così come è puramente voluto il riferimento alla «necessità imprescindibile» (Pasqualino Mancuso dixit) di celebrare le primarie per la scelta del candidato a governatore. Mario Oliverio, il candidato ufficiale di questa area, resta in disparte ad ascoltare. Per lui parla Luigi Guglielmelli: «All`assemblea del 12 maggio noi dobbiamo chiedere che si prenda atto della dichiarazioni pubbliche di Magorno che spinge per celebrare le primarie a giugno». Con quali regole? Con quelle stabilite nella legge regionale approvata nel 2009.
Il resto è la cronaca degli attacchi all`ex governatore Scopelliti, «che chiede – attacca Canale – ai primari dell`ospedale di Reggio Calabria di finanziare la sua campagna elettorale alle europee». Nel frattempo la Calabria è ferma, e «noi – mette le mani avanti Carlo Guccione – vogliamo capire come Renzi intende procedere sulla nomina del nuovo commissario della sanità». La gestione del settore è decisiva da sempre, ma lo diventa ancor di più in questi ultimi mesi prima del ritorno al voto. Manca ancora la data precisa e Nicola Adamo invoca chiarezza, a partire dalla riunione della Conferenza dei capigruppo in programma per mercoledì a Reggio Calabria. Quanto al resto, «è inutile – spiega Adamo – soffermarsi su Scopelliti, che ormai è politicamente finito». È un invito a rilanciare l`attività del Pd calabrese. «Perché – mette in guardia Pasquale Squillace – altrimenti sarebbe inutile continuare con le nostre sedute di psicoanalisi».
